domenica, Maggio 9

Roma, il ‘ritorno’ dei cattolici field_506ffb1d3dbe2

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A quarantuno anni e mezzo, e spiccioli, di distanza dal convegno sui ‘Mali di Roma’ del Febbraio 1974, la Chiesa ci riprova. Ad essere precisi ci aveva riprovato già un bel po’ di volte, ad entrare con i piedi nel piatto della politica capitolina, con ovvia proiezione nazionale ed universale, cioè, letteralmente, cattolica. Con esiti ben scarsi (in positivo), quando non clamorosamente dannosi (in negativo). Ché il tentativo di fornire, e rifornire Roma di una classe politica nuova, capace, rigorosa, onesta, a partire dalla scrematura delle proprie schiere, non ha offerto frutti preclari. Dall’’esplosione’ della protocomunioneeliberazione, quando quei ragazzi che avevano il coraggio di dichiararsi cristiani nei bollenti atenei dell’epoca, si proposero oltre quei confini con la simpatia e la consonanza dell’intero mondo cattolico, e non solo, via via, sino al fallimentare tentativo egemonico della Comunità di Sant’Egidio e del suo leader, Andrea Riccardi, imbarcatosi, imbarcatisi, sulla periclitante scialuppa del Governo di Mario Monti prima, della ’Scelta Civica’ dello stesso Mario Monti poi.

Meglio e peggio della politica italiana sono venuti da quelle parti. E non da oggi, e neanche dall’altroieri. Adesso, dice il Cardinale Vicario di Roma, Agostino Vallini, occorre ‘formare un’altra classe politica’, e solo ‘una scossa’ può essere all’origine di un simile salto di qualità. Nel frattempo la sentina di Mafia Capitale, le ‘denunce’ di Salvatore Buzzi che coinvolgono la megacooperativa ciellina (e non solo) La Cascina, la dequalificazione, con le mani nel sacco, di tanti cristiani e cattolici impegnati nella politica locale e nazionale…

Il cristianesimo (e il suo figlio spurio, il cattolicesimo) hanno generato il meglio e il peggio della politica dell’Italia repubblicana (ed anche precedente). Giorgio La Pira, Giuseppe Dossetti, Aldo Moro, Lorenzo Milani… Le pulsioni e le auto organizzazioni dalla base. Il piacere di potere. Comunione e Liberazione, per un breve, felice periodo che vide l’emergere di un gruppo, e di personalità, ‘eccentriche’ e formidabili. Ma anche Giulio Andreotti, Silvio Berlusconi, le  Brigate Rosse… Le organizzazioni catafratte degli interessi. Il piacere del potere. Comunione e Liberazione (“quanto mutata ab illa”).

Da quella temperie, sub specie boyscout, viene pure lo sciagurato Sindaco uscente, Ignazio Marino, che quanto a rapporti diretti con Vaticano e Collegio Cardinalizio non è secondo a nessuno, salvo che gli è capitato tra capo e collo pure il tostissimo argentino Jorge Mario Bergoglio, ed il quasi altrettanto tosto inviato di SkyTG 24 che ne ha provocato l’esplicitazione dell’iritazzione (non trattasi di errore, ma di neologismo di crasi tra ira ed irritazione. Quanto mai calzante, e di possibile incrementando uso, riferito ad un soggetto che ha poca voja d’aqua tel vèn. E, in prospettiva, sempre meno, anche con interlocutori di rilievo ben maggiore rispetto al povero chirurgo-marziano).

Insomma la ‘questione cattolica’ (e dei cattolici torna al centro della scena e di un possibile, rinnovato impegno. E, come già detto, non siamo che all’inizio dell’inizio. Di tutto. Di una storia, quella di Roma, di cui raccontiamo, passo passo, il prima dei fatti, dentro in fatti ed oltre i fatti. Con le sue profondissime implicazioni di politica (e non solo) nazionale. Come contesto e proiezione di quanto sta per succedere. Svelandolo. Continuate a seguirci.

 

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