martedì, Maggio 17

Russia, Sanzioni e gli ‘spiritosi’ evocatori del ventennio Storie di Guerra 2022, fra tragedia e farsa /1

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Non è che ci si stupiamo di quanto accade in un Paese, incidentalmente: il nostro, in cui gli Antivaccinisti spuntano come funghi anche tra amici e amiche intelligenti, e colti e magari anche civilmente impegnati (ma che dolore, dopo l’indignazione), e vengono accreditati persino di un consistente possibile bacino elettorale. Se in questo nostro Paese, incidentalmente: il nostro, serpeggiano e fiammeggiano pulsioni filorusse, e filoaggressione ai pur non inermi vicini ucraini, ben poco c’è dunque da stupirsi. Neppure se ora rabbia e malcompresa goliardia si abbattano sulle Sanzioni che il pur ondivago ‘Occidente’, qualunque cosa significhi questo termine, prova ad imporre all’Orso Russo ritornato rampante ‘grazie’ a Vladimir Putin. (Ma vedremo poi quanto ‘grazie’ dovranno dire alla fine, ché i conti si fanno sempre alla fine).

Del resto se fascisti nazisti clericointegralisti et similia di casa nostra hanno paragonato la propria opposizione alla vaccinazione, e le pur blande misure governative che vi si sono contrapposte, alla tragedia della Shoah, di che altro più possiamo meravigliarci?

Adesso gli allegri ‘Pazzi delle sanzioni’ se la prendono con queste odierne, riesumando e ‘allegramente’ diffondendo via social e non solo ‘Sanzionami questo, sapida canzoncina fascista del 1934, dal plateale doppiosenso. Che fa coppia con la coeva e ancor più allusiva ‘Noi tireremo diritto‘ del 1935, testo e musica del pur notevole E.A. Mario. Ispirata, quest’ultima, al «Noi tireremo diritto» pronunciato dallo sciagurato Benito Mussolini nel discorso dal balcone di Palazzo Venezia dell’8 settembre 1935, in risposta alla posizione assunta dalla Società delle Nazioni contro la politica di aggressione militare italiana all’Etiopia.

Sanzionami questo‘ era del 1934, scritta e cantata da Rodolfo de Angelis. Lo spunto era la protesta contro le sanzioni della ‘Perfida Albione‘ all’Italia per la guerra d’Etiopia. ‘Rodolfo de Angelis’ è il nome d’arte ‘nobilitante’ di Rodolfo Tonino, che dopo l’esordio nell’ambiente del caffè-concerto, si avvicinò al Futurismo, collaborando nel 1921 con Filippo Tommaso Marinetti alla redazione del ‘Manifesto del Teatro della Sorpresa‘ (11 ottobre). E costituendo prima la ‘Compagnia del Teatro della Sorpresa Rodolfo De Angelis‘, poi nel 1922 il ‘Nuovo Teatro Futurista‘. Comunque di alto anche se tragico livello: si avvalse per le scenografie della collaborazione di Fortunato Depero ed Enrico Prampolini, per la musica di Silvio Mix e Franco Casavola. Con Marinetti, Francesco Cangiullo ed altri poeti futuristi scrisse alcune sintesi che la sua Compagnia portò in molte città, destando accese reazioni. Come dire, mica gente da poco.

«Tutto quel che fai lo fai per gelosia,
e questo amica mia,
perché vorresti vivere anche tu,
quest’ora di eroismi e di virtù,
ma non lo puoi capir lo so,
perciò mia cara canterò
“Sanzionami questo amica tenace,
lo so che ti piace, ma non te ne do,
sanzionami questo amica tenace,
lo so che ti piace, ma non te ne do”.
Guarda la Regina che dona la sua Fede
quella che il Re gli diede
l’altare della Patria coglierà
l’offerta che ogni sposa porterà
e dalla Reggia al casolar
un fiume d’oro va all’altar.
“Sanzionami questo o amica rapace,
lo so che ti piace ma non te ne do
sanzionami questo o amica rapace,
lo so che ti piace ma non te ne do”.
Musica divina e senso di poesia
in questa patria mia.
Artisti che hanno dato al mondo inter
la luce della vita e del pensier.
Da Roma in poi è sempre qua
lo specchio della civiltà.
“Sanzionami questo se tu sei capace,
amica seguace del tempo che fu”.
Quello che tu dici è tutta ipocrisia
e questo, amica mia,
lo scopo tuo sappiamo noi qual è
piegare chi non piega innanzi a te.
Na non sarà, non piegherà
l’Italia che vittoria avrà.
“Sanzionagli questo se tu sei capace,
lo so che ti spiace ma che me ne fo’…”».

Ma la storia volge non solo, come sosteneva Karl Marx, da tragedia in farsa («La storia si ripete sempre due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa»). Spesso, e con particolare frequenza in Italia, fa anche il percorso inverso, correndo dalla farsa alla tragedia. E dunque, ora, con tragicomica goliardia, gli attuali spiriti allegri si trastullano così contro le pur modeste, ma non irrilevanti, sanzioni alla Russia. Facendo almeno risparmiare al Servizio Sanitario Nazionale, cioè a tutti noi, la loro retta del Kindergarten o della Casa di cura psichiatrica (a scelta). Ricordiamo anche, e farebbero bene a maggior ragione anche loro a ricordarsene, come dopo immensi lutti lacrime e sangue nostri e altrui è finita l’intera ventennale vicenda.

STORIE DI GUERRA 2022, FRA TRAGEDIA E FARSA /1 (continua)

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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