lunedì, Ottobre 18

Russia – Corea del Nord: I veri amici si vedono nel caso del bisogno? La Russia vuole accrescere la sua influenza nel cuore dell'economia mondiale: convenienza, scaltrezza politica o altro?

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Vantaggi di Mosca nella crisi nordcoreana

Il Direttore dei programmi coreani dell’Istituto di Economia presso l’Accademia di Scienze russa, Georgy Toloraya, sostiene che il ruolo potenziale della Russia nella gestione del problema nucleare nordcoreano è visto negli Stati Uniti come una ripetizione di quello cinese e respinto. Tuttavia, la Russia potrebbe «far pendere l’ago la bilancia» in un difficile equilibrio sugli affari coreani, anche se la sua influenza economica diretta è limitata. La verità è che la Russia e la Cina non sono pienamente d’accordo sulla situazione nella penisola coreana, così come su alcuni altri problemi in Eurasia. Queste sfumature hanno recentemente acquisito importanza, poiché, la Corea del Nord è diventata apertamente ostile verso la Cina e alla sua intrusione negli affari coreani. Mentre le relazioni con la Cina si sono inacidite, Pyongyang continua a mostrare amicizia verso la Russia come alternativa al suo unico sponsor. La Russia, naturalmente, non si fa illusioni sul fatto che il regime di Kim Jong Un possa essere pienamente affidabile o radicalmente influenzato, per non parlare di diventare un amico stretto o un alleato. Grazie a decenni di esperienza, anche Mosca è consapevole del fatto che Pyongyang è incline a cambiare facilmente posizione. Pertanto, la Russia vede chiaramente dei limiti nel tentativo di cambiare l’atteggiamento della Corea del Nord, in particolare, sulle questioni esistenziali come la deterrenza nucleare e missilistica.

Inoltre, per Russia e Cina, il problema coreano è importante in termini di relazioni con gli Stati Uniti, ma la priorità nell’agenda politica estera di ciascun Paese è totalmente diversa. La Cina incontra una crescente e notevole pressione da parte degli Stati Uniti sulla questione nordcoreana, mentre la Russia è stata, più o meno, vista come un giocatore di minore importanza, che richiede meno attenzione da parte di Washington. Stati Uniti, Russia e Cina sembrano condividere la visione di una penisola coreana denuclearizzata oltre a condividere anche le preoccupazioni per l’atteggiamento provocatorio della Corea del Nord. Tuttavia, ciò che è meno riconosciuto è il grado di coordinamento tra Mosca e Pechino che potrebbe svolgere un ruolo importante nel risolvere questo problema, partendo dal presupposto che la Russia come la Cina, preferisce un regime stabile ad uno collassato. Per la Russia, il problema coreano è sia globale (non proliferazione e relazioni con grandi potenze), regionale (questioni economiche e di sicurezza nell’Asia nordorientale) e bilaterale (relazioni con le due Coree). In ognuna di queste dimensioni, il grado di tensione tra Mosca e Pechino diverge. La posta in gioco per le capitali è molto diversa.

Un conflitto militare nel vicinato sarebbe un disastro per entrambi i paesi, ma con differente portata. Queste conseguenze potrebbero essere catastrofiche per la Cina, ma meno per la Russia. Per Pechino, un ipotetico crollo del regime rischierebbe di generare un esodo di profughi nordcoreani attraverso le 880 miglia di confine, così come un eventuale vuoto di potere nella Corea del Nord che potrebbe essere colmato dagli Stati Uniti e dal suo alleato, la Corea del Sud – due scenari che Pechino vuole evitare. La Cina è davvero intenzionata a dissuadere la Corea del Nord da un ulteriore sviluppo nucleare, che potrebbe danneggiare la Cina stessa. Ma non agirà in maniera drastica, abbandonando del tutto la Corea del Nord. La Cina ha tutto l’interesse di preservare la stabilità e lo status quo nella penisola coreana, e, cioè, una Corea divisa e in funzione anti-occidentale, come cuscinetto per fermare l’influenza giapponese e USA nella regione. Gli interessi strategici della Cina nella stabilità e nella denuclearizzazione della penisola coreana esigeranno che Pechino migliori le relazioni con Pyongyang al fine di ripristinare la sua influenza sul governo di Kim. Impresa che appare però ancora più ardua, viste le continue minacce, sempre più bellicose, seguite alle sanzioni imposte dall’ONU. Toloraya sostiene che per la Russia, al di fuori delle conseguenze di un conflitto globale e regionale, entrambi gli scenari significherebbero semplicemente un aumento dello scontro militare e politico con gli Stati Uniti nell’Asia-Pacifico e una perdita d’influenza sulla penisola coreana – un’ipotesi deprimente, ma non tragica. Pertanto, Mosca impiegherebbe fortemente la leva politica e diplomatica per opporsi a un tale sviluppo, e sarebbe riluttante a essere direttamente coinvolta nelle ostilità, come, invece, nel recente ‘scenario siriano’.

