mercoledì, Ottobre 20

Ritratto di politico italiano. O forse no field_506ffb1d3dbe2

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Poi basta una parola e si lancia in arringhe interminabili. Ascolta musica: sempre la stessa. Non ha più amicizia per nessuno: l’uomo, dice, è «un risibile batterio». I nemici insetti nocivi da schiacciare tra le dita. Ha tenerezza solo per la sua cagna. Anche il suo popolo è spregevole. Ha un profondo disprezzo per i suoi massimi dirigenti, che considera incompetenti e traditori: pensa di essere lui il più grande di tutti i tempi. Obbedendo a un principio: mai ritirarsi, anche a costo di venire accerchiati e distrutti, si costringe così a terribili sconfitte. E’ malato. E ad un certo punto, anche secondo i suoi, fa «un’ impressione sconvolgente». Invecchiato: soffre di capogiri; la sola vista dell’esterno gli dà un acuto malessere. Aria stanca, volto sfinito: occhi vacui e giallastri: spalle curve; la mano sinistra trema di continuo. Soffre di una terribile insonnia: teme l’angoscia della notte; a volte singhiozza. E’ nelle mani del suo medico che lo riempie di medicine, sino a ventotto diverse pasticche al giorno. Pallido e stanco per le lunghe veglie, giocherella nervosamente con occhiali e matite di vari colori, infilate tra le mani. Ha emicranie, mal di denti, crampi allo stomaco, attacchi di cuore… Mangia quasi solo dolci e gelati. Diventa, secondo un suo braccio destro «un rottame umano rimpinzato di dolci». E si avvia alla fine come immerso nell’ultima menzogna di una lunga serie di menzogne.

I cenni biografici che abbiamo appena fornito sono prelevati dall’ampio ritratto di un eminente leader politico tracciato da Piero Citati per il ‘Corriere della Sera’ del 10 luglio 2016. Sono ripresi testualmente dalle parole del grande scrittore e critico letterario. Fatta ovviamente salva l’omissione di parti, parole e nomi. E giusto con l’adattamento di qualche tempo verbale, qualche piccola aggiunta a nostro gusto, e simili marginali interventi. Quanto al più o meno calzante ’adattamento’ ad uno o più dei protagonisti odierni, totale o parziale, è affidato all’intelligenza ed alla propensione di ciascuno. Nulla corrisponde in toto a uno, molto a qualcuno, qualcosa a molti. A proprio genio ognuno può dunque attribuire ‘a ciascuno il suo’. Per migliore comprensione riportiamo parte del sommario: ‘Considerava i nemici come insetti da schiacciare, ma disprezzava anche il suo popolo’. Per completezza, il titolo del magistrale pezzo di Citati è ‘Adolf Hitler e i suoi misteri. Un solitario seminatore d’odio’.

 

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