domenica, Maggio 9

Russia e Cina vogliono più controllo su internet

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Una legge russa riguardo la localizzazione dei dati delle comunicazioni internet è entrata in vigore il primo di settembre con l’intento di salvaguardare i cittadini russi dalle crescenti minacce delle interferenze estere, specialmente degli Stati Uniti, nel cyberspazio. La legge richiede attivamente alle società che ottengono informazioni online dai cittadini russi di immagazzinare quei dati sui server localizzati fisicamente nel Paese. Inizialmente, a compagnie come Google, Facebook o Twitter era stato chiesto di spostare o creare da zero dei centri dati in Russia, se desideravano condurre il business online lì, altrimenti agli utenti russi sarebbe stato impedito l’accesso ai contenuti di queste compagnie.

Le industrie di tecnologia straniere e gli attivisti civici si sono opposti alla legge, firmata dal Presidente russo Vladimir Putin nel luglio 2014; di fatto questa legge ha a che fare con la sicurezza dei network russi in diversi modi. La legge dà alla Russia un altro strumento per controllare il flusso di informazioni all’interno dei propri confini e soffocare le dissidenze. Inoltre, il Kremlino vuole monitorare da vicino il flusso di informazioni verso e dalla Russia attraverso internet per proteggere il proprio spazio dagli attori esteri, siano essi statali o meno.

Il problema della localizzazione dati in Russia è un microcosmo degli sforzi generali del Cremlino per riformare gli standard, le regole, l’architettura e il futuro sviluppo di internet. Russia e Cina sono le Nazioni più importanti tra quelle che vogliono sfidare il modello attuale, che consiste de facto in una collezione decentralizzata di strutture sparse e stakeholder di internet in accordo sugli standard tecnici di internet. Lo status quo di internet, e particolarmente la prominenza degli stakeholder USA e occidentali, è un ostacolo al cambiamento desiderato nella governance di internet, ma le politiche di sicurezza sui network condivise da Nazioni come Cina e Russia saranno in grado di avere qualche influenza sulle future politiche globali del web. Lo sforzo ruota intorno a una visione polarizzata del governo di internet con un modello o multilaterale (con ogni Governo che fa delle leggi) o multi-stakeholder (con tutti i partecipanti che governano l’attuale modello in modo eguale).

 

Governance di internet

La governance di internet è largamente definita come quei processi che influenzano il modo in cui internet è gestito. Internet è una collezione di reti di dispositivi intorno al mondo, volontariamente interconnessi usando alcuni gradi di standard e politiche condivise. Nessun corpo singolo gestisce o rafforza il modo in cui internet si espande, quali tecnologie si usano o quali regole di governo usare nella rete globale, sebbene dei comitati internazionali impostino standard critici, come la definizione di indirizzi con cui ogni dispositivo può raggiungere ogni altro dispositivo.

Da quando internet ha iniziato la sua espansione rapida, il valore di crescita irresistibile e continuo che può fornire agli stakeholder, incluse le nazioni, ha obbligato la maggior parte dei Governi nazionali ad accettare lo status quo di governance di internet o le ha costrette a creare delle proprie politiche a livello domestico, rischiando però di essere respinti a livello internazionale. Ovviamente, mantenere un network di dispositivi separati da internet è una pratica comune, specialmente riguardo i problemi di sicurezza nelle operazioni di basso livello. Tuttavia, le politiche nazionali di non partecipazione, come quelle largamente operate in Nord Corea, deprivano le industrie di una Nazione di moltissime opportunità economiche offerte da internet.

L’architettura di internet e la maniera con cui è governata sono radicate nel suo Paese d’origine, gli Stati Uniti. Le tecnologie e le industrie occidentali, particolarmente dagli Stati Uniti, dominano l’attuale struttura di internet. Inoltre, il Governo USA ha progettato il modello di governo e ha influenza su alcune piccole ma critiche funzioni, come la gestione degli indirizzi network, che definisce gli standard accettati della comunità internet. Tuttavia, questa responsabilità si sta spostando da Washington alle entità private.

Dalla prospettiva degli utenti internet, il mondo astratto delle attività online non è necessariamente legato a confini geografici o politici, ma riposa su infrastrutture fisiche inseparabili dalla geografia. Come risultato, ogni Nazione adatta delle politiche domestiche ed estere incorporando internet – politiche che possono influenzare le attività degli stakeholder e degli utenti di internet. La geopolitica è ovviamente interconnessa nell’evoluzione di queste politiche.

Nessuna sorpresa, allora, che la Cina e la Russia stiano portando avanti delle governance di sicurezza dei network e di internet che riflettano la loro situazione geopolitica e le relazioni internazionali in altre aree. Per esempio, così come la membership dei due Paesi nella Shangai Cooperation Organization (SCO) e nel BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) serve a contrastare la potenza economica, politica e militare degli USA, le loro similari visioni di sicurezza del network e di governance di internet servono a sfidare ciò che loro vedono come un internet USA-centrico – qualcosa che confligga con i propri interessi di sicurezza nazionale.

Tab internet

Russia e Cina non sono le sole ad avere delle proprie politiche di partecipazione a internet in contrasto col resto del mondo. Tuttavia, poiché i vantaggi della partecipazione vanno ben oltre la sicurezza dell’isolamento, loro -come altre Nazioni- hanno dovuto continuamente affrontare queste difficoltà (come ciò che è stato chiamato il “Grande Firewall” cinese). Ora, Mosca e Pechino stanno spingendo per degli standard globali di internet che si adattino meglio ai propri bisogni geopolitici, usando la sicurezza dei network come impeto per cambiare e avere maggior importanza nella governance di internet.

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