domenica, Ottobre 24

Russia pronta allearsi con gli USA contro l’ISIS? field_506ffbaa4a8d4

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La Russia non  prevedeal momentola creazione di una base aerea in Siria, ha detto, ieri, il vice comandante dello Stato maggiore russo, Nikolai Bogdanovski, «Al momento non ci sono piani di questo tipo, ma qualunque cosa può succedere». Non solo: il Presidente russo, Vladimir Putin, si è dettoaperto al dialogoe pronto a incontrare Barack Obama nel corso dei lavori dell’Assemblea generale dell’Onu. Ma, in tutto ciò, la Russia non arretra di un passo sul suo sostegno al Presidente Bashar al-Assad   -il Segretario di Stato americano,  John Kerry, ha nuovamente telefonato in queste ore al Ministro degli Esteri russo, Sergei  Lavrov, per cercare di chiarire l’intento del rafforzamento militare  di Mosca in Siria, avvertendo la Russia che continuare a sostenere al-Assad «rischia di aggravare ed estendere il conflitto» -, fornendo all’alleato siriano armi e consulenza militare, né sulla sua intenzione di formare una coalizione volta a combattere l’estremismo islamico che con l’ISIS sta distruggendo la Siria -Kerry nel corso della telefonata al collega russo ha «ribadito l’impegno degli  Stati Uniti a combattere lo Stato islamico» e che «gli Stati Uniti accoglierebbero con favore un ruolo  costruttivo della Russia negli sforzi contro l’ISIS», recita una nota del dipartimento di Stato. Intanto, pesanti aerei militare da trasporto russi stanno atterrando sulle piste siriane e una flotta di navi con militari e veicoli blindati è in viaggio verso le coste della Siria.

Putin ha pianificato di andare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, una viaggio che lui spera possa aiutare a migliorare i rapporti con l’Occidente, rovinati dalla crisi dell’Ucraina, e, probabilmente, secondo quanto emerso ieri, incontrare Obama a margine della plenaria ONU.

Osservatori di Mosca dicono che Putin potrebbe annunciare che la Russia è pronta a unirsi alla coalizione anti-ISIS guidata dagli Stati Uniti e impegnare le sue forze in Siria.
Lo sviluppo militare russo in Siria sarà ampiamente completato quando Putin affronterà l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, e questo darà forza al suo annuncio.
La strategia di Putin sembra essere coalizzarsi con gli Stati Uniti e i suoi alleati nella lotta contro il terrore, promettendo che Mosca volterà pagina con l’Occidente, lasciandosi alle spalle la brutta vicenda ucraina, sperando che l’Occidente riduca le sanzioni economiche e finanziarie, e si dimostri attento agli interessi di Mosca in Ucraina e altrove.
Oltre questo, uno schieramento russo sui territori controllati da Assad farà del Presidente siriano un membro di fatto della coalizione anti-ISIS, garantendo il suo ruolo e proteggendo gli interessi russi in Siria.

Ma il piano di Putin potrebbe chiaramente sfidare gli interessi degli Stati Uniti, che hanno etichettato Assad come la causa della crisi siriana e che non possono fare un dietrofront senza perdere la faccia.
Se il Presidente Barack Obama facesse un accordo con Putin sulla Siria, sarebbe esposto a feroci critiche da parte dei repubblicani, che lo accuserebbero di capitolare difronte al Cremlino.
La Russia ha proposto di avviare una discussione a livello militare con gli Stati Uniti sulla situazione in Siria, ha detto il Segretario di Stato Kerry, affermando che la Casa Bianca, il Dipartimento di Stato e il Pentagono la stiano ora valutando ed esprimendo  il suo favore all’avvio dei colloqui, che aiuterebbero gli Usa ad avere un quadro più chiaro sulle reali intenzioni del Cremlino in Siria. «Un sostegno della Russia alla coalizione che combatte l’Isis è benvenuto», ha detto il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, nelle stesse ore durante le quali Kerry lo diceva personalmente a Lavrov. «Ma ogni sforzo mirato a rafforzare le relazioni col regime di Assad sarebbe controproducente», ha messo in guardia Earnest.
Obama riflette seriamente sulla possibilità di incontrare Putin all’Onu a New York, con l’obiettivo di trovare un terreno comune di discussione sulla crisi siriana, prima che si verifichi una ulteriore escalation delle tensioni in Medio
Oriente, ma la Casa Bianca è ancora divisa sull’opportunità di un faccia a faccia tra i due leader.

La domanda chiave è cosa Putin farà se gli Stati Uniti gli volteranno le spalle?
Una silenziosa ritirata non è nello stile del grande leader della Russia. Più probabilmente, accuserebbe duramente gli Stati Uniti di rifiutarsi di unire le forze con la Russia nonostante una minaccia comune e dichiarerà che Mosca combatterà la propria battaglia contro l’ISIS.
Esperti di Mosca vedono questa possibile azione unilaterale come lo scenario più catastrofico, l’apertura del vaso di Pandora pieno di conseguenze disastrose.
Un schieramento russo in Siria potrebbe aumentare il rischio di conflitti con gli Stati Uniti e altre forze di coalizione, che potrebbe portare a un conflitto su vasta scala.
Se le forze russe si unissero alla battaglia, Mosca potrebbe essere incolpata di perdite di civili e affronterebbe la minaccia della punizione dell’ISIS.
Se la Russia sostiene Assad in ambito militare, non solo vedrà i suoi legami con gli Stati Uniti e i suoi alleati occidentali peggiorare ulteriormente, ma dovrà affrontare, probabilmente, una rottura dei rapporti con la Turchia e altre potenze regionali che si oppongono fortemente ad Assad.
Lo schieramento in Siria potrebbe persino essere una scommessa più rischiosa dell’azione di Putin in Ucraina.

 

Traduzione di Giulia Luciani

 

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