mercoledì, Settembre 22

‘Rosa fresca aulentissima’: storia di un fiore antico field_506ffb1d3dbe2

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Che mercato muove oggi la produzione di rose antiche?

Circa venti anni fa ha avuto un exploit, per cui tutti volevano la rosa antica, anche se ignoravano che facesse fiori solo una volta l’anno: tutti chiedevano la rosa alba, che discende dalla damascena o dalla rosa gallica, ed è attestata in Europa sin dal Medioevo, assai profumata e molto bella, ma non rifiorente. Vi sono tuttora molti estimatori delle rose antiche, quelle rappresentate nei dipinti del Rinascimento e in quelli fiamminghi, fino alla centifolia prodotta nel corso del Seicento in Olanda, a fiori doppi e globosi, con profumo, ma anch’essa non rifiorente.

 

Le rose antiche sono soggette anch’esse a parassiti e malattie, o sono più resistenti di quelle moderne?

Naturalmente sì, i parassiti esistono in natura e non si sa come evitarli, ma vanno eliminati quando si vedono sulle piante di rose; per le malattie, alcune rose antiche sono resistenti, altre meno. C’è stato un periodo, circa cinquanta anni fa, nel quale nella creazione di una nuova varietà di rose non si teneva conto della sua eventuale fragilità verso le malattie, ma bastava che la rosa avesse dei bei fiori e il resto non contava, anche se la pianta risultava alla fine debole o fragile. Ora invece, la selezione guarda più alla robustezza e salute della pianta, che non alla bellezza o al colore del fiore, perché una rosa che non ha bisogno di troppi trattamenti è certamente più gradita al pubblico e agli specialisti del settore. Vi sono poi malattie, come quella fungina, che non si possono curare con successo, quando hanno già attaccato la pianta, ma vanno prevenute con pochi ma efficaci trattamenti preventivi a pianta sana, in modo da permettere alla rosa di reagire all’attacco della malattia con le sue difese naturali arricchite dall’aiuto mirato del coltivatore. In ogni caso, va detto che il bello della rosa è che resiste e guarisce dagli attacchi di parassiti e malattie diverse, cioè è una pianta costituzionalmente robusta, a differenza di altre, che soccombono all’insorgere di problemi: infatti appartiene alla stessa famiglia del rovo, che la rende forte e resistente.

 

Qual è il suo metodo per avere ancora oggi rose antiche o produrne?

Le rose antiche non si creano, ma si ricavano dalle varietà originarie che sono sopravvissute fino ad oggi, cercando di adattare le specie alle nuove esigenze.

 

Chi sono i più noti coltivatori e ibridatori di rose oggi?

Ne esistono moltissimi. In Italia vi sono Accardi e Massino, dediti alla produzione di rose per fiore reciso; poi vi è Barni, a Pistoia, il nostro massimo produttore e ibridatore di rose da giardino, da almeno tre generazioni, e il giovane Davide Dalla Libera del vivaio Novaspina a Padova, che cura la produzione di nuove varietà dai caratteri morfologici adatti a uno sviluppo in climi difficili, siano essi caldi o freddi. All’estero è celebre l’inglese David Austen per le sue rose da giardino, ottenute incrociando le rose antiche con alcune varietà moderne, fino ad avere una tipologia tutta nuova e particolare, detta delle rose inglesi, particolarmente apprezzata dagli estimatori per la forma, il profumo straordinario e la qualità stessa delle piante, rifiorenti e molto resistenti; poi ricordiamo i francesi Meilland e Guillot, con molti altri produttori che hanno reso celebre il loro paese nel settore. Infatti fu con Giuseppina di Beauharnais, prima moglie di Napoleone, che la Francia divenne la patria delle rose, proprio a seguito della sua passione per questi fiori, da lei fatti piantare nella residenza della Malmaison e curare da botanici esperti, in competizione con una principessa della casa reale, fino ad innescare una produzione che dura ancora oggi con grande successo: un po’ come accadde in Olanda nel Seicento con i bulbi dei tulipani! Per la Germania si menzionano Tantau e Kordes; per la Danimarca Poulsen.

 

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