martedì, Maggio 18

Russia-Usa, compromesso su Siria ma stallo sull'Ucraina

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Mosca – In una visita a Mosca, il segretario di Stato John Kerry ha detto al presidente Vladimir Putin che la Russia e gli Stati Uniti potrebbero migliorare i propri legami rovinati dalla crisi ucraina. Putin, da parte sua, ha usato insolite parole di elogio per il presidente statunitense Barack Obama, riconoscendogli il merito di aver aiutato a trovare una soluzione per la crisi siriana. Nonostante i toni amichevoli, Mosca e Washington rimangono distanti e non si prospetta una fine prossima per le sanzioni proposte dagli USA contro la Russia e, in generale, per la normalizzazione dei legami tra i due Paesi. Nell’anno delle elezioni negli Stati Uniti, qualsiasi mossa dell’amministrazione Obama per un ritorno a dei rapporti normali con la Russia verrebbe descritta dai Repubblicani come un segno di debolezza.

 

COMPROMESSO SULLA SIRIA

Nonostante gli Stati Uniti e la Russia siano in disaccordo sulla Siria fin dall’inizio del conflitto cinque anni fa, con Obama che afferma che il presidente siriano Bashar Assad debba dimettersi e Mosca che appoggia l’alleato siriano, la nascita dello Stato Islamico ha favorito un avvicinamento delle posizioni dei due Paesi. Obama ha bisogno di mostrare almeno qualche dinamica positiva in Siria per respingere le accuse secondo cui non sarebbe riuscito a raggiungere l’obiettivo che si era prefisso, quello di vedere Assad andarsene, e di aver quindi perso il Paese in favore dello Stato Islamico.

La Casa Bianca ha limitato la propria azione contro lo Stato Islamico a incursioni aeree che non sono riuscite a ottenere risultati evidenti, e il gruppo è ancora forte. La campagna aerea della Russia in Siria ha cambiato il corso del conflitto, impedendo la caduta di Assad, fatto che sembrava imminente la scorsa estate, e aiutando il suo esercito a lanciare una controffensiva. Benché gli Stati Uniti non abbiano affatto rinunciato al proprio obiettivo di destituire Assad, la Casa Bianca rivolge le proprie speranze ai negoziati di pace con la Siria affinché possano aiutare a ridurre le ostilità e a favorire una transizione pacifica. Questi progetti non contrastano con gli interessi del Cremlino. L’obiettivo principale di Putin era quello di evitare il collasso del governo siriano sotto la pressione degli Stati Uniti e i loro alleati, risultato che è stato ottenuto.

Con l’ultima offensiva armata dell’esercito siriano che rafforza il ruolo di Assad nei negoziati di pace di Ginevra, le discussioni potrebbero durare a lungo e la Russia manterrebbe la propria posizione di vantaggio. Putin non vuole per forza che Assad resti in carica, ha solo bisogno di un regime amichevole che sia ben disposto verso gli interessi russi in Siria. In particolare, il leader russo vede il conflitto in Siria come un modo per il proprio Paese di reclamare il ruolo di potenza mondiale di spicco allo stesso livello degli Stati Uniti. Con la Russia e gli USA che appoggiano entrambi un cessate il fuoco per la Siria in vigore dal 27 febbraio, questo compito è stato raggiunto. L’amministrazione Obama continuerà ad aver bisogno di Mosca per mantenere in piedi i negoziati di pace di Ginevra, fatto che contribuirà a migliorare il profilo mondiale della Russia.

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