martedì, Novembre 30

Rischio siccità in Indonesia Razionata l’acqua, distribuita con le autobotti nelle zone più colpite e si prevede il peggio

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Bangkok – Numerosi villaggi nei Distretti di Nusa Tenggara Occidentale in Indonesia stanno affrontando una improvvisa contrazione delle disponibilità d’acqua potabile, stante una recente ed altrettanto improvvisa dichiarazione di stato di emergenza effettiva dagli inizi di Giugno fino a Dicembre compreso. Una forte siccità ha colpito i villaggi compresi nei territori di Lombok Est e Lombok Centrale sull’Isola di Sumawa.

«Lo stato di emergenza per disastro ambentale derivante da siccità è stato promulgato attraverso un decreto governatoriale fin dagli inizi di Giugno, seguendo la espansione delle condizioni di siccità in sempre più numerose regioni di Lombok e Sumatra. Non solo l’agricoltura viene sottoposta a minaccia ma anche l’acqua potabile a disposizione delle persone e delle loro quotidiane necessità», ha affermato Werdha Magma Ardi, Capo dell’Agenzia per la Mitigazione dei Disastri nelle Provincie BRBD in un incontro avuto coi media locali nella giornata di ieri. Werdha Magma Ardi ha affermato che secondo una analisi condotta dall’Agenzia per la Mitigazione dei Disastri nelle Provincie in base a dati stilati e messi a disposizione dell’Agenzia per la Meteorologia, Climatologia e Geofisica BMKG ed il Centro Informazioni Risorse Idriche, la siccità potrebbe assurgere al suo picco tra Ottobre e Novembre.

Nel gestire l’emergenza siccità, l’Agenzia per la Mitigazione dei Disastri nelle Provincie e l’Agenzia dei Servizi Sociali sta pianificando di concentrare sui residenti richiedenti acqua l’Agenzia per l’Agricoltura per curare direttamente il settore dell’irrigazione mentre l’Agenzia dei Lavori Pubblici svilupperà propri invasi artificiali e nuove fonti di acqua. «Abbiamo anche proposto un budget di 10 miliardi di Rupie (circa 870.000 Dollari USA in termini di controvalore) all’Agenzia per la Mitigazione dei Disastri nelle Provincie da usarsi per limitare la crisi idrica a Nusa Tenggara Occidentale, per mettere a disposizione forniture d’acqua alle aree colpite così come escavare e cercare acqua da fonti profonde», ha aggiunto Werdha Magma Ardi. In sede separata, il Capo dell’Agenzia del Registro Civile, della Popolazione e Sociale, Bachruddin ha affermato che decine di villaggi a Lombok Est e Lombok Centrale hanno dovuto subìre contrazioni nelle forniture di acqua fin dall’arrivo della seconda stagione secca agli inizi di quest’anno.

A Lombok Est, la crisi idrica ha colpito almeno quattro villaggi nel Distretto di Sambelia ed otto villaggi nel Distretto Jerowaru, mentre nel Lombok Centrale la siccità ha colpito decine di villaggi a Pujut, e nei Distretti di Praya Est e Praya Nord Ovest. Bachruddin ha affermato che le contrazioni delle forniture d’acqua sono un fenomeno praticamente annuale nella zona di Lombok di fatto in ogni stagione secca specialmente da Luglio fino al picco alto delle temperature a Novembre. In ogni caso, quest’anno la stagione secca è giunta prima e più intensa del solito ed ha preso avvio già ad Aprile. Da Luglio fino a Settembre lo scorso anno, ha aggiunto Bachruddin, la siccità ha colpito più di 18.000 famiglie in 25 villaggi nelle reggenze di Lombok Nord, Ovest, Centrale e Orientale.

«Siamo sempre ostacolati da un numero ridotto di aubotti e la gran parte delle località colpite sono difficili da raggiungere», ha affermato Bachruddin. Secondo quanto riferito, l’Agenzia dei Servizi ha a propria disposizione solo cinque autobotti per il trasporto di acqua potabile, ognuno con una capacità di 5.000 litri. Una delle maggiori difficoltà nel trasaportare acqua da portare nelle località colpite da siccità è che la gran parte dei centri abitati collocati all’interno delle aree colpite da siccità non hanno silos o contenitori per l’acqua potabile di dimensioni adeguate al bisogno. Quest’anno l’Agenzia per i Servizi Sociali ha chiesto fondi addizionali per 145 miliardi di Rupie (circa 12,296) per procurarsi ulteriori 30 autobotti, ognuno con una capacità di 2.500 litri, per un certo numero di villaggi nelle aree colpite da siccità nei pressi di Lombok Est.

I cambiamenti climatici nell’area hanno determinato vari effetti negativi difficili da governare allo stato attuale: il “caso” indonesiano dove la stagione secca prevale sulla parte rimanente dell’anno, dimostra che via via nel tempo –mediamente- il riscaldamento globale in chiave indonesiana rappresenta la “copertura” dei ¾ dell’anno di temperature alte e spesso da condizioni di siccità, condizioni che colpiscono i cittadini delle aree urbane, certo, ma i cui effetti sul mondo della produzione agricola si abbattono con maggior ferocia.

Quel che risulta paradossale è che anche nella sola area Sud Est asiatica, volendo circostanziare il discorso delle macroscopiche mutazioni climatiche, si notano contrasti davvero drammatici. Ad esempio, negli ultimi giorni, mentre in Indonesia si discute su come contrastare la siccità e già si adottano strategie di emergenza, visto che ci si avvia a grandi passi picchi peggiori in direzione della coda dell’anno, in Thailandia le Autorità (in questo momento di tipo militare) sono in fase di valutazione del rischio alluvioni: la Capitale (già attraversata dal grande fiume Chao Praya) ed altre zone della Thailandia sono state sottoposte da giorni alle sferze della pioggia pressoché incessante e questo mette sotto pressione la disponibilità di acqua potabile (le condutture non sempre sono adeguate in tutti i loro tratti per una maggiore portata d’acqua) ma anche la resistenza delle dighe e degli invasi (sia quelli destinati all’ottenimento di energia da fonte idrica sia quelli di tutta la rete di irrigazione nel contesto agrario). Corre l’obbligo di ricordare che nel 2011 le acque –dopo settimane di pioggia battente- sfondarono gli argini ed invasero la Capitale Bangkok, portando con sé anche coccodrilli, crotali e serpenti di ogni genere e per muoversi in alcune zone -o anche semplicemente per fare la spesa- bisognava andare in apposite location e soprattutto con mezzi di fortuna come barche. In Indonesia, invece, oltre al rischio della siccità, bisogna annoverare il correlativo rischio degli incendi boschivi, spesso così vasti e intensi da depauperare certamente la ricchezza boschiva dell’Indonesia ma soprattutto causa di immense nuvole di fumo che inquinano altrettanto spesso non solo i cieli d’Indonesia ma anche quelli delle Nazioni limitrofe.

 

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