mercoledì, Ottobre 27

Russiagate: chi è e cosa può fare Robert Mueller contro Trump

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Lo scorso 17 maggio, a sorpresa, il Ministero della Giustizia aveva nominato l’ex direttore dell’Fbi, il 72enne Robert Mueller, Consigliere Speciale (ovvero Procuratore Speciale) sul Russiagate: le indagini sulle interferenze di Mosca nelle elezioni presidenziali del 2016 ed i contatti tra lo staff del Presidente Donald Trump e funzionari russi. Dopo meno di un mese di lavoro, Mueller, secondo il ‘Washington Post, sta valutando la condotta del Presidente a proposito delle conversazioni con l’ex capo della Fbi, James Comey, in cui si parlava della situazione di Mike Flynn, e in cui il numero uno della Casa Bianca potrebbe aver fatto pressioni per bloccare l’indagine Fbi. Mueller, dunque, avrebbe indagato Trump per una possibile ostruzione della giustizia, il reato per cui Richard Nixon si dimise evitando un sicuro impeachment.

Secondo lo scoop del quotidiano, il Procuratore Speciale interrogherà alti dirigenti dell’intelligence per verificare l’ipotesi che Trump abbia tentato di ostruire la giustizia. Tra questi dirigenti: il capo della National intelligence Daniel Coats, il direttore della Nsa Mike Rogers e il suo ex vice Richard Ledgett, i quali hanno concordato di essere sentiti nei prossimi giorni da Mueller.

Coats, Rogers e Ledgett appariranno volontariamente davanti a Mueller, ma potranno non poter raccontare completamente tutto delle loro conversazioni con Trump in quanto il Presidente potrebbe decidere di far scattare il suo privilegio esecutivo per mantenerle segrete. Privilegio, per altro, che secondo alcuni esperti di diritto, potrebbe non essere fondato giuridicamente, in quanto la Corte suprema durante il Watergate stabilì che i dirigenti non possono usare tale privilegio per bloccare prove in indagini criminali. Il Consigliere Mueller sarebbe particolarmente interessato, secondo il ‘Washington Post’, a un evento del 22 marzo, quando Coats riferì ai suoi colleghi che Trump gli aveva chiesto di intervenire con Comey per far calare l’attenzione su Flynn come parte dell’indagine Fbi sui legami tra la campagna di Trump e Mosca.

Ma chi è Robert Mueller?

Mueller è stato direttore dell’Fbi per 12 anni, dal 4 settembre del 2001 al 4 settembre del 2013, il più longevo dopo l’iconico e controverso J. Edgar Hoover. Era stato nominato dal Presidente George W. Bush e poi confermato da Barack Obama. Il Congresso dovette approvare un legge speciale per consentirgli di andare oltre i 10 anni di mandato previsti per un direttore del Bureau, su richiesta di Obama. E’ stato nominato Procuratore del Russiagate dal viceministro della Giustizia, Rod Rosenstein, cui spettava la decisione dopo che il Ministro Jeff Session si è astenuto da ogni aspetto del Russiagate perché anche lui ha avuto contatti con Mosca. La nomina è stata letta come una risposta alle pressioni bipartisan del Congresso perchè a supervisionare la scottante inchiesta fosse una figura indipendente, soprattutto dopo il licenziamento, il 9 maggio scorso, di James Comey dalla guida del Bureau, avvenuto dopo che Trump aveva chiesto a Comey di lasciar perdere l’inchiesta sul suo ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale, Michale Flynn.

Mueller è nato a New York nel 1944. E’ sposato e ha due figlie. Ha servito in Vietnam come marine. Si è poi laureato in legge alla Virginia Law School. Ha lavorato per 12 anni come avvocato federale e poi 9 anni nel settore privato, prima di diventare assistente del Ministro di Giustizia nel 1989, assumendo la guida della divisione criminale l’anno successivo. E’ una figura molto rispettata. Dopo aver lasciato la guida dell’Fbi è tornato a lavorare nel settore privato per l’ufficio legale Wilmer-Hale.

Donald Trump aveva apparentemente accolto con favore la nomina -che gli era stata annunciata appena 30 minuti prima dell’ufficializzazione. «Un’inchiesta completa confermerà ciò che giù sappiamo, ossia che non ci sono stati collusioni tra la mia campagna (elettorale) e alcuna entità straniera», aveva dichiarato il Presidente in una nota della Casa Bianca, aggiungendo: «Non vedo l’ora che questa vicenda si chiuda velocemente». Su Twitter, poi, il Presidente non si era risparmiato di bollare il Russiagate come «la più grande caccia alle streghe contro un politico nella storia americana».

Nessuno contestò la nomina, Robert Mueller è considerato la persona migliore per sovrintendere all’indagine. “una figura inattaccabile, in quanto un uomo ineccepibile, che si basa sui fatti, tanto che si pensava potesse sostituire Comey come direttore dell’FBI. Ci sono uomini che si fanno comprare dai politici, ma questo non è assolutamente il caso di Robert Mueller, un uomo indipendente, e lo ha dimostrato nei dodici anni passati all’FBI, ed è per questo che è rispettato da tutti gli schieramenti politici, sia dai repubblicani, sia dai democratici ci è stato  descritto da Andrew Bringuel, Supervisore Agente Speciale Fbi, alla Behavioral Science Unit. E circa i rumors circa la volontà di Trump di licenziarlo, Bringuel ci aveva detto: “E’ sorprendente come un Procuratore nominato dallo stesso Presidente meno di due settimane fa si possa pensare che venga sostituito. Non è possibile attaccare Mueller sulla sua integrità, sulla sua indipendenza, e sul suo knowledge dopo aver gestito situazioni veramente complicate”.

Un episodio tra i tanti per qualificarlo. Nel 2004, quando la Casa Bianca era guidata da George W. Bush e Mueller era direttore dell’Fbi mentre Comey, vice attorney general, di fatto guidava il Dipartimento di Giustizia, perché il Ministro in carica, John Ashcroft, era ricoverato in ospedale. Comey si rifiutò di prorogare senza modifiche l’autorizzazione del dipartimento al programma di intercettazioni indiscriminate -e senza mandato di un giudice- messo in piedi dalla Nsa. La Casa Bianca tentò di forzare la mano, ma la minaccia di dimissioni avanzata da Comey e Muller costrinse Bush a fare marcia indietro.

Durante i dodici anni alla guida del Federal Bureau of Investigation, ha dovuto affrontare la minaccia di Al Qaeda e guidare la trasformazione dell’Fbi, il rapporto con le altre agenzie investigative e di intelligence e lo sviluppo, in alcune fasi incontrollato, delle capacità di controllo e spionaggio dell’enorme apparato di sicurezza creato dagli Usa sulla scia degli attentati dell’11 settembre 2001. Dopo aver lasciato l’Fbi, Mueller ha preso parte come privato ad altre indagini di rilievo per la Nfl e per la multinazionale Booz Allen Hamilton.
«Ogni americano che ritiene che questo sia un momento di difficile, a prescindere dal giudizio sul Presidente, deve tirare un sospiro di sollievo: Robert Mueller è la persona giusta», aveva commentato alla ‘CnnPhilip Mudd, ex vice direttore dell’ufficio dell’Fbi per la sicurezza interna durante la gestione Mueller. «Non è solo uno dei migliori, è il migliore che io abbia mai visto. Non c’è nessuno meglio di lui in grado di seguire un obiettivo senza subire le pressioni del Congresso, del presidente, dei media, dell’Fbi stessa, del Ministro della Giustizia e del viceministro. Nessuno meglio di lui».

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