venerdì, Ottobre 22

Russiagate? ‘Per noi dell’FBI solo spettacolarizzazione’

0
1 2 3


Non so come Session influirà nelle indagini del Russiagate e cosa possa apportare di nuovo alle dichiarazioni di Comey, non credo aggiungerà qualcosa a quello che è già stato detto. Comey viene visto sincero nelle dichiarazioni fatte sotto giuramento, l’opinione pubblica lo ritiene credibile. Sarà interessante cosa dirà riguardo al suo incontro con Comey, dove l’ex direttore gli chiese di non lasciarlo più da solo con Trump. Questo sarà molto interessante. Altresì, sarà interessante capire che dirà circa il meeting avuto con le autorità russe”, così Andrew Bringuel del Behavioral Science Unit, l’Unità di analisi comportamentale dell’Fbi, poco prima che il Ministro della Giustizia Jeff Sessions arrivasse davanti alla Commissione Intelligence del Senato per la sua testimonianza.

Session, poco dopo, circa il faccia a faccia tra l’ex Direttore Fbi James Comey e il Presidente Donald Trump dirà: «Sono uscito dalla stanza mentre Comey era seduto davanti alla scrivania del Presidente e i due stavano parlando», «Non mi sembrava un problema fondamentale lasciare solo il direttore dell’Fbi col Presidente». Comey, ha proseguito Sessions, «sollevò la questione con me il giorno successivo e espresse preoccupazione per le conversazioni private con il Presidente. Ero d’accordo sul fatto che ci sono regole, ma non esiste il divieto di una conversazione privata del direttore Fbi con il Presidente. Se Comey si sentiva sotto pressione non lo so», «non mi ha rivelato alcun dettaglio in merito all’incontro», «Comey era preoccupato, per quanto io ricordi mi ha parlato solo di questo», ha aggiunto Sessions. A una successiva domanda, Sessions ha detto: «Non so se il Presidente registri le sue conversazioni nello Studio Ovale». Il Ministro ha aggiunto altro relativamente a Comey: «L’Fbi non può decidere politiche per perseguire le persone, e questo era avvenuto per il procedimento Clinton», ha spiegato in riferimento al mail-gate in cui restò coinvolta la candidata democratica Hillary Clinton per le informazioni filtrate quando era segretario di Stato. «Non deve esserci alcuna usurpazione. Da parte di Comey c’era mancanza di disciplina e quindi giunsi alla conclusione che poteva creare problemi».
In quanto a Robert Mueller -in mattinata si era diffusa la voce che Trump avesse intenzione di licenziarlo dall’incarico di responsabile delle indagini sul Russiagate- Session ha detto di nutrire fiducia in lui, e rispondendo alla possibilità di una rimozione ha detto che «non sarebbe opportuno se lo facessi».
Per quanto attiene ai rapporti con le autorità russe, oltre a negare di aver mai partecipato a «conversazioni con funzionari russi o di qualsiasi Governo straniero per influenzare le elezioni presidenziali degli Stati Uniti» e di essere stato a conoscenza di simili incontri «da parte di persone collegate alla campagna presidenziale di Trump», Sessions ha riconosciuto di aver incontrato due volte l’ambasciatore russo, durante la Convenzione nazionale repubblicana e nel suo ufficio del Senato. ma, ha assicurato, «non è avvenuto nulla di improprio» durante quegli incontri.

La testimonianza di Session è, evidentemente, solo un nuovo capitolo in una vicenda che proseguirà per mesi, unaspettacolarizzazione“, la definisce Bringuel, un “circolo mediaticonel contesto del quale non si distingue la politica dalla legge, aggiungendo: “dovremmo aspettarci una crisi, seguita da un’altra crisi“.
In questo scambio di accuse e complotti degni delle migliori pellicole di spionaggio, coloro che ne pagano le spese sono, probabilmente, quelli che nell’FBI ci lavorano. Al di là delle manovre della Casa Bianca, al di là dei giochi di potere e di ripicche tra direttori licenziati e un Presidente che sembra puntare al potere ‘totale’, come stanno vivendo questa sorta di spy story gli agenti dell’FBI? Il clima non starà inquinando la credibilità dell’agenzia e non graverà sul lavoro quotidiano della struttura?

Bringuel, fa parte del Federal Bureau of Investigation (l’BI) dal marzo del 1992. Per 25 anni, come suprvisor e agente speciale, ha formato circa 25.000 agenti, gestendo materiale riservato nell’unità scientifica. Anche la moglie e i figli lavorano nell’FBI, quindi sa bene di cosa parliamo. Andrew, oltre che di scienza ed investigazioni, è appassionato di tecnologia, e lo si capisce da subito quando, dandoci la disponibilità a parlare, ci chiede di realizzare l’intervista attraverso una telefonata internazionale VOIP. Conosce Milano, anche se preferisce Verona, ama l’italia, lo definisce un ‘bellissimo Paese’, con delle ‘bellissime persone’. La moglie lavora nell’unità dell’FBI che si occupa di crimini contro i bambini, è apolitica e crede tantissimo nel suo lavoro, così come la maggior parte degli agenti che si dedicano anima e corpo al proprio lavoro all’interno dell’ente.

 

Andrew, crede che la Russia abbia interferito in qualche modo nelle elezioni americane del 2016?

La testimonianza del Direttore Comey non ha aggiunto nessun punto alla tesi che vi sia stato un tentativo di interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali del 2016. Ad ogni modo, prove di misure attive e dell’interferenza russa sulla politica americana ci sono state dal 1950, come si legge nel bellissimo libro intitolato ‘Operation Solo’. L’influenza di governi stranieri e la cooperazione delle intelligence con strategie attive che hanno influenzato i processi politici, e diplomatici di altre Nazioni, non sono una novità. Questo libro racchiude le investigazioni terminate nel 1960, quando credevamo, o meglio il Governo degli Stati Uniti credeva, che la Russia avesse modo di interferire nell’economia e nella politica del Paese. L’FBI ha collezionato prove di un controspionaggio da parte dell’Unione Sovietica, che pagava alcuni gruppi per spiare dall’interno gli Stati Uniti. L’FBI ha trovato prove concrete di questi gruppi sociali, o gruppi sovversivi che avevano accesso a informazioni riservate. Nel libro ‘Operation Solo‘, vengono riportate tutte le prove recuperate dalle investigazioni dell’FBI, e in questa prospettiva di elementi finanziati e facenti riferimento al Cremlino, prima all’Unione Sovietica e poi alla Repubblica Federale Russa, certamente vi è una storia. Ed è noto come questi abbiano interferito nei processi decisionali in Occidente, anche creando movimenti sociali, già da diverso tempo. Io sono sicuro lo facciano anche in Europa, la grande differenza è che questa volta la Russia avrebbe interferito nelle elezioni, ma io ho deciso di credere a Comey, che non ci sono prove di un’interferenza russa nelle elezioni presidenziali del 2016. Comey non è il solo, molti altri agenti lo hanno confermato, interrogati dalla Commissione. Per questo, per rispondere alla tua domanda, io, come agente federale, come agente speciale dell’FBI che lavora nell’intelligence, con oltre 27 anni di esperienza, posso affermare con assoluta certezza di credere al Direttore quando ha detto che la Russia non ha potuto interferire nelle elezioni presidenziali del 2016.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->