mercoledì, 1 Febbraio
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Russia, scontro con Ue e Usa per Navalny

Il tribunale di Mosca ha condannato a 15 giorni di carcere e inflitto una multa di 20.000 rubli al blogger

Ha fatto scalpore la manifestazione a Mosca indetta da Alexei Navalny contro la corruzione. Una protesta però che è costata l’arresto al blogger e ad altre 700 persone. Si è trattato di una delle più grandi proteste anti governative degli ultimi anni, con decine di migliaia di russi che hanno risposto all’appello di Navalny, che a febbraio si è anche candidato alla presidenza in vista delle elezioni del 2018.

Navalny è stato arrestato poco dopo il suo arrivo alla manifestazione, con centinaia di persone che hanno cercato di difenderlo. Il tribunale di Mosca ha condannato a 15 giorni di carcere e inflitto una multa di 20.000 rubli, circa 320 euro, al blogger come organizzatore di una manifestazione non autorizzata e per aver «effettuato inviti pubblici ai cittadini a uscire sulla via Tverskaia creando così ostacoli al traffico e violando l’ordine pubblico».

Ma subito si sono scatenate le polemiche. Mark Toner, portavoce del dipartimento di stato Usa, ha sottolineato che gli Stati Uniti «condannano fermamente gli arresti di centinaia di manifestanti pacifici in Russia e chiedono al governo russo di rimetterli subito in libertà. Fermare dei manifestanti pacifici, degli osservatori dei diritti dell’uomo e dei giornalisti è un affronto ai valori democratici fondamentali».

«La polizia ha impedito l’esercizio delle libertà fondamentali di espressione, associazione e assemblea pacifica, che sono diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione russa», il commento in una nota della portavoce di Federica Mogherini, alto rappresentante per la politica estera europea. «Chiediamo alla autorità russe di rispettare pienamente gli impegni internazionali presi, compresi quelli nel Consiglio d’Europa e nella Osce, per la difesa di questi diritti e il rilascio senza indugi dei dimostranti pacifici che sono stati imprigionati».

Ma il Cremlino,m per bocca di Dmitri Peskov, passa all’attacco: «Non possiamo essere d’accordo con questo appello e non possiamo prenderlo in considerazione. Gli obblighi di fronte al Consiglio d’Europa non comportano la necessità di violare la nostra legislazione interna. Quello che abbiamo visto ieri in diversi posti, ma soprattutto a Mosca è una provocazione e una menzogna perché coloro che in modo molto raffinato e con un linguaggio aulico hanno spiegato che l’azione era autorizzata e che non violava in alcun modo la legge dicevano un’assoluta bugia».

Mentre Navalny dal carcere lancia un messaggio ai vertici russi: «Verrà il giorno in cui noi giudicheremo loro (ma lo faremo in maniera onesta)».

(video tratto dal canale Youtube della BBC)

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