sabato, Luglio 31

Roma: Giubileo a ostacoli per Marino Politica: il punto

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L’ex sindaco di Roma Francesco Rutelli denuncia lo stallo dei cantieri del Giubileo, mentre l’attuale numero uno del Campidoglio, Ignazio Marino, non sa fare altro che balbettare di fronte alla criminale corruzione morale dei Vigili Urbani e dell’intera Capitale mostrata da un servizio di Piazzapulita su La7. Ci si mette anche il quotidiano dei vescovi italiani ‘Avvenire’ a bacchettarlo per lo stalking a papa Francesco. Persino un ateo come il presidente Pd Matteo Orfini tra Bergoglio e Marino si schiera senza esitazioni con il primo. E, poi, c’è il solito sciopero dell’Atac che sta paralizzando la città. Grandinano le critiche sul sindaco ‘Ignaro’ Marino a poco più di due mesi dal Giubileo.

Oggi tocca ai giornalisti del Servizio Pubblico dire la loro sul caso dell’editto renziano contro i vertici di Rai3 (leggi l’intervista de ‘L’Indro’ a Roberto Fico del M5S). Federica Sciarelli attacca il governo, mentre Maurizio Mannoni nega l’evidenza della gravità dell’attacco del Giglio Magico contro Bianca Berlinguer e Andrea Vianello.

Dopo il mezzo passo indietro del Pd in merito alla proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis (la cui discussione è stata calendarizzata per fine dicembre alla Camera), oggi lo sconosciuto deputato centrista di Area Popolare Alessandro Pagano pretende che la maggioranza metta una pietra sopra non solo alla marijuana libera, ma anche al ddl Cirinnà sulle unioni civili. Matteo Renzi, sollecitato anche da Maurizio Gasparri a «condannare la cultura della droga», per ora non smentisce.

A Palazzo Madama è il giorno delle votazioni sull’articolo 2 del ddl Boschi che riforma il Senato stravolgendo, secondo le opposizioni, la Carta Costituzionale. Ministri precettati e banchi del governo strapieni perché la maggioranza rischia più volte di scendere sotto il fatidico quorum di 161, crollando paurosamente a 157 sul no ad un emendamento fittiano. Il senatore Pd Roberto Cociancich prende finalmente la parola per confermare la «paternità» dell’emendamento ‘canguro’ sull’articolo 1 approvato ieri. Oltre alla sua stessa esistenza, infatti, le opposizioni sospettano che la firma sul testo fatto passare a suo nome non sia nemmeno quella dell’ex capo scout di Renzi. Unico voto segreto, invece dei 6 inizialmente previsti, su un emendamento a firma Roberto Calderoli. L’aula, infine, respinge l’emendamento soppressivo dell’articolo 2 firmato e poi ritirato da Andrea Marcucci del Pd, ma ripreso dal M5S con lo scopo, fallito, di mettere in difficoltà la maggioranza Renzi-Alfano-Verdini, definita una «banda di falsari e di mascalzoni» dal leghista Stefano Candiani.

«Era stato detto che, prima di quest’estate, sarebbero stati aperti piccoli cantieri. Sapete quanti cantieri sono stati aperti? Zero. La faccenda è di quelle che spaventano. Questi piccoli cantieri saranno aperti in pieno Giubileo». A denunciare il disastro in cui versa la Capitale d’Italia alla vigilia dell’importante evento papalino non è il solito grillino rompiballe, ma l’ex primo cittadino di Roma Francesco Rutelli, eroe (se lo dice da solo) dello storico Giubileo del 2000. Secondo ‘Cicciobello’ «Roma è in piena crisi amministrativa. C’è un collasso devastante» anche se, a suo modo di vedere, non è tutta colpa di Marino. L’attuale sindaco, dal canto suo, non  si smentisce, e non smentisce nemmeno l’infido Rutelli, facendo scena muta di fronte al servizio mandato in onda giovedì sera dalla trasmissione Piazzapulita (di cui era ospite negli studi di La7) che mostra il degrado materiale e morale in cui versa la caput mundi, infestata dall’arroganza cafona dei Casamonica e ‘controllata’ da vigili urbani che vanno a ‘fare la spesa’ in orario di lavoro nei magazzini all’ingrosso di merce contraffatta in mano alla mafia cinese. Intanto, ci pensa il quotidiano dei vescovi italiani ‘Avvenire’ a rinfocolare la polemica sul mancato invito del sindaco da parte di papa Francesco, confermato dallo stesso Bergoglio in conferenza stampa, a partecipare al viaggio pastorale negli Usa. «Sarebbe meglio che Marino», commenta acido il giornale della Cei, «si preoccupasse di che cosa fare (o non fare) e che cosa dire ( o non dire) come sindaco di Roma, piuttosto che pensare a come si dovrebbe regolare il Papa». Dura risposta al nemmeno tanto implicito invito a tacere rivolto ieri dal chirurgo genovese al boss della cristianità, sottoscritta persino dall’ateo dichiarato (ma devoto) presidente del Pd Matteo Orfini («il papa è infallibile»). Ma, come se non bastasse già l’ira divina, oggi su Marino si è abbattuta anche la piaga dell’ennesimo sciopero dell’Atac ad esasperare gli animi di un popolo romano già incivile di suo (vedi la sporcizia a terra e i furbetti del ticket della metro). Riassume lucidamente la situazione Alfio Marchini secondo il quale il sindaco «ormai è avanspettacolo».

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