mercoledì, Settembre 29

Russia – Corea del Nord: I veri amici si vedono nel caso del bisogno? La Russia vuole accrescere la sua influenza nel cuore dell'economia mondiale: convenienza, scaltrezza politica o altro?

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I legami tra Mosca e Pyongyang vanno indietro nel tempo fin dal 1948 quando i russi aiutarono Kim Il Sung a creare un esercito e una forza aerea, facendo nascere così la Repubblica Popolare Democratica di Corea. Kim Il Sung, era stato un capo della guerriglia, divenne poi un maggiore dell’esercito sovietico dove prestò servizio fino alla fine della seconda guerra mondiale. Al suo ritorno in Corea, dopo 26 anni di esilio, i sovietici lo insediarono come capo del Partito comunista coreano.

Negli ultimi 25 anni la Russia non ha praticamente più avuto alcuna capacità di influenzare Pyongyang; né è stata in grado di fornire supporto tecnologico o investire significativamente nell’industria nordcoreana. L’intento della Russia di forgiare relazioni più forti è stato chiaro soprattutto nel 2015 quando Russia e Corea del Nord lo avevano dichiarato l’anno dell’amicizia bilaterale, segnato da una serie di scambi politici, economici e culturali. I media statali nordcoreani hanno indicato quell’anno come il 70° anniversario della liberazione della Corea dal Governo coloniale giapponese e «la vittoria nella grande guerra patriottica in Russia».

Per la Russia i benefici erano principalmente economici. L’anno precedente Mosca aveva cancellato 10 miliardi di dollari di debito degli 11 della Corea del Nord annunciando che il rimanente miliardo di dollari sarebbe stato investito nel Paese. Gli investitori russi avevano anche accettato di investire 25 miliardi di dollari nel sistema ferroviario che collegava la Corea del Nord, mentre fondi supplementari sarebbero entrati nelle infrastrutture di base. Aziende russe private dovevano ricostruire la rete elettrica della Corea del Nord e, allo stesso tempo, i due Paesi stavano sviluppando il porto (libero dal ghiaccio) di Rason, per le esportazioni di carbone russo. Con la revisione della rete ferroviaria la Russia cercava di espandere i legami economici con la Corea del Nord in cambio dell’accesso alle risorse minerarie. In quel periodo, maggio 2015, era stata prevista una visita di Kim, il suo primo viaggio al di fuori della Corea del Nord da quando era al potere, ma in seguito venne annullata.

Test missilistico e sanzioni

Fin dai primi anni 2000 la Russia è solita gestire il ciclo di provocazioni della Corea del Nord e il relativo aumento delle tensioni nella regione. Dai test missilistici balistici di Pyongyang del 2017, la Russia ha costantemente sostenuto che la sua strategia di mantenere relazioni favorevoli con entrambe le Coree abbia più chance di risolvere pacificamente la crisi nella penisola coreana rispetto all’atteggiamento aggressivo di Washington. Nel mese di maggio 2017, il presidente russo, Vladimir Putin, aveva riferito all’ex inviato speciale sudcoreano, Song Young-gil, che sarebbe stato disposto a inviare una delegazione diplomatica russa nella penisola coreana per mediare tra le due Coree. Putin aveva anche criticato il sistema missilistico americano, THAAD (Terminal High Altitude Area), progettato per lanciare missili balistici a corto, medio e intermedio raggio, schierato in Corea del Sud. Putin sosteneva che il sistema THAAD non poteva che portare ad un peggioramento delle tensioni con la Corea del Nord e a minacciare la sicurezza della Russia, senza difendere adeguatamente la Corea del Sud.

Le restrizioni finanziarie della risoluzione ONU probabilmente portano a un divieto di transazioni basate sul rublo tra Russia e Corea del Nord, una pratica significativa che le parti hanno recentemente istituito a sostegno del commercio bilaterale. Questo potrebbe ostacolare le operazioni tra Russia e Corea del Nord. In questo scenario, le banche russe potrebbero smettere di trattare con le controparti nordcoreane, comprese quelle impegnate in cooperazione umanitaria. L’impatto delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU sul commercio nordcoreano dipenderà in gran parte da come vengono attuate le sanzioni, in particolare dalla Cina.

La Corea del Nord può sentirsi tentata di utilizzare la Russia come punto di transito, poiché il confine tra i due Paesi è ancora più o meno aperto. È in costruzione un nuovo ponte, anche se le prospettive del suo completamento non sono più così certe. ‘The diplomat‘ riportava, nel mese di marzo del 2016, che, a seguito delle sanzioni, si prevedevano perdite da parte della Russia, di diverse centinaia di milioni di dollari. Le sanzioni possono precludere ulteriori opportunità per progetti e scambi commerciali. I limiti e le proibizioni sulle esportazioni nordcoreane di carbone, ferro e minerale di ferro, oro, titanio, vanadio e minerali di terre rare potrebbero incidere negativamente sulla priorità, dichiarata del Paese: la rivitalizzazione economica. La Russia potrebbe essere, per la Corea del Nord, un’alternativa alla Cina. Quando la Cina ha sospeso le esportazioni di energia verso Pyongyang, la Russia è subentrata – e da allora si è posizionata come il principale alleato internazionale del Paese. A questo scopo, il Cremlino ha investito nelle infrastrutture della Corea del Nord e nella cooperazione tecnica con i nordcoreani.

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Country analyst think tank “Il Nodo di Gordio”

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