venerdì, Luglio 23

Russia, i motociclisti di Putin

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In quasi tutto il mondo i club di motociclisti sono comodamente sistemati sui gradini più bassi delle gerarchie sociali. Ma il più famoso club russo, chiamato Night Wolves, gode di un posto privilegiato. Fondato negli anni ’80 ai margini della società russa, il club dei Night Wolves si è via via affermato nel panorama pro-Cremlino.  Prova della loro progressiva importanza è l’influenza che hanno esercitato sulle decisioni prese ai più alti livelli di Governo negli ultimi due anni, sia in Russia che in Occidente.

La strada per il successo in Patria

Nel 2013 il leader dei Night Wolves Alexander Zaldostanov – detto ‘il chirurgo’ per il suo passato di professionista della chirurgia ricostruttiva facciale, abbandonato dopo essere diventato il motociclista più famoso della Russia – ha ricevuto l’onorificenza dell’Ordine d’Onore dal Presidente Vladimir Putin in persona. Le foto ufficiali dell’evento sono talmente stravaganti da risultare quasi tenere: un impassibile Putin in abito scuro e raffinata cravatta a pois davanti ad un gigantesco energumeno vestito di pelle nera il cui viso rude e barbuto esprime assoluto orgoglio. Trent’anni fa tutto questo sarebbe stato impossibile. Secondo il sito ufficiale dei Night Wolves infatti «nel 1983 si tennero i primi concerti illegali con complessi rock banditi dalle autorità; quasi tutti i concerti terminavano con delle risse collettive… fu lì che i Night Wolves ebbero inizio».

Durante gli anni ’80 il gruppo divenne sempre più coeso, ma la fondazione ufficiale dei Night Wolves avvenne solo nel 1989. Come descritto dall’ufficio stampa del Cremlino nel luglio del 2012, descrivendo una visita di Putin alla sede di Yalta, «quello dei Night Wolves è il primo club motociclistico della Russia e dell’Urss, fondato nel 1989 a Mosca. Il club organizza raduni motociclistici con concerti rock e tatuatori professionisti, e prende parte a gare motociclistiche e rally in Russia e all’estero». Prima di allora, le autorità sovietiche erano state piuttosto fredde nei confronti del gruppo, negandogli il diritto di costituirsi in maniera ufficiale. Il crollo dell’Unione Sovietica costituì per il gruppo una sorta di rinascita: a metà degli anni ’90, i Night Wolves potevano vantare il primo rock club e il primo evento internazionale di tatuaggi del Paese, nonché la prima rubrica sull’argomento. Nel 2009 l’allora Primo Ministro Putin fece visita al quartier generale del club a Mosca. Da allora, Putin e Zaldostanov sono apparsi insieme in diverse occasioni pubbliche. Una delle loro apparizioni più note risale al 2011, quando hanno guidato fianco a fianco – Putin su una Harley Davidson a tre ruote – durante un raduno motociclistico nella città di Novorossiysk, nella Russia meridionale.

Quando nel 2013 Zaldostanov ha ricevuto l’ambito riconoscimento nazionale, Putin ha lodato i suoi successi nella promozione dell’educazione patriottica della gioventù russa.

Ma se in Russia i Night Wolves sono sorti come una fenice dalle ceneri dell’Unione Sovietica, la loro reputazione all’estero pare invece piena di ombre.

Sulla lista nera

Lo scorso dicembre il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha sanzionato Zaldostanov e i Night Wolves in generale con l’accusa di attività illecite in territorio ucraino.

Dall’annessione della Crimea alla Russia avvenuta nel marzo del 2014, gli Stati Uniti hanno imposto diverse sanzioni: quelle messe in atto a dicembre vanno a colpire principalmente personalità di spicco dell’Ucraina orientale ribelle, ma anche alcune eccezioni. Così si legge nel dispaccio statunitense: «I Night Wolves sono sanzionati poiché responsabili di complicità, o impegnati direttamente o indirettamente, in azioni che minacciano la pace, la sicurezza, la stabilità, la sovranità o l’integrità territoriale dell’Ucraina». Zaldostanov è stato poi indicato come leader del gruppo.

