domenica, Settembre 26

Riuscirà il nostro Walter Villadei a diventare astronauta? Resta a terra l’aspirante astronauta che, nonostante gli sforzi dell’Aeronautica e delle istituzioni amiche, si vede ancora ritardare l’accesso allo spazio

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Stavolta sembrava la volta buona, tant’è che l’Aeronautica Militare Italiana si è spesa con l’annuncio ufficiale, scomodando addirittura l’Ulisse dantesco, per parte sua comodamente arroccato all’ultimo piano delle fiamme del XXVI canto dell’inferno: e nel testo del lungo comunicato che l’Arma Azzurra ha distribuito nei giorni scorsi urbi et orbi, si è annunciato che il col. Walter Villadei, ingegnere e aspirante cosmonauta, avrebbe dovuto partire a fine di questo mese dallo Spaceport America in New Mexico con il ruolo di comandante dell’equipaggio italiano a bordo dello Spaceship Two della Virgin Galactic in volo suborbitale. Obiettivo dichiarato della missione, il monitoraggio degli apparati per le sperimentazioni in microgravità, indossando una innovativa tuta intelligente (Smart Suit), in cui sono coniugate moda e tecnologia italiane, ma principalmente –lo speriamo- l’apparecchiatura sarà in grado di misurare i parametri biometrici delle reazioni fisiologiche durante il volo. Però il diavolo –mai scomodarlo in questi casi- ci ha messo il suo codino. Per la Virgin Galactic, il 23° volo -il primo concepito per esperimenti e progetti di ricerca operati e controllati direttamente dal personale a bordo- si è trovato in un intoppo pieno di spilli. La Federal Administration Aviation (FAA), è notizia di poche ore fa, ha bloccato la compagnia dell’inglese Richard Branson per cui il grosso White Knight progettato da Robert Morgan e James Tighe con lo Space Ship in pancia non potrà operare prima che sia conclusa l’istruttoria di un’inchiesta che sta gettando ombra su un evento che avremmo visto tutti con grande attenzione appena poco di due mesi fa.

L’autorità federale che sovrintende la regolarità dei voli negli Stati Uniti ha rilevato infatti che l’11 luglio scorso, quando per la prima volta lo stesso Branson era partito per la grande missione a bordo della VSS Unity, portando con sé il fratello Mark, l’aviatrice Mary Wallace Funk di 82 anni (rifiutata in gioventù dalla Nasa perché donna) e lo studente diciottenne olandese Oliver Daemen, accadde qualcosa di anomalo nell’ultima fase del breve viaggio. Secondo una ricostruzione della FAA, la navicella che trasportava il magnate e i suoi ospiti, dopo essere stata sganciata dall’aeronave madre pilotata da Dave Mackay e Michael Masucci, avrebbe deviato dalla traiettoria stabilita in una manovra incontrollata. E cioè, l’apparecchio non sarebbe riuscito a mantenere una rotta stabilita, inclinandosi e costringendo ad effettuare manovre di correzione. Un fenomeno che per i controllori americani impone la necessità di analizzare ogni fattore. E così, la missione con il nome angelico Virtute-1 per adesso resta a terra.

Resta a terra Villadei che nonostante gli sforzi dell’Aeronautica e delle istituzioni amiche non riesce ancora a essere qualificato astronauta. Libera uscita anche per il solito Masucci e RickSturckow, che indugiano in hangar, in attesa degli esiti dell’indagine.

E siamo rammaricati che nemmeno partiranno Angelo Landolfi, tenente colonnello medico, che avrebbe dovuto effettuare test sulle prestazioni cognitive in microgravità e Pantaleone Carlucci, ingegnere del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che aveva in programma alcuni esperimenti sempre in ambito della microgravità, fenomeno di grande interesse per la permanenza dello spazio. Un aspetto delle missioni spaziali così importante da aver fatto dichiarare alla presidente del CNR, Maria Chiara Carrozza, secondo le fonti di AM: «La collaborazione consentirà di condurre, in condizioni di microgravità, esperimenti multidisciplinari che permetteranno di accrescere le conoscenze scientifiche e di caratterizzare meglio i voli suborbitali, nella prospettiva di renderli accessibili a un numero sempre maggiore di persone e di operarne in Italia». E, passaggio assai significativo dell’ex ministra: «L’aerospazio è un settore strategico e il Consiglio Nazionale delle Ricerche prosegue nel fornire supporto al sistema Paese, impegnando i suoi ricercatori in stretta collaborazione con le istituzioni nazionali preposte alla sicurezza nazionale».

Una grossa contrarietà, indubbiamente: il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica gen. di squadra Alberto Rosso, nel corso dell’annunzio aveva dichiarato: «Quello che presentiamo oggi è un esempio di un doppio binomio: quello tra mondo privato e pubblico, ma anche tra mondo civile e militare. È una forma di collaborazione tra istituzioni al servizio del Paese, che fanno squadra per sviluppare una opportunità incredibile sotto molti punti di vista: ricerca tecnologica, sviluppo commerciale, crescita economica, anche in termini di offerta di lavoro per i giovani».

Siamo in attesa anche noi di comprendere che cosa abbia significato l’accensione della luce rossa nel volo durato in tutto 71 minuti per portare i passeggeri appena fuori dal confine ideale dell’atmosfera terrestre con lo spazio esterno detto la linea di Karman: la segnalazione certo di un problema che avrebbe potuto portare a un esito fatale, visto che l‘agenzia statunitense è stata così severa ma a quelle quote e a quelle velocità ogni stranezza deve essere tenuta sotto controllo per evitare effetti dirompenti sia per i passeggeri che per l’intera missione.

Al momento resta da dire che con questa sospensione Branson non avrebbe battuto il record, dovendo cedere a Blue Origin il primato del volo suborbitale effettuato da privati. Jeff Bezos nella corsa non istituzionale verso lo spazio al momento è il numero uno. La decisione della FAA potrebbe dunque intersecarsi con la guerra in atto tra miliardari che rivendicano una superiorità temporale per passare effimeramente alla storia o qualcosa di molto più serio. Visibilità esasperata o zelo di sicurezza?

A noi dispiace per il col. Villadei che ancora una volta vede ritardare l’accesso nello spazio, così atteso nell’angusto vano russo della Stazione Spaziale Internazionale a 400 km. di quota che però si sarebbe accontentato di entrare nel gotha degli astronauti italiani pur superando appena i fatidici 100 km. che qualcuno ha definito mercatisticamente il limite per non essere più pilota ma astronauta e considerare tali anche i turisti danarosi che salgono a bordo di un razzo senza preparazione e senza anni e anni di duri studi nei centri di addestramento.

Opus est virtude: ci vuole coraggio, avrebbe dichiarato sornionamente Cicerone!

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