martedì, Maggio 18

Robot esamina le acque nei pressi di Chernobyl L'analisi del 'mare di Kiev' e delle zone limitrofe ha rilevato un alto tasso di sedimenti radioattivi

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Le acque del ‘Mare di Kiev‘, un serbatoio d’acqua grande 110 chilometri, presentano un consistente pericolo per la popolazione che vive a Kiev. Questo ‘mare’ si estende dalla periferia di Kiev fino al fiume Prypiat, nella zona di alienazione di Chernobyl.
Lo scienziato Igor Mahnyov, ricercatore senior dell’Accademia Nazionale delle Scienze dell’Ucraina, ha inventato un robot galleggiante per analizzare le acque e rilevare i raggi gamma sul fondo dei laghi, per capire il tasso di contaminazione radioattiva di questi ultimi. Ebbene, proprio a trenta chilometri da Chernobyl, nel ‘mare di Kiev’, sono stati rilevati questi raggi. La presenza di sedimenti radioattivi e di cesio sul fondo del lago rivelano che la contaminazione di quelle acque è ancora ad un livello altissimo: «Quando c‘è una sostanza radioattiva in acqua, finisce dentro ai pesci attraverso alghe e altri alimenti. Se la gente mangia questo pesce, di fatto consuma radionuclidi», afferma Igor Mahnyov.
I residui del disastro di Chernobyl sono presenti anche nel fiume Prypiat, che raccoglie i fanghi inquinati provenienti da tutta la zona di Chernobyl. È molto difficile stabilire quali parti del mare di Kiev e delle acque limitrofe siano contaminate e se i pesci siano puliti, perché questi si spostano continuamente nelle acque, da una zona all’altra.
Le condizioni non sono diverse più a sud, quasi alla periferia di Kiev, vicino alla grande diga di Vyshgorod.
In questa zona, molte persone organizzano pic-nic, pescano e nuotano nel periodo estivo.
A distanza di trent’anni, il disastro di Chernobyl continua a costituire un pericolo serio per l’ambiente e per la salute della popolazione umana e animale.

Secondo gli studi, la zona del disastro sarà completamente ‘pulita’ e abitabile tra 20 mila anni.

(Video tratto dal canale Youtube: Euronews)

 

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