venerdì, Settembre 17

Russia pronta allearsi con gli USA contro l’ISIS? field_506ffbaa4a8d4

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Mosca – Da fine luglio e poi per tutto il mese di agosto si sono moltiplicate le prove a sostegno della tesi secondo la quale la Russia stava accrescendo il suo supporto militare al regime di Bashar. La Russia ha ripetutamente smentito e minimizzato, dichiarato che la spedizione di armi e la formazione di personale militare siriano sono un contributo alla guerra contro lo Stato Islamico, e Putin, anzi, ha lasciato la porta aperta a un coinvolgimento ancora maggiore in Siria, non escludendo l’aumento delle truppe russe in loco per unirsi alla lotta contro l’ISIS.
Gli Stati Uniti e la NATO hanno espresso grande preoccupazione  e hanno messo in guarda Mosca sull’aumento della sua presenza, affermando che un sostegno militare ad Assad potrebbe essere destabilizzante.

Ieri sembra aver preso forma una svolta che potrebbe portare alla decisione della Russia di entrare nella coalizione anti-ISIS guidata dagli Stati Uniti con le conseguenze del caso in Siria.

La Russia ha fedelmente sostenuto il Governo siriano durante i quattro anni e mezzo di guerra civile che ha causato la morte di circa 250.000 persone e creato milioni di rifugiati. Mosca ha ignorato la ‘visione’ occidentale di Assad come origine della crisi siriana, e, a sua volta, ha accusato Washington di incrementare la crescita dello Stato Islamico supportando i ribelli islamici in Siria. Il Cremlino ha ripetutamente difeso Assad dalle Nazioni Unite usando il suo diritto di veto al Consiglio di sicurezza, e ha continuato a fornire armi al regime siriano durante il conflitto, ignorando le critiche occidentali.
Fin dai tempi sovietici, la Russia ha usato le strutture della marina militare nel porto siriano di Tartus. La base di Tartus è oggi l’unico avamposto militare di Mosca all’estero dopo il crollo dell’Unione Sovietica.
La presenza russa in Siria è stata limitata a un piccolo gruppo di uomini della marina militare a Tartus e a un non identificato numero di militari addetti ad aiutare i siriani a utilizzare le armi russe, ma il numero di personale militare russo ha iniziato aumentare rapidamente nelle ultime settimane.

Politici libanesi e fonti dell’opposizione siriana hanno rilevato un aumento della circolazione di armi russe in Siria dalla fine di luglio. Hanno affermato che le nuove spedizioni di armi erano accompagnate da consulenti militari, per insegnare ai siriani come mettere in funzione e mantenere gli strumenti. Alcune fonti in Libano hanno addirittura dichiarato che alcune truppe russe sono già state coinvolte in operazioni in piccola scala per sostenere la forze di Assad, anche se molti altri hanno negato l’affermazione, dicendo che i russi in questa fase non sono coinvolti in nessuna azione di combattimento e hanno concentrato le loro forze solo in preparazione di un possibile coinvolgimento futuro.
Gli ufficiali degli Stati Uniti hanno dichiarato che le informazioni dei loro servizi segreti indicano che la Russia ha inviato militari nell’evidente tentativo di assicurarsi e difendere la loro possibile futura base e trasportare materiale per alloggi temporanei adatti ad ospitare centinaia di soldati. Hanno detto che i russi hanno anche impegnato un equipaggiamento di controllo aeroportuale, informazione che indica che si stanno preparando a operare in una base aerea in Siria.
Kerry ha chiamato ripetutamente la sua controparte russa, Sergey Lavrov, per esprimere preoccupazione in merito ai movimenti russi, mettendo in guardia Mosca sul fatto che il supporto militare ad Assad potrebbe destabilizzate ancora di più la situazione in Siria e aumentare le sofferenze dei civili e il flusso dei rifugiati. Lavrov ha risposto dicendo che gli Stati Uniti dovrebbero pensare a costruire una coalizione più forte, coinvolgendo la Siria, le cui forze stanno combattendo l’ISIL. Alla domanda «La Russia manderebbe le sue truppe in Siria per combattere l’ISIS a fianco della coalizione guidata dagli Stati Uniti?», Putin ha risposto, nelle scorse settimane, che la Russia sta «valutando varie opzioni».
Valutazioni che da ieri sembrano prendere forma.

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