martedì, Settembre 21

Roy Moore, il candidato di Trump accusato di molestie Ex giudice della Corte Suprema dello Stato, è finito sotto inchiesta per molestie che, secondo le accuse, risalgono agli anni Settanta e Ottanta

0

Negli Stati Uniti c’era grande attesa per le elezioni suppletive di ieri in Alabama per assegnare il seggio al Senato lasciato libero da Jeff Sessions, nominato procuratore generale all’inizio del 2017. I candidati al seggio erano il repubblicano ex giudice Roy Moore e il democratico Doug Jones.

Moore, ex giudice della Corte Suprema dello Stato, è finito sotto inchiesta per molestie che, secondo le accuse, risalgono agli anni Settanta e Ottanta. Tra le ragazze che avrebbe molestato ci sarebbe anche una 14enne con cui avrebbe provato ad avere un rapporto sessuale. Moore ha negato però tutte le accuse, ammettendo solo di avere frequentato ragazze ‘molto giovani’.

La vittoria di Moore alle primarie dello scorso settembre aveva spaccato lo stesso Partito repubblicano. Molti esponenti importanti, come il leader della maggioranza al Senato Mitch McConnell e il senatore Richard Shelby, hanno preso le distanze dal candidato. Feroce la contestazione di Condoleezza Rice, l’ex segretario di Stato repubblicana nata in Alabama che ha invitato gli elettori a «respingere l’intolleranza, il sessismo e il fanatismo».

Tra i maggiori sostenitori di Roy Moore, invece, vi era Steve Bannon, l’ex capo stratega della Casa Bianca che ha descritto il voto in Alabama come lo scontro decisivo tra le due anime del Partito repubblicano.  L’endorsement di Donald Trump per lui è arrivato proprio nel momento più alto delle polemiche. Sul suo nome Trump si giocava molto: questo voto, infatti, non era altro che un test sulla sua popolarità nel Paese.

(video tratto dal canale Youtube del Telegraph)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->