domenica, Novembre 28

Robot … di emergenza

0
1 2


Siete contenti di come è andata la vostra prima prova, quella sottomarina?

In questo momento i giudici non hanno ancora reso noti i risultati. Abbiamo incontrato qualche difficoltà, come del resto quasi tutti, e va detto che noi ci occupiamo di robotica sottomarina solo da alcuni anni, mentre in gara ci sono squadre di lunga esperienza. Comunque sia il robot si è comportato bene, siamo soddisfatti di quello che è riuscito a fare, e siamo pronti a rimediare ai problemi che abbiamo incontrato.

 

Quando è nata l’idea di usare i robot per salvare persone?

È difficile indicare un inizio vero e proprio. Già negli anni ’60 o ’70 del secolo scorso c’erano veicoli autonomi, e da allora la tecnologia ha sempre cercato di spingere avanti il limite di ciò che era possibile fare. I robot di oggi sono in grado anche di effettuare manipolazioni e di riconoscere oggetti, e infatti alcune delle prove comportano, per esempio, la chiusura di valvole sottomarine, o l’individuazione di persone ferite e di danni alle strutture. Più si va avanti e più ‘l’asticella’ si alza.

 

Le tecnologie che utilizzate qui verranno usate anche in vere operazioni di recupero?

I veicoli che concorrono a Eurathlon 2015, incluso il nostro, sono realizzati da studenti all’interno di strutture universitarie, e non sono prodotti commerciali. Tuttavia ci sono stati casi di robot nati in questo modo che poi si sono evoluti in modelli messi in commercio.

 

Molti sostengono che la robotica sarà uno dei settori fondamentali del futuro, e che l’Italia ha grandi potenzialità in questo settore. Pensi si faccia abbastanza perché queste potenzialità si concretizzino?

La mia opinione è ovviamente di parte, ma sono perfettamente d’accordo sul fatto che la robotica debba avere un ruolo fondamentale, nel presente e nel futuro. E indubbiamente il supporto che la robotica riceve potrebbe essere maggiore.

 

Sapresti indicarmi altre situazioni in cui robot come questi possono risultare utili?

Per esempio, il nostro gruppo negli anni scorsi ha partecipato, con due veicoli diversi, a due progetti che prevedevano l’uso di robot come ausilio per l’archeologia sottomarina, per operare in quegli scenari in cui, per la profondità o per altre condizioni, l’intervento umano appare troppo rischioso.

 

Nel prossimo futuro saranno più comuni robot umanoidi o completamente diversi dall’essere umano?

Dipende completamente dall’applicazione. L’obiettivo non è quello di creare un robot bello, ma efficiente. Alcune situazioni richiedono una struttura simile a quella dell’essere umano, anche se potenziata, mentre altre ne richiedono una diversa.

 

Quale sarà il campo in cui i robot si diffonderanno maggiormente nel prossimo futuro?

Direi proprio quello che vediamo qui all’Eurathlon: l’intervento rapido ed efficace in caso di disastri o situazioni rischiose, in cui la presenza di umani genererebbe ulteriori rischi. Ma la robotica significherà in ogni caso il potenziamento delle possibilità umane, qualunque sia il campo di applicazione.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->