mercoledì, ottobre 24

Rivoluzione Rai: rivoluzionerai? Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 26

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All’ antivigilia del rinnovo del Consiglio di Amministrazione dell’Ente radiotelevisivo di Stato, l’ennesima ‘rivoluzione’ Rai annunciata e sempre risoltasi, più o meno, in partita di Palazzo, la domanda è se sarà mai, finalmente, un reale ‘rivoluzionerai’. Anche se, dal punto di vista astrofisico, al termine di una rivoluzione i corpi celesti si ritrovano nello identica posizione di partenza. Qua da noi, sulla terra…

Il Movimento Cinque Stelle sceglie la strada del voto online per la selezione dei candidati per il Cda Rai. Gli ‘altri’ proseguono il cammino aduso. Così martedì 17 luglio (2018) si terrà dunque, dalle 10 alle 19, la consultazione degli iscritti, suRousseau’, ‘Sistema operativo del MoVimento 5 Stelle’. Spiegano gli stessi responsabili dello strumento di approfondimento e democrazia diretta, fiore all’occhiello di Casaleggio (Gianroberto che l’aveva ideato, ed ora il figlio Davide che ne rappresenta la felice continuità): «I suoi obiettivi sono la gestione delle varie componenti elettive (Parlamenti italiano ed europeo, consigli regionali e comunali) e la partecipazione degli iscritti alla vita del MoVimento 5 Stelle. Su ‘Rousseau’ è possibile proporre una legge, votare per la scelta delle liste elettorali o per definire le posizioni politiche del MoVimento 5 Stelle rispetto a temi specifici. Chiunque può accedere a Rousseau ma solo gli iscritti al MoVimento 5 Stelle possono parteciparlo attivamente». Il voto avviene su una rosa di cinque nomi. «È stata fatta una prima scrematura e sono stati individuati dei profili pronti ad impegnarsi nella realizzazione della nostra visione di tv pubblica. I profili più votati saranno quelli che il M5S esprimerà in Parlamento. Ogni iscritto potrà esprimere una sola preferenza».

Su ‘Rousseau’ appaiono i loro curricula. Paolo Cellini: manager, insegna economia digitale alla Luiss, ha lavorato per Microsoft e Walt Disney. Beatrice Coletti: manager anche lei (termine che come la camicia azzurra si porta su tutto), esperienze televisive a ‘La7’, ‘Sky’, ‘Fox’ e già Amministratore Delegato di ‘Sportcast’, la casa di produzione del canale ‘Supertennis’ della Federazione Italiana Tennis. Paolo Favale: avvocato, già Dirigente Rai, a lungo responsabile del settore di Consulenza giuridica di viale Mazzini. Claudia Mazzola, giornalista del Tg1, già a Rai Parlamento e alla trasmissione ‘Telecamere’. Enrico Ventrice: documentarista e produttore televisivo, negli ultimi anni ha lavorato per la ‘GVG’, ‘Global Vision Group’, azienda italoamericana che si occupa di produzioni televisive. Un fatto curioso: la Mazzola era stata attaccata nel 2014 dal responsabile comunicazione M5S alla Camera, Rocco Casalino, per un suo servizio andato in onda proprio sul Tg ‘principe’. «Siamo stanchi di assistere all’ennesimo servizio fazioso del Tg1» era stato il suo post, pubblicato allora sul Blog di Beppe Grillo. Capo d’imputazione: avere trasmesso solo 15 secondi di un videomessaggio dello stesso Grillo che rispondeva a Matteo Renzi, omettendo la parte dedicata alla «crisi economica del Paese». Un piccolo episodio, nel suo complesso, che deporrebbe a favore della trasparenza del M5S verso l’informazione, settore su cui si addensano pesanti nubi da parte neoleghista anzitutto, ma anche con qualche inquietudine causata dai comportamenti Cinquestelle.

Quanto alla ‘partita’ globale Rai, indubbiamente un positivo passo in avanti da questo metodo arriva. Tanto più che si tratta di un comportamento esercitato in costanza di Governo, il che lo rende ancor più significativo. Quanto alla Rai, la sua governance ed un eventuale Nuovo Progetto vedremo. Scettici, ma ben disposti a ricrederci.   

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’