domenica, Aprile 18

Rio 2016, allarme inquinamento a Jacarepagua

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Baia di Jacarepagua Rio

Mario Malouco, Mario il Pazzo. Così è soprannominato il biologo carioca Mario Moscatelli che da 20 anni denuncia le cattive condizioni dell’ecosistema di Rio de Janeiro. “Pazzo” perché sono in tanti a considerarlo un personaggio “diverso”, scomodo per certi versi, libero da interessi politici, slegato dai partiti politici, sputasentenze e allarmista. Ma tanti altri si affidano a lui per diverse consulenze ambientali, soprattutto adesso che le Olimpiadi si avvicinano e aumenta l’interesse delle istituzioni a garantire un contesto incontaminato.

Moscatelli oggi si occupa della salvaguardia e della tutela della Baia di Jacarepagua, il cuore della Villa e del Parco olimpico di Rio 2016. Mi ha portato a fare un giro in barca per mostrarmi da vicino l’acqua della baia, il livello di inquinamento dei fiumi e i torrenti che la alimentano, i miasmi che emette, la flora e la fauna che oggi abitano questo ambiente insalubre. E quello che ho visto mi ha lasciato basìta. Rio de Janeiro, la città per eccellenza dominata dalla natura, dal verde e dall’azzurro del mare e dei suoi laghi interni, nasconde una discarica a cielo aperto.

A bordo del suo gozzo Moscatelli mi racconta cosa succede in questo angolo di Rio, così lontano dall’immagine incontaminata che il mondo intero ha della cidade maravilhosa. “Quello che vede oggi è il frutto della noncuranza e del menefreghismo del popolo brasiliano e delle sue istituzioni. 40 anni f a l’acqua di questa Baia era trasparente, sarebbe riuscita persino a vedere il fondo sabbioso, i pesci e la flora. Oggi questo posto e un rischio vero e próprio per la salute”.

 

Che cosa è successo?

E’ successo che la gente ha sfruttato quest’acqua come se fosse una pattumiera. Dentro ci trova di tutto meno che pesci e piante. Copertoni, divani, qualunque cosa. Questo posto è pieno di microbatteri che causano epatite e cancro ed è qui che si affaccia la Villa e il parco Olimpico del 2016. Il governo ha promesso che provvederà a dragare queste lagune, ma il problema sono proprio i fiumi che sfociano qui. Chi penserà ai fiumi? Sono anni che denuncio questa indecenza.

E cosa rispondono le autorità?

Sempre la stessa cosa, cioè che provvederanno presto, che ci vuole tempo, che alla fine tutto sarà sistemato. Come è stato per la Coppa, ricorda? I brasiliani sono così. Vogliono il massimo da tutto e lo vogliono subito. Ma non sono lungimiranti, a loro non interessa la conservazione e la tutela, sono totalmente disinteressati all’ambiente. Sono convinti che la natura sopravviva autonomamente, che sappia curarsi, che una volta contaminata sappia riprendersi da sola e tornare genuina. Non è così. Stiamo distruggendo questo posto.

Rio foto due

Quali sono i rischi per le prossime olimpiadi? E i rischi che corre la popolazione che vive ai margini di questa baia?

Lei andrebbe a vivere in un posto così? Andrebbe a dormire in una casa affacciata sulla fogna? La sente questa puzza? Io sono vaccinato, io e tutta la mia famiglia.  Io mi rifiuto di lavorare in queste acque senza vaccino. L’acqua è contaminata da rifiuti tossici che innescano una reazione chimica che produce gas metano. Questo posto è pericoloso per la salute di tutti.

Eppure vedo una vegetazione rigogliosa e uccelli diversi…

Non ha visto cosa c’era qui 40 anni fa. Era símile alla Foresta Amazzonica. Qui siamo vicino alla località di Jacarepagua, dal nome Jacarè che significa coccodrillo. Una volta queste acque erano piene di coccodrilli, oggi ne trova 3, quelli sopravvissuti. E sono rettili violenti perché il loro habitat è innaturale, quello che mangiano e respirano è tossico.

