sabato, Ottobre 23

Risarcimento alle banche per le surroghe Sistema di regolazione delle estinzioni anticipate dei mutui adottato in Germania per l'Italia?

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L’Unione Europea impone il raggiungimento di un livello di ‘unità’ che fino ad oggi gli Stati membri si sono ben guardati dal raggiungere, evitando di mettere mano a quelle situazioni di comodo che regnavano in tutta tranquillità nel proprio orticello. Infatti, la crisi ha indubbiamente portato a galla nuove necessità, e il raggiungimento di quella tanto proclamata Unione Europea intesa in senso reale‘, (da quella bancaria a quella finanziaria, senza andare a toccare però quella fiscale), potrebbe portare ad un concreto peggioramento per gli italiani. Inutile sottolineare che l’Italia è già il Paese con il peggior rapporto tra tasse pagate e servizi ottenuti, e non solo all’interno dell’Europa.

Un esempio a riguardo potrebbe essere rappresentato dall’adozione a livello comunitario del sistema di regolazione delle estinzioni anticipate dei mutui adottato in Germania che rappresenta un primo punto di riferimento per una nuova ‘indicazione’ alla quale i Paesi membri vengono chiamati a mettere mano, per trovare una sorta di armonizzazione.

Che cosa dice il testo Ue sulle estinzioni anticipate? In sintesi che le banche hanno diritto ad un equo e ragionevole indennizzo, per il danno subito economicamente dalla chiusura anticipata della propria posizione. Effettivamente l’indicazione della comunità europea non entra eccessivamente nel merito, aspetto, questo che però provoca non solo tanta confusione, ma anche un’eccessiva libertà in mano a chi deve recepirla all’interno del ddl sul quale il governo è già al lavoro, visto che il tutto dovrà essere chiarito e messo ‘nero su bianco’, con la forza della legge, entro marzo 2016.

Quindi al momento non sarebbe una priorità, ma i tempi per arrivare a una sorta di equilibrio tra la realtà attuale e quello che potrebbe essere introdotto a titolo di novità, potrebbero risultare incredibilmente brevi, visto che le associazioni dei consumatori sono già (c’è chi dice solo in via preventiva) scese sul piede di guerra. Il problema, però, sta nel fatto che, al di là delle smentite del Governo (che accusa le associazioni dei consumatori di eccessiva e ingiustificata apprensione, tacciandole addirittura di cattiva informazione), concretamente il disegno di legge non è ancora visionabile da parte di nessuno.

Quindi, le certezze sono solamente due: la prima è che in qualche modo ci si dovrà adattare alle indicazione dell’Unione Europea, e la seconda è che qualche sorpresa poco piacevole dovrà per forza di cose saltare fuori. Non a caso, in tempi non sospetti, l’allora Presidente dell’Abi aveva sollevato il problema dell’eccessiva libertà concessa dalla legge sulle surroghe, con conseguente perdita di denaro per le casse di istituti di credito già messi alla prova da una crisi lunga e logorante. Un problema trasversale che aveva colpito tanto le piccole che le grandi banche: le prime perché incapaci di assorbire questo genere di perdite, per un numero complessivamente non elevato di mutui erogati, e le grandi banche (soprattutto nel caso del mutuo Bnl, piuttosto che Unicredit, o Intesa sanpaolo, ecc) per un numero eccessivamente alto di mutui migrati verso situazioni più convenienti.

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