giovedì, Maggio 13

Ritardi e cancellazioni dei voli? AirHelp lotta per te Una app nata nel 2013 da giovani startupper dà la possibilità di esercitare il diritto di essere rimborsati

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Questa volta è il caso di dire grazie alla regolamentazione europea EC261/2004 e alla norma che stabilisce che i passeggeri possono esercitare il diritto di essere rimborsati dalle Compagnie aeree in caso di cancellazione del volo o di arrivo in ritardo (oltre tre ore).

Il rimborso oscilla fra i 250 e i 600 euro, in base alla lunghezza della tratta, ed è applicabile persino ai low cost.

In teoria basterebbe scrivere una raccomandata al vettore aereo, allegando la copia del proprio biglietto con le informazioni circostanziate sul disagio subito; ma non sono molti i passeggeri a decidere di inoltrare questo tipo di reclamo con il ‘fai da te’.

Generalmente, infatti, si lascia perdere, e la ragione principale è che la maggior parte dei passeggeri non sa di potere esercitare questo diritto; d’altro canto, spesso i reclami individuali lasciano il tempo che trovano, sebbene siano stati inoltrati in forma scritta. Inoltre, la scusa più comune, quella dei ‘motivi tecnici’, è sempre buona.

Alla possibilità di esercitare il diritto di essere rimborsati, però, ci ha pensato AirHelp, una app nata nel 2013 da giovani startupper partecipanti al ‘Project Gateway‘, un programma per futuri imprenditori che seleziona ogni anno i migliori venti nuovi progetti d’impresa da finanziare nel mondo.

Il siracusano Danilo Campisi (29 anni) non si è di certo lasciato sfuggire l’opportunità di mettersi in gioco e, con un ingente finanziamento ottenuto tramite l’incubatore ‘Y Combinator’, AirHelp è diventata operativa sul web in Italia, Regno Unito, Danimarca e Polonia, oltre che nelle due sedi americane di SanFrancisco e New York. E così la vita di Danilo Campisi, country manager per l’Italia e responsabile marketing internazionale di AirHelp, è cambiata per sempre.

 

Quanto costa chiedere un risarcimento attraverso la vostra app?

Seguiamo noi tutta la pratica dal punto di vista burocratico e, se necessario, anche legale, fino a quando non otteniamo il risarcimento dalla compagnia aerea. Quando questo avviene, tratteniamo il 25 per cento, IVA inclusa, e versiamo il resto al passeggero. Se il rimborso non viene erogato, però, il richiedente non ci deve nulla.

Avviene tutto solamente online? Come siete strutturati in Italia?

Sì, l’approccio principale con noi avviene online. In Italia abbiamo solo un piccolo studio d’appoggio a Torino, che uso io quando mi sposto da un incontro di lavoro a una conferenza, ma in genere ormai risiedo a New York, insieme al management team. Però il team italiano si trova a Danzica, in Polonia, dove abbiamo uno dei nostri uffici principali. Vi lavorano un centinaio di operatori.

Quanti rimborsi siete riusciti a fare ottenere a chi si è rivolto a voi?

Abbiamo registrato in soli due anni il 60 per cento di casi vinti con successo in prima istanza e il 99 per cento di quelli vinti attraverso il ricorso legale. Infatti, tutti i casi che in prima istanza non sono risolvibili tramite la compagnia aerea vengono inoltrati tramite una procedura legale. E il nostro tasso di vittoria finale è del 99 per cento.

Quali sono le motivazioni principali per i casi rifiutati?

I casi che non porterebbero al successo del nostro intervento sono preventivamente scartati e sono quelli -i cosiddetti ‘non eleggibili’- riferibili a reali motivi di calamità naturali, non dipendenti dalla compagnia aerea, come un incendio all’aeroporto di Fiumicino o un’eruzione dell’Etna, tanto per citare alcuni esempi. Sono invece sempre eleggibili, ma i viaggiatori lo ignorano, i problemi tecnici, che vengono accampati come scusa dai vettori aerei nel 90 per cento dei casi di ritardo del volo o di cancellazione dello stesso. I motivi tecnici non sono un ostacolo per ottenere il rimborso!

Avete stretto degli accordi con le compagnie aeree?

Sì, abbiamo raggiunto accordi con le maggiori agenzie di viaggi del mondo, fra cui Expedia. Nell’ambito dell’apposita regolamentazione europea, e con prove alla mano, come la copia del biglietto aereo e il check sullo stato del volo, che è una verifica che il richiedente deve effettuare a priori tramite la app di AirHelp, prima di delegarci a inoltrare la richiesta di risarcimento, posso affermare con orgoglio che lottiamo noi al posto dei clienti, soffiando sul collo delle compagnie aeree. Ma le compagnie hanno già capito che facciamo sul serio.

Quali sono gli importi dei rimborsi?

Le faccio alcuni esempi. Per distanze minori di 1.500 chilometri, come Roma-Milano, garantiamo un indennizzo di 250 euro. Per distanze superiori e fino a 3.500 chilometri il rimborso è di 400 euro, fino a toccare i 600 euro per i voli superiori a 3.500 chilometri. Il vantaggio rimane anche se si viaggiava in coppia, in quanto ogni richiesta è individuale. Da questi rimborsi va sottratto il 25 per cento della nostra commissione in caso di vittoria, e zero in caso di mancato rimborso.

Quanto è grande il vostro business potenziale in Italia?

Su un milione e mezzo di voli nazionali annuali si calcola che il 2 per cento registri dei ritardi di lungo periodo, cioè superiori alle tre ore. Questo significa che su circa 150 milioni di passeggeri all’anno, almeno tre milioni avrebbero il diritto di essere rimborsati. Ma per ora AirHelp è stata utilizzata soltanto dallo 0,1 per cento dei passeggeri aventi diritto. Siamo certi, però, che la nostra mole di lavoro sia destinata a crescere parecchio, mano a mano che si spargerà la voce.

Cifre da capogiro allora. Quali sono i casi più ricorrenti sui ritardi dei voli in Italia?

L’aeroporto più frequentato in Italia è Fiumicino, dove si registra il picco più alto di richieste di risarcimento. Nella giornata campale del 16 settembre del 2014, ad esempio, circa 16.294 passeggeri furono lasciati a terra o partirono in ritardo; il che, tradotto in rimborsi, corrisponde a sette milioni di euro. Diciamo che nel 2014 per ogni quadrimestre i nostri report registrarono 148mila viaggiatori ritardatari a Fiumicino, 50mila a Malpensa e 11mila a Caselle. Torino Caselle, infatti, è l’aeroporto più virtuoso d’Italia.

 

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