giovedì, Luglio 29

Rio, le Olimpiadi di uno Stato fallito

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A meno di una settimana dalla partenza delle Olimpiadi di Rio, il Brasile sembra ancora vivere più un incubo che una festa. Tra problemi politici (vedi il caso Petrobras che coinvolge l’ex Lula e la Rousseff), di sicurezza e virus Zika, il Paese è ancora senza pace. Barbara Pascali, responsabile comunicazione, web e HR della onlus italo-brasiliana ‘Il Sorriso dei miei Bimbi‘, spiega a ‘Redattore Sociale‘: «La città è al collasso. Meno di un mese fa, lo Stato di Rio ha dichiarato il fallimento, tra tangenti, infrastrutture incerte e problemi di sicurezza. Al di là dei Giochi, il default aggrava la già drammatica situazione della sanità pubblica, alle prese con Zika e non solo. Da molti mesi lo Stato ha smesso di pagare gli stipendi dei suoi dipendenti, che se va bene arrivano parziali o rateizzati, e le pensioni. Il debito accumulato è stimato in circa 19 miliardi di Reais, quasi 5 miliardi e mezzo di euro».

E la criminalità a Rio è sempre forte: «Le forze dell’ordine non sono in grado di dare nessuna risposta: nonostante il costosissimo piano di pacificazione delle favelas, la situazione è di guerra ovunque. Quello della Upp, la polizia pacificatrice, doveva essere il piano rivoluzionario in grado di dare l’immagine del pieno controllo da parte dello Stato. Un controllo necessario per trasmettere una sensazione di sicurezza e fornire garanzie al Cio e alle delegazioni di tutto il mondo, ma che ora rischia di implodere a ridosso dell’appuntamento più importante». Il problema terrorismo, però, ancora non si avverte, anche se le notizie di alcuni uomini bloccati con falsi accrediti di qualche giorno fa ha fatto scalpore. Ma i problemi per la città sono altri: «Il punto è che un popolo che soffre, si alza all’alba e lavora fino a notte fonde, portando avanti anche 2 o 3 impieghi, così come accade nelle periferie e nelle favelas intorno alle grandi città, è un popolo che non ha tempo di pensare anche a questa ennesima minaccia. Di contro, la paura della polizia, sempre più violenta, aumenta, e non solo tra gli afro brasiliani. Come dire: gli allarmi bomba e le minacce di attentato spaventano meno della realtà violente in cui sono costrette a vivere – da anni – diverse fasce della popolazione». Ma davvero queste Olimpiadi convengono a Rio e al Brasile.

Il video della BBC prova ad analizzare la situazione.

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