sabato, Settembre 25

Risarcimento danni, quali responsabilità per il personale sanitario?

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Lo scorso 28 gennaio è stato approvato alla Camera dei Deputati, a larga maggioranza, il DDL sulla responsabilità professionale del personale sanitario. Il testo è già approdato al Senato dove si prevede, in tempi brevi, l’esame in Commissione  Sanità. Il nuovo testo unificato affronta una serie di questioni assai delicate che riguardano il diritto alla salute, con specifico riguardo alla sicurezza delle cure e alla prevenzione del rischio socio- sanitario. Tra gli aspetti oggetto di dibattito parlamentare vi è il controllo della qualità delle prestazioni e delle cause di decesso nelle strutture sanitarie pubbliche e private.

I dati pervenuti nella relazione conclusiva della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario, istituita dal 2009 al 2013, «indicano che il 78,2% di medici ritiene di correre un maggiore rischio di procedimenti giudiziari rispetto al passato». Inoltre« il 65,4 per cento ritiene di subire una pressione indebita nella pratica clinica quotidiana a causa della possibilità di tale evenienza».

Questo è uno dei motivi (ma non l’unico) per cui i medici adottano, sempre con maggiore frequenza, la cosiddetta ‘medicina preventiva‘, cioè la prescrizione in eccesso di esami per avere maggiore garanzia sulla correttezza della diagnosi e della terapia da somministrare al paziente. Tra gli altri motivi – secondo i dati della relazione – vi è la pressione dell’opinione pubblica, ma anche il timore di un intervento da parte della magistratura, in caso di errore sanitario, e il protrarsi di lunghi contenziosi non solo tra pazienti, strutture sanitarie e operatori medico-sanitari, ma anche tra colleghi.

La medicina difensiva ha assunto nel corso degli anni un peso sempre più rilevante, si tratta di un fenomeno che ha generato, secondo gli addetti ai lavori, un sensibile aumento dei volumi di attività. Il DDL tenta di ridurre, da un lato, il rischio di denunce di mal practice per i camici bianchi, e dall’altro di garantire il diritto alla salute e il supporto tecnico ai pazienti attraverso l’istituzione del Difensore civico. Le Regioni regolano, con apposite normative, l’intervento del Difensore civico, istituiscono il Centro per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente che ha il compito di raccogliere i dati regionali sugli errori sanitari e sul contenzioso”, spiega Alessandro Solipaca, Responsabile scientifico Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. “Il ruolo del Difensore civico descritto nel DDL è quello di raccogliere le segnalazioni delle disfunzioni, valutarne la fondatezza e intervenire a tutela del paziente secondo i poteri e le modalità stabilite dalla normativa regionale.

La prevenzione del rischio sanitario avverrà attraverso il monitoraggio dei comportamenti dei singoli professionisti nell’esercizio della propria professione (per evitare errori dovuti a negligenze, imprudenze o imperizie) tenendo conto di una concomitanza di fattori legati all’aspetto organizzativo, all’ambiente di lavoro, e alle competenze messe in campo dall’equipe medico-sanitaria e assistenziale.

L’istituzione dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza nella sanità dovrebbe garantire la trasparenza rispetto agli errori sanitari. Di rilievo appare l’articolo 5 del DDL che istituisce, per la prima volta, la sistematizzazione delle raccomandazioni, delle linee guida e delle buone pratiche elaborate dalle società scientifiche iscritte in un elenco istituito e regolamentato dal Ministero della salute e pubblicate sul sito dell’Istituto superiore di sanità” aggiunge il Responsabile scientifico.

Tuttavia su questo aspetto precisa che  il DDL, nell’istituire la figura del Difensore civico, il Centro per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente e l’Osservatorio nazionale sulla sicurezza nella sanità, non prevede risorse aggiuntive, ciò rischia di depotenziare l’efficacia di questi istituti”.

Il DDL interverrà in maniera profonda sull’attività di prevenzione del rischio sanitario nelle strutture pubbliche e private attraverso un riferimento organizzativo che in gergo tecnico si chiama ‘risk management’. Saranno gestiti in modo preventivo tutti i fenomeni sentinella che saranno selezionati e verificati attraverso centri regionali coordinati da un Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza nella Sanità che dovrà verificare il lavoro svolto su tutto il territorio italiano affinché un singolo evento non solo non si verifichi più in quell’ospedale, ma diventi patrimonio di altre strutture. Per la prima volta, creiamo una infrastruttura che, da nord a sud, interverrà in modo preventivo sul tema del rischio sanitario” aggiunge Federico Gelli (Pd), relatore per la maggioranza dei lavori parlamentari su questo testo di legge.  

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