mercoledì, Agosto 4

Risarcimento alle banche per le surroghe Sistema di regolazione delle estinzioni anticipate dei mutui adottato in Germania per l'Italia?

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Ed ecco che il modello tedesco diventa la soluzione per mediare da una parte i consumatori e dall’altra le banche? Potrebbe esserlo se ci fossero anche gli altri vantaggi che i vicini teutonici hanno e precisamente: minor costo della vita, stipendi più elevati, minori tasse, e mutui a tassi meno elevati. A tutto questo si aggiunge la possibilità (e la relativa necessità) di dover prendere somme di denaro più basse, per finanziarsi l’acquisto della casa, e un atteggiamento che per tradizione difficilmente prevede la tendenza a cambiare spesso casa, con un turnover immobiliare modesto. Quindi anche la soglia dei 10 anni, al di sotto dei quali, in caso di estinzione anticipata si va incontro al pagamento di penali, è giustificato in questo contesto.

Ma la situazione in Italia, sia per il mercato delle case, che per quello dei prestiti, è completamente differente. Quindi sostanzialmente il radicale cambiamento del decreto Bersani sulla surroga, non può che peggiorare una situazione che ha liberato i titolari di un mutuo da contratti spesso eccessivamente onerosi, riducendo il potere negoziale delle banche.

Ulteriore ed importante domanda. Bisogna quindi farsi rassicurare dalle parole dei portavoce del Governo che hanno detto che non c’è alcun rischio di penalizzazioni in Italia? La risposta appare nebulosa visto la soluzione intermedia che, secondo indiscrezioni, il governo starebbe mettendo a punto. Quest’ultima infatti consisterebbe in una intelaiatura della normativa che lascerebbe più libertà alle banche per introdurre delle commissioni di estinzione per surroga, a titolo di risarcimento (ovvero indennizzo) per la perdita economica e le spese a cui va incontro.

Insomma, si creerebbe una situazione simile alle spese di stacco di un operatore telefonico, ormai considerate legittime a patto che rimangano al di sotto di specifiche soglie controllate dall’Authority. Infatti, allo stesso modo, secondo l’ottica del Governo, da una parte sarebbero tutelati gli interessi delle banche, nel libero esercizio della propria attività, mentre dall’altra non si andrebbe a ‘ledere’ eccessivamente il diritto spettante ai mutuatari, e si compirebbe il compitino assegnato dalla Ue senza l’ennesima polemica.

A questo problema se ne affiancherebbero altri però, considerato che ci sono tantissime questioni aperte, alle quali i governi italiani non hanno l’attitudine di trovare mai delle soluzioni in via preventiva (la storia dei vari esecutivi insegna questo), quanto piuttosto rincorrere un problema e rattoppare la falla con una serie di tentativi fino a trovare quello che sistema meglio le cose. Ma le domande ci sono già, del tipo: chi dovrebbe calcolare l’equo indennizzo o recupero spese? Quali sarebbero quindi concretamente le limitazioni al trasferimento di un mutuo? E quali gli effetti in generale sulle estinzioni anticipate, e quanti i vincoli che si sarebbe costretti a sopportare?

 

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