venerdì, dicembre 14

Robespierre – Di Maio decide, condanna, esegue la condanna: da Genova a Corleone La condanna è preventiva, verticistica e definitiva verso i parenti del mafioso, per principio. La stessa logica aberrante che applicò con Autostrade per il crollo del ponte di Genova decidendo la sua esclusione da qualunque attività relativa alla ricostruzione

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Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre -come noto ai più, Luigi Di Maio escluso-, fu un esponente di spicco della rivoluzione francese, che prese il potere, togliendolo ad altri come Georges Jacques Danton, in nome di una purezza adamantina di princìpi, tale che non solo fece decapitare (ovviamente senza processo) Danton stesso, ma ne fece decapitare centinaia di altri, da lui ritenuti, diciamo così, ‘impuri’, talvolta con finti processi, per lo più senza, ma sempre in nome del popolo. Fu il ‘Terrore’, con la maiuscola, perché è ormai divenuto un modo di dire, un modo di essere. Poi, lo stesso Robespierre furovesciatoe condotto a sua volta alla ghigliottina, pare, ancora in stato confusionale per i colpi subiti durante l’aggressione che lo fece arrestare.
Per carità, non voglio fare un trattato di storia francese, ma solo ricordare come alle volte iprincìpifiniscono per essere lo strumento, più o meno cinico, per la conquista e la detenzione (e magari la scusa per la privazione) del potere.

In questi giorni a Corleone, luogo ben noto e non certo benevolmente pur essendo bellissimo (e il cui nome se fosse come si sostiene da qualcuno di provenienza araba significherebbe: ‘il luogo che ci rende estremamente felici solo a guardarlo’) è pur sempre un paese parte di uno Stato ‘civile’ come presume di essere l’Italia, si sono tenute le elezioni per il sindaco, da tempo inesistente perché costretto alle dimissioni per ‘infiltrazioni’ mafiose. Non è l’unico, né sarà l’ultimo luogo in cui entrambe le cose accadono. Ma non è l’unico, né sarà l’ultimo, luogo in cui la popolazione è semplicementepopolo’, nel senso vero e puro del termine, non in quello usato e abusato dai nostri governanti gialli e verdi. Popolo, cioè comunità di persone, dotate ciascuna di diritti, tutti i diritti, previsti dalla Costituzione e dalle leggi di questo Paese e del diritto internazionale e come collettività dei diritti e dei doveri delle collettività (Comune, Provincia, Regione, Stato, UE, ecc.).

Può ben darsi il caso che in quel paese la mafia controlli tutto, ma o si dimostra che tutti, ma proprio tutti, i cittadini di quel paese sono mafiosi, cioè attivamente legati alla mafia, non ‘solo’ succubi del potere mafioso, oppure sia pure un solo cittadino di quel paese, è un libero cittadino italiano che ha il sacrosanto e ineliminabile diritto ad essere trattato e rispettato come tale. Anzi,ad essere anche più precisi e perfino pignoli: tutti coloro che abitano quel paese, mafiosi o no, sono cittadini dotati di pari dignità e di pari diritti, salvo ad essere perseguiti e puniti, nel rispetto delle loro persone, se delinquenti, e rispettati se non delinquenti e finché non accertati come delinquenti; titolari di tutti gli obblighi e conseguenti diritti, derivanti dal fatto di essere esseri umani appartenenti alla specie ‘homo sapiens sapiens’, come ha cercato di spiegare di recente (e dovremmo vergognarci come italiani che ciò sia dovuto accadere) e, non ostenti gli abbai del (ahimè) nostro Salvini, con grande rispetto la Corte Europea dei Diritti dell’uomo.

