sabato, Settembre 18

Rivoluzioni: cause diverse e caratteristiche comuni

0

Beirut – Gli studi teorici occidentali delle più famose rivoluzioni mondiali rivelano l’esistenza di tratti in comune tra esse, utili a comprenderne le cause. Questi studi mostrano tratti comuni non solo sul come e il perché le rivoluzioni avvengano, nonostante abbiano diversi catalizzatori, ma rivelano altri fattori che le definiscono, quali ad esempio le condizioni temporali, spaziali e i diversi gruppi culturali, religiosi, sociali, politici ed economici soggetti a queste rivoluzioni.
I ricercatori sono in disaccordo riguardo la possibilità di prevedere le rivoluzioni. Alcuni di essi sostengono che queste si verificano improvvisamente, mentre altri credono che una rivoluzione solitamente prende avvio da un processo interno della comunità cui fa seguito l’azione rivoluzionaria. Inoltre, alcuni storici e ricercatori attribuiscono un ruolo predominante a fattori sociali ed economici, mentre altri ritengono che i motivi delle rivoluzioni siano principalmente politici, poiché derivano da tirannie e ingiustizie e portano le masse a insorgere contro gli oppressori. In alcuni casi, gli esperti suggeriscono che i fattori culturali o religiosi giocano un ruolo chiave nell’avvio delle rivoluzioni.
Si può quindi concludere che lo scoppio di una rivoluzione non è attribuibile a un solo fattore, bensì è la concomitanza di numerosi fattori e l’accumulo di cause che determina l’avvio delle rivoluzioni, anche se a volte un singolo elemento può dominare sugli altri.
Dopo la lettura di numerosi libri sulle più note rivoluzioni mondiali, tra cui quella francese, inglese, americana, russa e iraniana, ho scoperto alcune caratteristiche comuni che le uniscono. Innanzitutto, perché avvenga una rivoluzione è necessario che trascorra un periodo di tempo minimo in cui devono accumularsi e maturare i motivi per lo scoppio della stessa. Nel corso della storia, infatti, molte rivoluzioni sono fallite a causa dell’immaturità delle loro condizioni e della mancanza di elementi favorevoli che le incoraggiassero.
In secondo luogo, le rivoluzioni richiedono un leader che inciti la folla rivoluzionaria e che la conduca alla vittoria. Molti movimenti di opposizione e rivoluzioni non sono riusciti a raggiungere i loro obiettivi o sono falliti proprio a causa della mancanza di una leadership o dell’assenza di un leader ispiratore.
In terzo luogo, le rivoluzioni hanno bisogno di una dottrina o di un’ideologia che ne definisca principi e obiettivi e che contribuisca a incitare le masse a ribellarsi e a protestare per il raggiungimento degli stessi. Questa ideologia può essere religiosa, filosofica, politica, socio-economica o avere qualsiasi altro fondamento.
Quarto, le rivoluzioni devono essere ideate e organizzate da un partito, un’organizzazione o più gruppi in grado di radunare le masse e incitarle a ribellarsi contro i regimi o i governanti.
Quinto, per la rivoluzione è ampiamente determinante la mobilitazione delle folle attraverso i media, che si sono evoluti dalla carta stampata alla radio e alla televisione. Inoltre, al giorno d’oggi, Internet e i social media rappresentano uno dei principali mezzi per diffondere i messaggi rivoluzionari.
Una sesta caratteristica comune è che alcune rivoluzioni sono avvenute all’improvviso, senza pianificazione e preparazione da parte di un partito o movimento, ma sono state utilizzate come mero strumento per avere accesso al potere. Anche le rivoluzioni francese, americana e russa non sono state pianificate ma sono iniziate come proteste isolate e improvvisamente sono sfociate in rivoluzioni. I partiti organizzati e gli esponenti politici hanno aderito rapidamente a queste rivoluzioni. Questo è avvenuto nel caso delle rivoluzioni in Tunisia ed Egitto nel 2010 e 2011. Entrambe le rivoluzioni erano state avviate da singoli manifestanti che a poco a poco hanno guadagnato l’appoggio degli attivisti e dei cittadini con manifestazioni di massa. Con un ulteriore slancio, queste proteste si sono trasformate rapidamente in rivoluzioni, guidate da un insieme di attivisti, partiti e movimenti politici minori organizzati in gruppi di cittadini arrabbiati.
Un altro filo comune è la presenza di determinate condizioni per la nascita delle rivoluzioni a partire da vari fattori economici, sociali, politici e religiosi, come la disuguaglianza sociale, le tasse elevate, l’alto costo della vita per i poveri, l’incidenza della povertà tra grandi segmenti della popolazione, la corruzione della classe dirigente, l’oppressione, la repressione sull’opposizione, l’assenza di libertà, il dominio e l’influenza delle nazioni occidentali e l’indifferenza del governo nei confronti dei valori dei cittadini.
Lultimo fattore in comune tra le rivoluzioni è che possono radicarsi in contesti economici diversi. Contrariamente alle opinioni di Karl Marx e dei suoi seguaci, la perdita economica non è necessariamente il fattore principale che determina una rivoluzione. Le rivoluzioni non sono emerse solo nelle comunità che hanno subito crisi economiche, ma hanno preso piede anche in società relativamente ricche, come gli Stati Uniti, l’Iran e la Libia. In questi tre Paesi, la povertà e le perdita economica non sono stati i fattori primari per l’avvio della rivoluzione. Nonostante ciò, sia nella società americana che in quella iraniana, prima della rivoluzione alcuni gruppi sociali hanno avanzato richieste economiche mentre altri gruppi si sono opposti alle condizioni economiche esistenti.
«La mera esistenza della perdita non è sufficiente alla creazione di una ribellione», affermò Trotsky, uno dei leader della rivoluzione comunista in Russia. «Se fosse così, le masse sarebbero sempre nella condizione di ribellione e rivoluzione».
Crane Brinton, storico americano e autore di Anatomy of Revolution, ha scritto che «la società che precede una grande rivoluzione è il risultato di un insieme di tensioni sociali e politiche».
Hannah Arendt, filosofa tedesca naturalizzata statunitense, nel suo libro ‘Sulla Rivoluzione ha scritto che la violenza non è sufficiente quanto il cambiamento a riassumere il fenomeno della rivoluzione. Ha aggiunto, inoltre, che la rivoluzione può essere definita tale solo quando si verifica il cambiamento e quando la violenza viene utilizzata per attuare una diversa forma di governo, per formare un nuovo soggetto politico e solo quando la liberazione dalle persecuzioni conduce alla piena libertà.
Forse questo è il concetto di rivoluzione che dovrebbe essere considerato standard per giudicare quelle attualmente in corso nel mondo arabo, per rendere più facile la valutazione del livello e del tipo di cambiamento ed esaminare il livello di libertà, soprattutto politiche, che consentono ai cittadini di partecipare agli affari pubblici secondo i principi della democrazia.
Traduzione di Roberta Cotroneo

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->