sabato, Ottobre 16

‘Rosa fresca aulentissima’: storia di un fiore antico field_506ffb1d3dbe2

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In questo scorcio di aprile si susseguono le manifestazioni florovivaistiche in tutta Italia per gli appassionati di piante e giardinaggio e la rosa è l’indiscussa protagonista di tali eventi.

Forse pochi sanno che le più antiche testimonianze della rosa sono anteriori anche alla comparsa dell’uomo sulla terra, come dimostrano i fossili del Colorado che risalgono a svariati milioni di anni fa, e che il fiore era diverso da quello a noi ben noto, limitato a soli cinque petali, di colore unicamente bianco o rosato, e spesso con spine assai sviluppate, forse per difesa dagli animali erbivori, come nella ormai rara rosa pteracantha sericea omeiensis originaria della Cina. Fra le rose antiche, la colorazione rimase sempre bianca o rosa, con tonalità più o meno intense; il giallo è invece subentrato solo intorno al Settecento, grazie alla rosa Hulthemia persica, importata dalla Persia, mentre la colorazione di un rosso vivo deriva dalla rosa chinensis, originaria appunto dalla Cina. Da queste sono originate le rose moderne con tutti i loro colori, fino alla moderna rosa ‘azzurra’.

Una di queste rose, la Rosa gallica officinalis, nota sin dall’epoca romana (si dice che fossero stati proprio i Romani a favorirne la diffusione dalla Provenza, a seguito della conquista della Gallia) fu coltivata nei giardini dei primi monasteri medievali per la produzione di acqua di rose, di conserve o marmellate e per svariati usi medicinali. Essa, come anche altre della stessa origine molto antica, fioriva solo una volta l’anno, in primavera, mentre la rosa damascena bifera, originaria del Medio Oriente ma importata in Europa dai Crociati nel XIII secolo, é l’unica con due fioriture (una anche in autunno), dal profumo intenso e caratteristico, tanto da aver stabilito un prototipo fra gli odori tipici delle rose tuttora esistenti.

La rosa floribunda nasce nei primi del Novecento dall’unione tra ibridi di Tea e di Polyanthe, ed è caratterizzata da piante di dimensioni medie, con fiori numerosi raggruppati a formare dei grandi mazzi, spesso rifiorenti.

Oltre agli impieghi terapeutici e nella farmacopea, la rosa -ormai frutto di innesti e ibridazioni molto complesse- è da sempre usata per la produzione di sciroppi e di dolci, dove apporta un tocco di raffinatezza e originalità e le bacche servono per fare marmellata.

Sulla storia e le vicende della rosa antica abbiamo intervistato Grazia Maria Cavina, che gestisce, a Firenze, con il marito Nicola, un noto vivaio specializzato in questo tipo di roseti.

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