martedì, Maggio 18

Russia: nuove armi field_506ffb1d3dbe2

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Mosca
– Pochi giorni dopo un vertice Nato che ha approvato la creazione di una forza di reazione rapida per proteggere i membri dell’alleanza in Europa orientale, il Presidente Vladimir Putin ha convocato i suoi luogotenenti per discutere di un nuovo programma di modernizzazione della produzione di armamenti. Questa settimana il leader russo ha detto che il piano per produrre nuove armi tra 2016-2025 dovrebbe rispondere agli sforzi statunitensi volti a costruire la difesa missilistica in Europa e ad altre mosse di Washington e della NATO che Mosca vede come una minaccia alla propria sicurezza.

Putin ha minacciosamente avvisato l’Occidente che dovrebbe evitare isterismi collegati a questa risposta russa, perché Mosca l’aveva annunciata. «Abbiamo più volte avvisato che avremmo adottato appropriate contromisure per garantire la nostra sicurezza», ha detto Putin. «l’abbiamo detto molte volte, e mi piacerebbe molto che si evitassero reazioni isteriche, ora che le decisioni sono state finalmente prese e iniziano ad essere implementate».

Ha anche detto che il piano si concentrerà sulla costruzione di nuove armi nucleari strategiche, sul ri-armo dell’aviazione a lungo raggio, sulla creazione di un sistema di difesa aerospaziale e sullo sviluppo di nuove armi convenzionali ad alta precisione. Putin non ha delineato progetti specifici, né ha elaborato ragionamenti sui nuovi sistemi d’armamento che saranno costruiti in Russia, ma alti funzionari hanno più volte parlato della necessità di contrastare lo scudo di difesa missilistica progettato dagli Stati Uniti. Alcuni dei suoi componenti sono già stati dispiegati in Europa e viaggiano sulle navi della marina USA in tutto il continente.

Mosca ha rifiutato la spiegazione degli statunitensi che lo scudo missilistico sarebbe destinato a respingere una potenziale minaccia da parte dell’Iran, rispondendo che la capacità prevista per lo scudo supera di gran lunga il potenziale necessario per contrastare la nascente minaccia iraniana. Mosca sostiene, infine, che esiste un solo potenziale bersaglio per il sistema statunitense: le forze nucleari della Russia.

Mentre il sistema attualmente in uso pone una sfida modesta rispetto alle massicce forze nucleari della Russia, funzionari militari e diplomatici russi hanno espresso la preoccupazione che diventi rapidamente abbastanza potente da poter abbattere i missili balistici russi intercontinentali subito dopo il loro lancio; Mosca teme che questa capacità possa lasciar pensare a Washington un attacco preventivo contro la Russia, senza temere ritorsioni.

Insieme con i piani di difesa missilistica degli Stati Uniti, il Cremlino è anche preoccupato per i relativi progetti di sviluppo di armi convenzionali capaci di colpire qualsiasi obiettivo globale entro un’ora e con una precisione micidiale: si parla del cosiddetto programma Prompt Global Strike. Gli Stati Uniti stanno tacitamente lavorando a nuove armi pionieristiche, che potrebbero facilmente servire allo scopo, come l’aereo spaziale ‘unmanned’ (manovrabile senza pilota a bordo) X-37B. Il terzo prototipo, riutilizzabile, è stato in orbita intorno alla Terra a partire dal dicembre 2012. Gli Stati Uniti hanno fornito poche informazioni sul velivolo spaziale, ma gli esperti russi temono che potrebbe essere in grado di fornire un attacco di precisione contro qualsiasi bersaglio in territorio russo, superando gli attuali sistemi di difesa.

Il Vice Ministro russo della Difesa Yuri Borisov ha detto che la Russia potrebbe sviluppare la sua versione del Prompt Global Strike, ma ha anche aggiunto che i militari si focalizzeranno principalmente sulla costruzione di armi difensive per contrastare la minaccia. Resta da vedere se le industrie militari russe siano in grado di affrontare la sfida occidentale.

Gli impianti di difesa sono stati gravemente paralizzati dal decennio di crisi economica seguito al crollo dei sindacati sovietici, nel 1991. Centinaia di impianti, che producevano componenti per missili, aerei, carri armati e altre armi, sono falliti o sono passati alla produzione civile. Molti lavoratori qualificati hanno abbandonato questo settore in cerca di lavori meglio retribuiti, e le industrie delle armi hanno trovato difficile attrarre nuovo personale giovane. Gli standard di produzione sono crollati, e hanno visto peggiorare la tradizionale alta qualità delle armi russe in paragone all’estero.

Quando la Russia finalmente ha acquisito la capacità finanziaria per produrre nuove armi, grazie alle risorse del petrolio e dopo che Putin è salito al potere nel 2000, i produttori d’armi si sono impegnati a produrne grandi quantità, perché erano costretti a trovare nuovi subappaltatori o ad avviare una propria produzione di componenti. È stata gravemente colpita la qualità e i costi sono aumentati a dismisura.

Alcuni ufficiali militari russi si sono lamentati perché un nuovo carro armato russo -una versione leggermente rinnovata di un mezzo di vecchia concezione sovietica- è più costoso, rispetto ai ben più sofisticati carri armati tedeschi. Una portaerei commissionata dall’India ha impegnato un cantiere navale russo per molti più anni del previsto, e gli armatori hanno dovuto chiedere quasi il doppio del prezzo iniziale, con grande sconcerto degli indiani.

Problemi nella qualità delle produzioni sono inoltre emersi nel corso del lungo sviluppo del missile balistico intercontinentale Bulava, destinato ad armare una nuova generazione di sottomarini nucleari russi, e che ha ripetutamente fallito i testi del programma di collaudo. L’ultimo lancio di questa settimana è stato un successo, ma la marina prevede altri due lanci entro questo autunno, per provare quale sia il valore effettivo della nuova arma.

Un altro dei numerosi problemi che sono stati affrontati dai produttori russi di armi: la società Sukhoi sta faticando per sviluppare un nuovo aereo da caccia destinato a competere con gli F-22 Raptor degli Stati Uniti, entrati in servizio quasi un decennio fa. L’equivalente russo, il T-50, è ancora a metà del suo programma di test e manca ancora di motori nuovi e di altri componenti vitali necessari per farlo competere con l’F-22. Altri problemi deriveranno dalla crisi ucraina.

L’Occidente ha già tagliato le esportazioni di armi verso la Russia, e le forniture di ottiche e di elettronica occidentali, ormai essenziali per i produttori di armi russe. I russi hanno detto che proveranno a trovare sostituti di fabbricazione cinese, ma la qualità non può essere all’altezza delle richieste.

Ancora più dolorosa la decisione dell’Ucraina di fermare la cooperazione militare. Il Governo ucraino è stato riluttante a fare questa mossa, che avrebbe gravemente danneggiato i produttori ucraini, incapaci di vendere i loro prodotti altrove.

Tuttavia, l’insurrezione filo-russa a est sostenuta da Mosca ha reso politicamente impossibile per Kiev continuare la cooperazione militare con la Russia, e ora i produttori di armi russi impiegheranno anni per sostituire i prodotti ucraini: motori per elicotteri, turbine per navi militari, componenti e competenze necessari per produrre i missili balistici intercontinentali di epoca sovietica, il cui nome in codice era ‘Satana in Occidente’, e che venivano parimenti costruiti in Ucraina.

 

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