giovedì, Dicembre 2

Rom: popolo costretto all'apartheid

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I rom sono costantemente sotto pressione con sgomberi forzati, specialmente a seguito dell’annuncio del Giubileo Straordinario da parte di Papa Francesco. E sono proprio gli sgomberi improvvisi a distruggere le consultazioni e il dialogo tra la politica e le famiglie, nella speranza di trovare soluzioni adeguate.  C’è da osservare che «dal 13 marzo 2015, giorno in cui Papa Francesco ha annunciato il Giubileo Straordinario della Misericordia», si legge in un comunicato de l’Associazione 21 Luglio, «gli sgomberi forzati ai danni delle comunità rom nella Capitale, che violano il diritto internazionale e i diritti umani delle famiglie coinvolte, sono più che triplicati».

L’Associazione 21 luglio chiede al Comune di Roma una moratoria sugli sgomberi forzati durante il Giubileo. «Subito dopo la proclamazione dell’Anno Santo Straordinario», si legge sempre nel comunicato dell’Associazione 21 Luglio, «da parte di Papa Bergoglio, le autorità capitoline hanno realizzato 64 sgomberi forzati, passando da una media di 2,8 operazioni al mese (dal 1° gennaio al 13 marzo 2015), fino a raggiungere una media mensile di 9,9, dal 13 marzo al 30 settembre 2015. Nello stesso periodo dell’anno precedente, la media mensile si attestava su poco più di 3 operazioni di sgombero».

Amnesty International Italia esprime una forte preoccupazione per gli sgomberi forzati, mentre la politica non riesce a trovare una giusta intesa per cambiare pagina. C’è una necessità di adeguare e di comprendere le diverse etnie presenti nelle città italiane, poiché riescono a fermare pericolose derive sociali difficilmente gestibili.

Quando si accetta con naturalezza la popolazione straniera, è più facile convivere senza registrare problemi sociali. C’è sempre da imparare dalle altre culture: non esiste solo una filosofia di pensiero, mentre è fondamentale comprendere più patrimoni culturali per una maggiore condivisione. Matteo Salvini non risparmia accuse, scagliando parole dure contro i rom per incassare consensi elettorali. I politici rimandano continuamente quelle adeguate soluzioni da adottare con urgenza per risolvere definitivamente il problema. La situazione sociale dei rom è vissuta come una diversità da dover segregare in nome di un finto rispetto culturale, mentre l’Europa assiste da spettatrice senza proporre interventi opportuni.

Sulla questione nomadi interviene Dimitris Argiropoulos, che si occupa di pedagogia della marginalità e delle emergenze e di pedagogia speciale. Professore a contratto presso l’Università degli Studi di Bologna e professore Onorario presso Zhytomyr Ivan Franko State University dell’Ucraina, è particolarmente interessato dei contesti della marginalità estrema relativamente le migrazioni, la profuganza e le minoranze etniche. Coinvolto in attività di cooperazione educativa internazionale, si interessa della formazione degli Educatori di Strada. C’è la necessità di comprendere il ruolo e gli interventi della politica italiana, ponendo l’accento sulla gestione politica del problema sociale.

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