mercoledì, Settembre 22

‘Rosa fresca aulentissima’: storia di un fiore antico field_506ffb1d3dbe2

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Come mai una rosa è definita antica?

Si definiscono per convenzione rose antiche quelle scoperte o create prima del 1930 circa. Una delle rose antiche più famose è la damascena Kazanlak, coltivata nella ‘valle delle rose’ in Bulgaria e dalla quale viene estratta l’essenza di rose, un prodotto così prezioso e dalle qualità straordinarie: basti pensare che a volte  il raccolto dell’intera Nazione  in termini di olio essenziale non supera gli 800 grammi! Per fare un chilo di tale olio, del resto, occorrono 8 tonnellate di petali di rosa da pressare, in una lavorazione molto impegnativa. A livello di rose antiche più particolari e meno conosciute, vi sono le rose botaniche, ovvero quelle che troviamo in natura allo stato spontaneo e sono le capostipiti delle altre rose; non si sa nemmeno esattamente quante siano all’origine, perché esistono fossili di rosa rinvenuti in Colorado che risalgono addirittura a 40 milioni di anni fa, e non si conoscono le filiazioni e derivazioni delle specie succedutesi nel tempo: c’è chi dice ne esistano più di centocinquanta sparse un po’ in tutto il mondo nell’emisfero settentrionale, altri dicono duecento, e di norma si parla di due o trecento varietà originarie, da cui derivano le diverse rose moderne.

 

Parliamo della rosa preistorica

Era molto diversa da quella attuale, sempre e soltanto con cinque petali. Esiste però anche un tipo, molto raro, a quattro petali, detta rosa pteracantha sericea omeiensis, di colore bianco, fornita di grosse spine sul fusto, soprattutto quando la pianta è giovane, di tipo traslucido e rosse.  Nelle rose antiche la colorazione d’origine era bianca o rosa, al massimo di un rosa intenso e quasi scuro, purpureo, come ricordato nel poema ‘A Corinto’ di Lorenzo il Magnifico, dove è descritto il suo giardino ornato di rose candide e vermiglie, ovvero proprio le tonalità note sin dall’antichità per questi fiori. Il giallo è invece subentrato successivamente, nel Settecento, e si deve alla rosa persica (o Hulthemia persica, dalla Persia), mentre la colorazione di un rosso vivo deriva dalla rosa chinensis, originaria appunto dalla Cina. Da queste sono originate le rose moderne con tutti i loro colori, fino alla moderna rosa blu o azzurra.

 

La rosa damascena quali proprietà farmacologiche ha ed è vero che è la più profumata?

È davvero molto profumata la celebre  rosa damascena  bifera, così chiamata perché fiorisce anche in autunno, ed è quella menzionata da Plinio e da Virgilio, che l’aveva vista a Paestum, unica specie antica rifiorente due volte l’anno. Sotto il profilo farmacologico, l’acqua di rose è nota per le sue proprietà antiinfiammatorie, lenitive, purificatrici soprattutto della carnagione del viso; lo sciroppo di rose è utile contro la tosse, e l’officina farmaceutica di Santa Maria Novella a Firenze, antica più di 400 anni,  ha sempre usato la rosa per le sue preparazioni galeniche.

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