venerdì, Aprile 23

Rototom Sunsplash: un altro mondo possibile

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Rototom Sunsplash, ovvero il più grande festival culturale e reggae di tutto il mondo, oltre venti fra artisti e band provenienti da tutto il mondo, si alternano sui diversi palchi del festival ogni giorno. E poi numerosi incontri culturali che arricchiscono uno manifestazione culturale che ospita oltre 250mila visitatori in 8 giorni. Tutto ciò avviene ad agosto in una piccola cittadina sul mare nella provincia valeciana: Benicassim si è aggiudicata il privilegio di accogliere questo festival reggae nel 2010, quando l’Italia frettolosamente se ne è disfatta.

L’Associazione Rototom è una passione condivisa e soprattutto dai connotati culturali che nasce nel 1991 a Spilimbergo (Pordenone). Inizialmente ci si limita alla gestione di una discoteca per musica alternativa, ma pian piano il progetto cresce e trova la sua strada, finché nel 2000 trova la sua dimensione come festival ad Osoppo (Udine). Un matrimonio con il territorio che si protrae fino al 2009 con un’affluenza media di 150mila visitatori ogni anno.
Numeri importanti, ma che paradossalmente non servono a nulla dinanzi all’Amministrazione locale che avvalendosi della Legge Fini-Giovanardi attua una stretta asfissiante all’organizzazione del festival. Troppa pressione per chi non fa altro che dare un dinamismo economico e sociale al territorio, ed ecco la decisione: si cerca una nuova casa fuori dall’Italia. Una decisione dolorosa, ma che ha finito per dimostrarsi vincente visto che i numeri del festival sono quasi raddoppiati.

Ad agosto dal 13 al 20, si terrà la ventitreesima edizione di questo festival ed anche quest’anno sarà arricchito da numerosi relatori di fama internazionale per l’approfondimento di temi sociali, economici e culturali. Tanta musica, ma non solo, sembra questa la ricetta vincente di questo longevo progetto.
In Italia i festival rimasti vivono tra alti e bassi, sia per problemi di format che per le intolleranze sociali e culturali che molto spesso si scontrano con il mondo musicale. Intanto il Rototom continua ad espandere il proprio progetto e, dopo numerosi contest in tutto il mondo (a corollario del vero e proprio festival estivo), quest’anno vive un tour europeo che promuove lospirito rototom‘.

Incontriamo il Presidente dell’Associazione Culturale Rototom, Filippo Giunta, uno dei 5 fondatori del progetto nel 1991.

 

Ci spieghi a livello concettuale cos’è per lei il Rototom.

Il rototom nasce, nel 1991, come un’associazione culturale che si prefigge di offrire e divulgare un’ampia panoramica di musiche e di culture alternative al main stream: dal punk all’afro, dal jazz sperimentale al rumorismo, dalla psicadelia al reggae. E l’intento -quasi sempre riuscito- è sempre stato quello di offrire, assieme alla musica, i contesti culturali che l’hanno generata. Musica ma anche riflessione, approfondimento, e -soprattutto- un modo di stare insieme rispettoso, pacifico e consapevole. Con ‘la scusa’ di venire ad ascoltare una musica diversa da quella commerciale, il pubblico del rototom ha iniziato ad apprezzare, anno dopo anno, l’atmosfera che si veniva a creare agli eventi, la voglia di stare insieme sentendosi parte di un ‘popolo’ che prima di tutto aveva voglia di socialità, di vivere una cultura del rispetto, di vedere e vivere le diversità -non solo musicali- come una ricchezza, una risorsa, un qualcosa che ti arricchisce e ti mette al centro del mondo. In poche parole ‘rototom’ è diventata una vera e propria filosofia di vita, un modo di stare insieme. Negli anni il crescente successo e l’aumento del pubblico ha reso necessari diversi cambi di location: dalla ex-balera di Gaio di Spilimbergo il rototom si è trasferito in una ex-maxi discoteca nel pordenonese per poi occupare uno spazio enorme abbandonato (esperienza del Cerit). La cecità delle amministrazioni locali hanno infine reso impossibile il prosieguo di questa attività e ‘rototom’ si è convertito nell’organizzazione del più grande raduno reggae del mondo, il rototom sunsplash, dove -di nuovo- il reggae è solo la colonna sonora, il pretesto, per far sì che migliaia di persone, provenienti da tutto il mondo, si trovino e vivano insieme l’esperienza di ‘un mondo migliore’, dove pace, rispetto e tolleranza non sono concetti astratti bensì vere e proprie forme di interpretare la vita di tutti i giorni. ‘Rototom’ oggi , nel mondo, significa soprattutto questo: un altro mondo possibile.

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