Mentre la Cina diminuisce il commercio con la Corea del Nord, la Russia si avvicina a Kim Jong Un. La Cina sembra aderire all’appello del Presidente Trump di esercitare maggiori pressioni sulla Corea del Nord per frenare i suoi programmi nucleari e missilistici, la Russia è scesa in campo per aiutare Pyongyang a rimanere connesso al resto del mondo. Il commercio tra la Russia e la Corea del Nord è aumentato del 73% nei primi due mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sostenuto principalmente dalle maggiori consegne di carbone provenienti dalla Russia. Oltre ad un aumento nelle spedizioni di carbone, la Russia ha intrapreso altre azioni per espandere il commercio con la Corea del Nord:

• Una società russa, la ‘Investstroytrest‘, ha aperto una nuova linea di traghetti nel mese di maggio collegando la città portuale russa di Vladivostok alla città nordcoreana di Rajin.

• I funzionari delle ferrovie russe nel mese di gennaio avrebbero visitato la Corea del Nord per discutere sul potenziamento della ferrovia Rajin-Hasan, che collega la Russia alla penisola coreana.

• La Russia e la Corea del Nord hanno raggiunto un accordo sull’immigrazione del lavoro per espandere un programma che già vede impiegati 40.000 lavoratori nordcoreani nelle industrie del legno e delle costruzioni russe, una delle principali fonti di valuta estera per il governo di Kim Jong Un.

Queste manovre arrivano nonostante la Russia abbia sottoscritto le recenti sanzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che chiedono di ridurre gli scambi con la Corea del Nord in risposta ai test nucleari e ai test di missili balistici. Attualmente la Cina gestisce il 90% del business di Pyongyang con il resto del mondo e naturalmente maggiori rapporti commerciali russi con i nordcoreani potrebbero rendere deboli le pressioni cinesi. Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato più volte di essere contrario all’espansione del club degli stati nucleari ma avrebbe anche criticato la politica americana verso la Corea del Nord. Secondo Putin, l’unica via per risolvere i problemi in modo pacifico è tornare al dialogo con Pyongyang senza intimidazioni di sorta. Da parte russa si tende a credere che le provocazioni nordcoreane siano una conseguenza ad azioni aggressive della Corea del Sud e degli Stati Uniti, che continuano a svolgere esercitazioni militari nella penisola coreana e inviano portaerei nelle sue acque. Il traffico regolare di navi petroliere tra la Russia e la Corea del Nord e la linea ferroviaria sono elementi che dimostrano che la Russia potrebbe rimpiazzare alcune forniture petrolifere cinesi, ma non è chiaro se possano sostituirle del tutto, ha dichiarato Anthony Ruggiero, analista presso il Foundation for Defense of Democracies, un think tank di Washington.

Notizie di pochi giorni fa rivelano che petroliere russe avrebbero fornito carburante alla Corea del Nord in almeno tre occasioni negli ultimi mesi, trasferendolo, in mare, su navi nordcoreane. Fornendo così un’ancora di salvezza economica a Pyongyang. Secondo Marcus Noland, direttore agli studi al Peterson Institute for International Economics, nel giugno scorso, i prezzi per cibo e carburante in Corea del Nord erano aumentati, ma non ne era chiaro il motivo. Tra i le possibili cause: il calo dell’approvvigionamento a causa delle sanzioni, il dirottamento dei beni ai militari, la maggior richiesta da parte della popolazione spaventata dall’ipotesi di una guerra. Secondo Noland il commercio della Russia con la Corea del Nord sembra essere in crescita, (130 milioni di dollari ogni anno) ma ancora molto inferiore ai 6,6 miliardi di dollari annui della Cina.

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Country analyst think tank “Il Nodo di Gordio”

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