mercoledì, Aprile 21

Rotta dei Balcani: limbo di migranti? Come arginare il problema in vista della riunione del 14 settembre prossimo

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In un nuovo rapporto diffuso oggi, Amnesty International ha denunciato che migliaia di rifugiati, richiedenti asilo e migranti, inclusi i bambini, in viaggio lungo la pericolosa “rotta dei Balcani”, che subiscono violenze ed estorsioni ad opera delle autorità e di bande criminali e vengono vergognosamente abbandonati a sé stessi dal sistema d’immigrazione e asilo dell’Unione europea, intrappolati in Serbia e Macedonia e privi di protezione.

Il rapporto, intitolato ‘Frontiere terrestri europee: violazioni contro migranti e rifugiati in Serbia, Macedonia e Ungheria’, evidenzia come un numero sempre maggiore di persone vulnerabili vengano abbandonate in un limbo giuridico lungo i Balcani. La situazione è aggravata dai respingimenti e dalle espulsioni a ogni singola frontiera, dalle restrizioni all’accesso alle procedure d’asilo lungo il viaggio e dall’assenza di percorsi sicuri e legali d’ingresso nell’Unione europea.

Rifugiati in fuga dalla guerra e dalla persecuzione intraprendono il viaggio lungo i Balcani nella speranza di trovare salvezza in Europa. Invece, finiscono per subire violenza e sfruttamento, a causa di un sistema d’asilo che non funziona” – ha dichiarato Gauri van Gulik, vicedirettrice del programma Europa e Asia centrale di Amnesty International. Serbia e Macedonia sono diventate la valvola di scarico dell’aumentato flusso di rifugiati e migranti che nessuno nell’Unione europea pare intenzionato a ricevere” – ha aggiunto van Gulik.

Il rapporto si basa su quattro missioni di ricerca effettuate in Serbia, Ungheria, Grecia e Macedonia tra luglio 2014 e marzo 2015 e su oltre 100 interviste a rifugiati e migranti. Le testimonianze di questi ultimi mettono in luce le tremende condizioni che affrontano coloro che intraprendono il viaggio lungo la “rotta dei Balcani“, che ha preso il posto di quella del Mediterraneo quale percorso più frequentato da chi è diretto verso l’Unione europea.Il numero delle persone fermate solo lungo il confine tra Serbia e Ungheria è passato da 2370 nel 2010 agli attuali 60.602, con un aumento di oltre il 2500 per cento.

La “rotta dei Balcani“, che inizia dalla frontiera marittima tra Turchia e Grecia e porta rifugiati e migranti lungo Macedonia e Serbia fino in Ungheria, è leggermente meno mortale di quella che dalla Libia attraversa il Mediterraneo ma è comunque piena di pericoli e ostacoli.

Dal gennaio 2014, 123 rifugiati, richiedenti asilo e migranti sono annegati nel tentativo di attraversare il mar Egeo e 24 sono rimasti uccisi lungo le ferrovie.

(tratto dalla sezione video del sito della ‘CNN International’)

 

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