venerdì, Settembre 17

Roma nel caos tra scioperi e smog Di fronte all’ennesima giornata di passione vissuta dalla Capitale i politici rispondono solo a parole

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A Roma si dovrebbe pensare al Giubileo, alla prossime elezioni amministrative e al processo Mafia Capitale. Ma a tenere banco è l’ennesimo sciopero dei mezzi pubblici proclamato da quella che Gianfranco Librandi di Scelta Civica definisce una «sconosciuta sigletta sindacale» (il sindacato Cambiamenti-M410 ndr), a cui qualche genio ha pensato bene di unire la circolazione dei veicoli a targhe alterne (colpa delle polveri sottili) gettando nel panico una città già sull’orlo del collasso. Il deputato Pd Michele Anzaldi chiede alla commissione Trasporti della Camera la convocazione del presidente dell’Autorità di garanzia per gli scioperi, Roberto Alesse. Da segnalare anche la notizia della sospensione dei lavori annunciata dal Cda della società Metro C perché mancherebbero i 200mln necessari a completare l’opera.

Dando un’occhiata al Parlamento deserto, come ogni venerdì, e sfogliando sulle Agenzie di stampa l’agenda di Palazzo, tristemente vuota (a parte un Cdm veloce veloce che ha varato un decreto per favorire la privatizzazione dell’Ilva di Taranto), si ha la conferma, se ce ne fosse stato ancora bisogno, che i politici italiani intascano i soldi del contribuente per non fare nulla e dire bugie. Lo stop alla produzione legislativa da parte degli onorevoli ‘nominati’ (scandalo della Corte Costituzionale compreso), motivati con la necessità di concentrarsi sulla sessione di bilancio della legge di Stabilità, è stata solo l’ennesima sesquipedale panzana della casta per rinviare la discussione su leggi scomode come quelle sulle unioni civili, sui diritti delle persone lgbt e sulla legalizzazione del consumo di cannabis. Eppure il governo di Matteo Renzi non avrebbe nemmeno più scuse dopo l’abbandono di Ncd, e della maggioranza, da parte di quel reazionario fondamentalista cattolico che risponde al nome di Carlo Giovanardi.

Restando sempre a parlare di ‘braccia rubate all’agricoltura’ e finite in Parlamento, Luigi Di Maio del M5S commenta il deprimente spettacolo del rinvio al 14 dicembre delle votazioni per eleggere i tre membri vacanti della Corte Costituzionale e mette una croce sopra al candidato Pd Augusto Barbera, a suo dire «troppo sbilanciato» su Italicum e Riforme.

Il Centro Studi Investimenti Sociali (Censis) ha presentato oggi a Roma il ‘49° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2015’ in cui vengono analizzati e interpretati, si legge sul sito dell’Istituto, ‘i più significativi fenomeni socio-economici del Paese, individuando i reali processi di trasformazione della società italiana’. Di seguito vengono riportati i punti principali dello studio.

Altri numeri ce li fornisce, questa volta sono sondaggi sulle intenzioni di voto, l’Istituto Ixé secondo cui la forbice tra Pd e M5S si assottiglia ulteriormente. I Dem, infatti, calano dl 34% della scorsa settimana al 33,3 di oggi, mentre i pentastellati salgono dal 26,6 al 26,9%. Da segnalare il gradino del podio sempre saldamente nelle mani della Lega Nord di Matteo Salvini col 14,5%.

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