martedì, Aprile 20

Romanzo Quirinale

0

quirinale

Le indiscrezioni, non smentite dal Colle, sulle prossime dimissioni di Giorgio Napolitano dalla presidenza della Repubblica condizionano inevitabilmente le scelte della politica. Il patto del Nazareno tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi con annesse legge elettorale e riforme costituzionali tiene ancora o rischia di arenarsi? Mistero fitto e analisti politici che brancolano nel buio. Il premier lancia un ultimatum all’ex Cavaliere. I partitini come Ncd temono di scomparire, ma un accordo tra Pd e M5S sembra fantascienza. E il deputato grillino Andrea Colletti denuncia alla procura di Roma il patto del Nazareno. A remare contro i sogni di gloria del premier ci pensano i soliti ‘gufi’ dell’Istat che pubblica i dati della produzione industriale di settembre: calo del 2,9% su base annua e dello 0,9% rispetto al mese di agosto. Polemiche infinite dopo l’aggressione subita ‘dall’aggressore di zingari’ Matteo Salvini. Proprio in mezzo a questa confusione Corrado Passera non trova niente di meglio da fare che scendere in campo con Italia Unica nelle elezioni comunali del 2015, e lo fa scrivendo una lettera agli 8000 sindaci italiani.

La giornata politica si è chiusa con il vertice di maggioranza tra Pd e Ncd. Angelino Alfano ha costretto Matteo Renzi a questa fastidiosa perdita di tempo (per Matteo), perché terrorizzato di venire spazzato via insieme al suo partito dalla nuova legge elettorale che il premier vorrebbe approvare entro la fine dell’anno. La mattinata si era aperta con la ‘minaccia politica’ di Renzi al partito di Berlusconi di rompere il patto del Nazareno se entro poche ore l’ex Cavaliere non avesse messo una parola definitiva sull’iter delle riforme. «Se Berlusconi non rimane seduto al tavolo delle riforme possiamo eleggere un presidente contro di lui. Gli conviene? È sufficiente scegliere il più antiberlusconiano dei papabili e aprire ai 5 stelle», avrebbe detto il premier ai suoi secondo un’indiscrezione pubblicata da ‘Repubblica’, «Metteremo la soglia di accesso per le liste al 3 per cento, come ci chiedono i partiti più piccoli. E andremo avanti da soli. I numeri li abbiamo, vedrete». Con il passare delle ore, però, l’ennesimo bluff renziano si è un po’ sgonfiato perché è apparso chiaro che da Arcore non arriverà una risposta definitiva a stretto giro, almeno non prima dell’ufficio di presidenza e dell’incontro con i gruppi parlamentari di Forza Italia previsti in settimana. E il suddetto Matteo per il momento non ha alcuna intenzione di rompere sul serio con Silvio.

Da ieri, invece, titoli di tg e giornali non fanno che parlare delle prossime dimissioni da capo dello Stato di Giorgio Napolitano. Ipotesi non confermata, ma nemmeno smentita, proprio da una nota diffusa ieri dal Colle che, lungi dal diradare i sospetti, ha contribuito invece a scrivere una nuova pagina del Romanzo Quirinale intorno al quale ruotano tutti gli accordi politici odierni. A cominciare proprio dal patto del Nazareno. Una situazione talmente anomala, quella delle pre-dimissioni di Napolitano, da spingere le due sponde opposte rappresentate da Beppe Grillo e Renato Brunetta a tacciare di incostituzionalità l’operato dell’anziano presidente.

L’oggetto del contendere è il contenuto della legge elettorale (Italicum o Italicum 2.0 che sia). Renzi la vorrebbe con il premio alla lista che dovesse superare il 40% (il suo Pd) e con una soglia minima di ingresso del 5% per i partitini. Un modo, quest’ultimo, di dare un contentino ai berlusconiani che vorrebbero far fare ad Alfano la stessa fine di Gianfranco Fini. L’Italicum 2.0 sembrava già cosa fatta dopo che gli scricchiolii del patto del Nazareno uditi dal capo del Governo si erano arrestati di colpo. Le voci più che fondate di una discesa dal Colle di Napolitano all’inizio del 2015 hanno però rimescolato le carte all’interno della compagine Azzurra: a Berlusconi non conviene più ‘regalare’ una legge elettorale su misura al ‘pupillo di Rignano’ adesso che le elezioni anticipate (forse) si allontanano. Sarebbe inusuale, infatti, per il successore di Re Giorgio, sciogliere le Camere come primo atto del suo mandato.

Per questo motivo i berluscones contrari al patto del Nazareno come Raffaele Fitto e quelli del ‘Cerchio magico’ di Arcore hanno ricominciato a stringere i cordoni della borsa usata nella trattativa con Renzi. Ma Berlusconi stesso potrebbe decidere di cedere alle richieste renziane in cambio della voce in capitolo sull’elezione del presidente della Repubblica (quello che potrebbe concedergli la grazia) e della rinuncia del premier alle elezioni anticipate. I dubbi su ‘voto a primavera sì, voto a primavera no’ rimangono comunque intatti. «Sono convinta che l’accelerazione sulla legge elettorale significa che Renzi ha intenzione di andare al voto a primavera», dichiara l’alfaniana Nunzia De Girolamo. Dal mercato delle preferenze e dei punti percentuali si chiama fuori il M5S. «Un’intesa col Pd sulla riforma elettorale? No», dichiara a Radio24 il senatore Nicola Morra, «Prendiamo atto che invece c’è stato un accordo politico, il Patto del Nazareno. Il Pd renziano preferisce essere avvinghiato al mondo berlusconiano». Anzi, i grillini battono un altro colpo contro l’inciucio Renzi-Berlusconi. Il deputato Andrea Colletti ha presentato un esposto-denuncia alla procura di Roma. Una documentata riflessione lunga 31 pagine in cui l’avvocato grillino parla di una «cospirazione politica» perché il patto potrebbe essere stato «effettivamente preordinato a pilotare illegittimamente le riforme in atto nel Paese e a decidere chi nominare come futuro inquilino del Colle, trasformando la nostra Repubblica democratica in una dittatura mascherata».

A Matteo Salvini evidentemente non è bastata la ‘lezione’ subita sabato scorso quando, insieme ad alcuni collaboratori, ha rischiato il linciaggio a Bologna da parte di alcuni giovani antagonisti. Il segretario leghista aveva organizzato una visita provocatoria ad un campo Sinti del capoluogo emiliano allo scopo di ottenere più visibilità mediatica possibile. Decisione rischiosa, gestita senza rendere conto dei propri spostamenti alle forze dell’ordine (come confermato dalla questura di Bologna). Un azzardo costato solo il parabrezza di un’auto, ma che l’allegra ronda padana avrebbe potuto pagare molto più caro. «Se a prendere gli schiaffi è una consigliera leghista e a essere distrutta e l’auto di un leghista, allora per qualcuno quasi ci sta. Questo è preoccupante», dichiara oggi Salvini, preoccupato per le molte voci di condanna al ‘raid delle camicie verdi’ e per le poche giunte in solidarietà ai padani malmenati e messi in fuga. Ma chi semina vento, come nel caso degli esponenti del Carroccio, di solito raccoglie tempesta. «Che fosse una manovra pubblicitaria si sapeva», scrive infatti su fb il grillino Andrea Colletti, protagonista della giornata, «ma che, addirittura, si fosse arrivati a questo livello per creare un ‘incidente’ non me lo aspettavo. Mi dispiace per lui che non sia stato picchiato, sennò avrebbe fatto ancora meglio la figura del martire».

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->