L’aspirante sindaco dei M5S, decide di farsi fotografare e di manifestare amicizia per taluni ‘parenti’ di Bernardo Provenzano, di recente morto in carcere e capo riconosciuto della mafia siciliana. Si tratta, a detta del candidato, di persone che non hanno nulla a che vedere con la mafia, la loro unica colpaè di essere parenti di Provenzano. Potrei sorvolare, ma visto che tipo di personaggi affastellano con la loro nefasta presenza i nostri Governi (attuale e precedenti) non sorvolo sul fatto che nella nostra Costituzione si afferma che la responsabilità è personale, che nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva e che tutti i cittadini (tutti, vuol dire, proprio tutti) sono uguali di fronte alla legge e uguali tra di loro.
E qui, il nostro piccolo Robespierre fatto in casa, ignaro o meglio indifferente a tutto ciò, scatta, mostrando fino in fondo la sua totale assenza nonché di senso civico e di umanità, di senso della democrazia e di rispetto per la Costituzione. Dal sedile posteriore di una automobile (probabilmente di Stato … ma è in campagna elettorale, si può? O magari era solo un taxi pagato di tasca sua, come quando va in Cina come un passeggero qualunque -sic-, chi sa … attendo chiarimenti) registra la solita chiacchiera per Facebook e simili, per dire che annulla la sua visita a Corleone, che con le famiglie dei mafiosi non si parla, e che addirittura si propone di espellere l’aspirante Sindaco dalpartito’, che non è un partito, ma espelle come un qualunque partito, per avere espresso amicizia per parenti del mafioso, peraltro né colpevoli né imputati di nulla.

Ora, lungi da me la sola idea di entrare nel merito della questione. Ciò che mi offende, e mi disgusta, e dovrebbe offendere e disgustare chiunque abbia senso civico e democratico, è che la condanna è preventiva, verticistica e definitiva verso i parenti del mafioso, per principio. Non solo si afferma, incredibilmente, che se hai un parente mafioso, sei mafioso o almeno sei espulso dalla società civile, ma lo si afferma in maniera autoritaria: è Di Maio-Robespierre che decide, lui e solo lui, decide e condanna e esegue la condanna. La stessa logica aberrante che indusse il medesimo Robespierre vesuviano acondannare la società Autostrade per il crollo del ponte di Genova e adecederela sua esclusione da qualunque attività relativa alla ricostruzione e anche alla futura gestione delle autostrade: avete fatto crollare il ponte, ora fuori lo rifaccio io a modo mio, anzi, già che ci sono, facciamo anche un condono a Ischia e autorizziamo un po’ più di inquinamento nelle vostre patate.
E lo stato di diritto? E il principio per il quale i figli non pagano per le colpe dei padri, come i padri per quelle dei figli? E il diritto alla riservatezza? Tiziano e Matteo Renzi, Maria Elena Boschi e il papà, docent. E il principio per il quale nessuno è colpevole fino alla sentenza definitiva? vale solo per Virginia Raggi e non per i parenti di Provenzano come nemmeno per il sindaco Federico Pizzarotti? No, non valgono a quanto pare. Qui si fa in fretta, giustizia sommaria, decide il capo, condanna e esegue la condanna … Robespierre quello vero, almeno non manovrava la ghigliottina.
Ma la mentalità autoritaria, molto, molto peggio che fascista, e volgarmente propagandistica, si rivela anche in tutti i suoi comportamenti, non a caso ho sempre detto che tra lui e Salvini, il più pericoloso è Di Maio. Pensiamo agli ultimi colpi di teatro del giovane sanculotto: la ‘soluzione’ ridicola del problema degli sversamenti abusivi in Campania, mai inceneritori (ma sempre … cosa?) oppure, è cosa di questi giorni, l’annuncio (sempre via Facebook e simili) di avere disposto la stampa di cinque o sei milioni (cinque o sei, vi rendete conto?) di tessere per il reddito di cittadinanza; oppure la ridicola e offensiva sceneggiata delle occupazioni e dell’abbattimento delle case abusive dei Casamonica a Roma, con raccolta dei giornalisti alle 04.00 del mattino su autobus dell’ATAC (sic!) e dimostrazione della forza della Signora Raggi e del Signor Salvini, con la conclusione, davvero aberrante, della ‘visita’ (in favore di telecamere) del sedicente premier nelle stanze private (sig, Conte, private, lo sa che significa? Lei sostiene di essere un professore di diritto, o sbaglio?) dei Casamonica prima di abbatterne una parte … poi chi sa.

Detto solo incidentalmente, la legge in materia di reddito di cittadinanza non è stata ancora nemmeno abbozzata e potrebbe anche non entrare in vigore, ma Robespierre già dispone la preparazione dellecarte’. Ma poi, a qual titolo la dispone lui? Trattandosi, se si tratterà, di soldi da versare a quelle persone da parte dello Stato, sarà il Ministero dell’economia o magari la Banca d’Italia a doversene occupare, non Di Maio … se per caso non dovessero servire, ce le facciamo rimborsare direttamente da Robespierre?
Ma qui, come allora, uno solo è l’obiettivo, decidere, agire a prescindere dalle regole e della realtà, ma rigorosamente in favore di telecamera.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.