Dal febbraio 2014, continua la dichiarazione rilasciata dagli Stati Uniti, «i membri del club motociclistico hanno servito le forze di autodifesa della Crimea, che davano sostegno alla popolazione contro il Governo ucraino». Il Dipartimento del Tesoro prosegue poi dichiarando che «i membri del gruppo hanno condotto attività criminali o intimidatorie in territorio ucraino, nonché rapito e aggredito un ufficiale della Guardia di Confine Ucraina». Il dispaccio sostiene inoltre che il gruppo abbia partecipato all’assalto del quartier generale delle Forze Navali Ucraine in Crimea nel marzo del 2014, e abbia aiutato un ex alto ufficiale ucraino ad espatriare clandestinamente in Russia il mese successivo. «I Night Wolves erano in stretto contatto con i servizi segreti russi, hanno aiutato a reclutare combattenti separatisti per le regioni orientali di Donetsk e Luhansk, e si sono schierati nelle città di Luhansk e Kharkiv» prosegue il Dipartimento statunitense, passando poi al leader del gruppo: «Zaldostanov presiede l’intera organizzazione dei Night Wolves; tra le sue responsabilità c’è anche il punire i sottogruppi o i singoli individui per slealtà nei confronti del gruppo. Durante l’assalto al quartier generale delle Forze Armate Ucraine a Sebastopoli, ha coordinato la confisca delle armi ucraine insieme alle forze russe».

A febbraio di quest’anno il Ministro degli Esteri canadese ha a sua volta annunciato l’aggiunta di Zaldostanov nella lista dei sanzionati dal Governo all’interno del conflitto ucraino.

Night Wolves promotori del patriottismo

Dal momento che i loro nomi sono scritti nell’elenco dei sanzionati degli Stati Uniti e del Canada, Zaldostanov e i suoi potrebbero avere qualche problema a viaggiare per il Nord America, o ad avere accesso al credito e fare affari in quelle zone.

Ma ciò non dovrebbe intaccare lo stile del club. Ciò che è iniziato negli anni ’80 come un tentativo di introdurre la cultura motociclistica Occidentale nell’Unione Sovietica – il nome del celebre locale notturno a Mosca è la parola inglese ‘Sexton’ – è diventato negli anni un club fortemente anti-Occidente.

In agosto i Night Wolves hanno ospitato l’annuale mostra motociclistica a Sebastopoli, in Crimea. L’evento – estremamente somigliante alle cerimonie di apertura dei Giochi Olimpici – ha presentato la cacciata dell’ex Presidente dell’Ucraina filo-russo Viktor Yanukovych con un turbinio di immagini e spezzoni di un discorso del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il simbolo del dollaro, e un discorso del leader nazista Adolf Hitler, contrapposti ad una compagine di uomini vestiti come ninja disposti a forma di svastica.

Da allora, Zaldostanov ha sostenuto il cosiddetto movimento Anti-Maidan, il cui scopo è evitare che sul territorio ucraino si ripetano rivolte simili a quella che hanno provocato la caduta di Yanukovych nel 2014.

A febbraio, il movimento ha organizzato nel centro di Mosca un rally che ha portato diecimila persone per le strade a protestare contro l’ingerenza Occidentale e i membri della cosiddetta ‘quinta colonna’.

In una recente intervista a Vice News, Zaldostanov si è scagliato contro chi critica l’eredità del leader sovietico Josef Stalin, la cui politica ha contemporaneamente provocato uno sviluppo industriale senza pari e la morte di milioni di cittadini per fame, esecuzione, tortura e lavori forzati.

Zaldostanov ha spiegato che chi critica Stalin è un ingenuo oppure sottovaluta i crimini dell’Occidente. «Quelli che protestano per le repressioni sono gli stessi che hanno ucciso molte più persone di Stalin. La democrazia americana è responsabile di molte più morti in giro per il mondo: ha portato ovunque nuove guerre, la nuova teoria del caos controllato. Usano la tecnologia come un’arma, e hanno distrutto i Governi della Libia, della Siria, dell’Iraq e della Serbia. Nessuna di queste guerre ha portato a qualcosa di buono».

Alla domanda se il suo attivismo politico fosse legato al Cremlino, Zalostanov è stato irremovibile nel sostenere la propria autonomia. Pur sostenendo di non essere un agente del Cremlino, ha manifestato la sua disponibilità a ricorrere ad ogni mezzo necessario per proteggere la patria. «Non sono un agitatore, e nemmeno il movimento Anti-Maidan lo è, ma non siamo dei pagliacci. Non accettiamo di essere umiliati. Se nessuno usa la violenza contro di me, nemmeno io la userò. Ma se provano ad aggredirci, li ripagheremo con una moneta ancora peggiore» ha dichiarato a Vice News.

L’esatta natura del rapporto tra i motociclisti e il Cremlino resta oscura. Tuttavia, il fatto stesso che un club di motociclisti venga sanzionato dai Governi occidentali nella questione ucraina significa che i Night Wolves sono un simbolo del deterioramento dei legami tra la Russia e l’Occidente. Forse in futuro vedremo il Dipartimento di Stato Americano assoldare gli Hells Angels come ambasciatori ambulanti di buona volontà per sciogliere questa crisi.

 

Traduzione di Marta Abate

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