venerdì, Settembre 17

Rovina del pensiero: come salvarsi? Intervista allo storico Franco Cardini sulla deriva negativa del pensiero dell’uomo

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Nel mondo antico esiste il concetto di ‘rovina del pensiero’ o è un ragionamento del tutto moderno?

No, dall’antichità ad oggi i filosofi si sono sempre posti il problema della rovina del pensiero, risolvendolo in vario modo: sia come forma negativa di abdicazione alle forze della ragione o a quelle stesse dell’intelletto, sia a livello positivo, invece, quale sottolineatura che la ragione umana non rappresenta tutto, come anche lo stesso intelletto umano, e che quindi esiste da un certo punto di vista una forza autonoma della natura (che è presente anche nella natura umana e non implica necessariamente valori razionali), oltre all’esistenza di valori meta-razionali che posso annullare o meno, oppure che a volte superano, il pensiero umano.

A questo modo di pensare è stato dedicato una parte della filosofia cristiana che è durata molto a lungo, fino all’età moderna, fortemente condizionata dalla teologia, la quale non può seguire semplicemente i valori della natura e della ragione, perché conosce valori superiori ispirati a principi che per loro natura vanno al di là della ragione stessa. Per esempio, nel dogma cristiano vi sono evidentemente elementi che non sono razionali e che invece per i cristiani stessi sono meta-razionali, mentre per i metafisici e per coloro che si riconoscono in un pensiero non cristiano, come quello affermatosi nell’Occidente moderno, ciò che non si può spiegare razionalmente diventa di per sé irrazionale.

Io, come cattolico per esempio, non posso definire irrazionale la credenza religiosa secondo la quale un essere umano, che ha compiuto un certo tipo di studi e ha avuto un riconoscimento religioso a livello legittimo, se pronuncia delle parole su un pezzetto di pane, è convinto che tale oggetto diventi realmente corpo e sangue di Cristo, e quindi umano, anche se questa realtà non si vede ad occhio nudo. Questo è un fatto che, per me che sono cattolico, riguarda senz’altro il dogma dell’Eucarestia. Per i cattolici tale dogma è una realtà non comprensibile alla luce della ragione umana, alla quale il cattolico deve credere per fede, perché secondo la tradizione legata alla religione si ritiene che questo divinamente è stato rivelato ai credenti.

Con quest’ultima affermazione non uso nessuna parola che rimanda al concetto di irrazionale; per non parlare del concetto di folle o altra definizione similare, ma se queste cose vengono spiegate a chi non è cattolico, questi risponderà che tutto ciò appare come assolutamente irrazionale, che fa parte di una forma di distruzione del pensiero stesso. Stesso ragionamento vale anche per qualsiasi credente, ebreo o musulmano, che non preveda nella sua fede religiosa qualcosa che vada contro la ragione, fatto salvo evidentemente una cosa soltanto, ovvero la resurrezione dei morti. Su tale concetto non vi è polemica tra cristianesimo, ebraismo e islamismo, in quanto è presente in tutte e tre le religioni ed esse vi credono.

Per quanto riguarda il mondo laico, ad oggi la questione della risurrezione dei morti è presa di nuovo in considerazione, perché la si ritiene come prettamente legata al problema spazio-temporale, o alla curva temporale e via dicendo. Se per resurrezione dei morti si intende la relatività e retro-reversibilità del tempo, allora bisognerebbe prendere in considerazione anche il problema della resurrezione dei morti stessa, o il cosiddetto ‘punto omega‘ che dir si voglia. Su tale discussione però è meglio non addentrarsi, a meno di non essere dei teologi, e quindi va lasciata da parte.

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