martedì, Aprile 13

Russia, Cio dice no al bando collettivo da Rio 2016 field_506ffb1d3dbe2

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Il Comitato olimpico internazionale (CIO) salva la Russia dal bando totale dalle Olimpiadi di Rio. La IAAF nei giorni scorsi aveva deciso di escludere dai Giochi tutta la squadra di atletica russa dopo che la Wada e altri organismi antidoping avevano  presentato i risultati del loro studio che aveva scoperto un vero e proprio doping di Stato. Sarà ogni singola Federazione a decidere. Il CIO così ha tentato di trovare un equilibrio fra punizione collettiva e giustizia individuale. La Russia potrà partecipare a Rio 2016, ma ad eccezione della squadra d’atletica, oltre ad atleti che in passato siano stati sospesi per doping, anche se hanno interamente scontato la pena. Il CIO ha anche precisato che coloro che andranno verranno sottoposti a rigorosi controlli «in competizione e fuori». A spiegare la decisione il presidente Bach: «Siamo stati guidati dal principio fondamentale della Carta Olimpica, che protegge gli atleti puliti e l’integrità dello sport. Bisogna comunque distinguere tra responsabilità collettive e individuali». Non ci sarà neanche Yulia Stepanova, elemento chiave dell’inchiesta che ha portato a galla il doping in Russia. Inizialmente ammessa «per il suo eccezionale contributo alla protezione e promozione degli atleti puliti, al fair play, all’integrità e all’autenticità dello sport», le mezzofondista russa è stata esclusa dal CIO sia perché trovata positiva nel 2013 ma anche perché non è possibile che gareggi con bandiera neutrale. Una vera beffa per chi ha contribuito a svelare lo scandalo. Ma non sempre (anzi quasi mai) l’essere onesti paga…

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

 

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