mercoledì, Settembre 22

Rizzi: le esternazioni preventive da Salvini

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Matteo Salvini, leader delle Lega (Nord e non solo) e di Noi con Salvini, aveva attaccato negli scorsi giorni i magistrati superando lo stesso Silvio Berlusconi. «La magistratura italiana è una schifezza». Ora è evidente che con queste parole, formalmente riferita alle vicende della ‘rimborsopoli’ che ha coinvolto anche leghisti liguri, voleva solo portarsi avanti col lavoro rispetto alla retata di quelli lombardi, poi effettivamente portata a termine ‘in diretta’ Martedì 16 Febbraio. Per quelle affermazioni antigiudici è stato indagato dalla Procura di Torino e rischia di essere condannato per vilipendio dell’ordine giudiziario. Ma cosa sarà mai.

Cosa sarà mai quando Fabio Rizzi, fedelissimo del Governatore della Lombardia Roberto Maroni, Presidente della commissione Sanità ed autore della Riforma ad hoc, viene arrestato. Insieme ad altri venti. Rea stato l’‘Assessore ombra’ dopo la cacciata di Mario Mantovani (Forza Italia), a sua volta arrestato per corruzione. Adesso anche per lui, medico anestesista di Varese, Consigliere regionale per la Lega, è giunto il tempo dell’ordinanza di custodia cautelare. I Carabinieri di Milano, su indicazione della Procura di Monza, sono intervenuti per un giro di mazzette e meccanismi per turbare appalti pubblici: gare bandite dalle aziende ospedaliere per la gestione in outsourcing di servizi odontoiatrici. Per la moglie di Rizzi ‘solo’ arresti domiciliari. Il peso dell’evento è enorme anche perché Rizzi è un vero e proprio pezzo di ‘storia della Lega’. Tesseramento al Carroccio nel 1992, dal 1997 Consigliere comunale a Besozzo, poi Sindaco dal 2007 al 2012. Negli stessi anni diventa anche Senatore (sino al 2013) ed è capogruppo per la Lega in commissione Igiene e sanità. Eletto in Lombardia nel 2013, parallelamente all’’avvento’ di Maroni, ne diventa subito la persona di riferimento per la Salute.

E quindi, quando Salvini lo scorso fine settimana dal palco del congresso della Lega Nord Piemonte, che dopo 15 anni archiviava l’era Cota, attaccava la magistratura italiana lo faceva a scopo preventivo. Tanto che sono quelle parole riferite a Magistrati colpevoli di occuparsi degli scontrini dell’Assessore leghista della Liguria, Edoardo Rixi, e non «della mafia e della camorra che sono arrivate fino al Nord», a risuonare analogamente oggi. «Se so che qualcuno nella Lega sbaglia sono il primo a prenderlo a calci nel culo e a sbatterlo fuori, ma Rixi è un fratello e lo difenderò fino all’ultimo da quella schifezza che è la magistratura italiana». Scrivere Rizzi al posto di Rixi et voilà. Appena più prudentemente oggi dice: «Chi sbaglia davvero, non merita la Lega. Ma spero che le accuse si rivelino una bufala e che alcuni Magistrati non siano in campagna elettorale, è accaduto già troppe volte».

Dunque la Lega ha le sue belle gatte da pelare. E le affronta come al solito rilanciando con virulenza. Per quanto riguarda quell’episodio, ormai quasi ‘vecchio’ a distanza di poche decine di ore dinnanzi all’incalzare degli eventi, il Procuratore di Torino Armando Spataro ha affidato alla Digos di Milano, sede ‘centrale’ della Lega, gli accertamenti per verificare la sussistenza del reato previsto dall’articolo 290 del Codice penale, punito con multa da 1000 a 5000 euro. Niente paura per Salvini che aveva subito rilanciato: «Ci sono tanti giudici che fanno benissimo il loro lavoro, penso a chi è in prima linea contro mafia, camorra e ‘ndrangheta. Purtroppo è anche vero che ci sono giudici che lavorano molto di meno, che fanno politica, che indagano a senso unico e che rilasciano in ventiquattrore pericolosi delinquenti».

Per concludere. «Finché la magistratura italiana non farà pulizia e chiarezza al suo interno, l’Italia non sarà mai un Paese normale». Volendo potrebbe oggi ripetere le stesse frasi giusto sostituendo ‘magistratura’ con ‘classe politica’. Nella fattispecie, ancor meglio, con ‘classe politica leghista’. Ma forse sarebbe pretendere troppo.

 

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