Mancano 22 mesi alle Olimpiadi. E’ possibile intervenire?

Anni di incuria non si recuperano in pochi mesi, ma qualcosa si può fare. Bisogna capire quando. Quando inizieranno? E se dragheranno le lagune che ne sarà dei fiumi?

Il problema della carenza d’acqua in alcune zone del Brasile come san Paolo è legato a questo fenomeno?

Vede, oggi l’effetto serra e i cambiamenti climatici sono un problema grosso, è vero. La carenza di pioggia rappresenta un problema molto grave per il Brasile.  Ma l’inquinamento lo è ancora di più. Una volta questa baia era profonda circa 1, 20 metri. Oggi la distanza tra la base della nostra imbarcazione e il terreno è di soli 20/30 cm. L’acqua sta venendo a mancare e quella poca rimasta è contaminata. Se non si prendono provvedimenti la vegetazione che vede tra 15 anni non esisterà più, morirà.

 Rio foto

Quello che Moscatelli mi mostra è un paesaggio molto diverso da quello a cui sono abituata a Rio de Janeiro. L’acqua ha un colore verdastro, in alcuni punti è addirittura nera. Il cattivo odore è insopportabile e le esalazioni malsane danno il voltastomaco. Mi chiedo come sia possibile vivere ai margini di questa laguna.

Mario Malouco non è l’unico a cui mi rivolgo per  capire quanto l’inquinamento può condizionare i prossimi giochi Olimpici. Louis Vega è il responsabile esecutivo di un’impresa chimica che si occuperà di coordinare la neutralizzazione delle emissioni di CO2 durante la preparazione e l’esecuzione dei Giochi Olimpici del 2016. “Una delle maggiori emissioni di carbônio è prodotta con lo spreco di cibo. Per molte persone un contenitore può essere solo un pezzo di plastica, ma il pezzo di plastica deve avere una tecnologia tale da garantire che vengano prodotti meno rifiuti organici”.

 

Il suo progetto prevede di neutralizzare 500mila tonnellate di CO2 emesse durante Rio 2016. I giochi sono un pericolo reale per il clima?

Un evento olimpico coinvolge tre pilastri: sport, cultura e ambiente. L’economia si muove e aumenta il gas carbônico che, emesso in eccesso, è un rischio potenziale per il riscaldamento globale.

Quali sono le attività a maggiore impatto in una Olimpiade?

Ci sono 3 classi di emissioni: la costruzione di infrastrutture, come aeroporti e ferrovie, il consumo di energia nelle trasmissioni televisive e per l’illuminazione dei locali, e il trasporto dei partecipanti.

In che modo prevedete di neutralizzare le emissioni di carbonio?

Si tratta di progetti che si basano sulla sostituzione di tecnologie che aumentano l’efficienza energetica nella costruzione civile e nelle infrastrutture. Inoltre aiutano gli agricoltori a sviluppare pratiche finalizzate alla produttività e alla riduzione di emissioni.

Come è stato nel Giochi olimpici invernali di Sochi?

E’ stato un grande successo. Siamo riusciti a ridurre totalmente l’emissione di gas carbonio prima dell’inizio dell’estate russa. La Russia ha applicato le nuove tecnologie di efficienza energética e bassa emissione nelle opere e nelle aree agricole e industriali. E’ stata la prima volta che l’emissione di carbonio è stata totalmente neutralizzata. La popolazione ne è stata Felice, ha accolto bene l’idea ed è stata decisiva.

Rio e Sochi sono diverse…

La differenza è il clima. In una città abbiamo tentato di mantenere il calore all’interno e un clima più freddo all’esterno; nell’altra abbiamo cercato di lasciare il calore fuori e mantenere fresco dentro. Ad ogni modo per ridurre la quantità di emissioni bisogna produrre meno carbonio.

Nella pratica, come si fa?

Possiamo fare degli esempi nel campo della costruzione civile  come l’uso di additivi di cemento e tinte. Quando si usa resina acrilica per creare una tinta, se il rivestimento è più resistente, bisogna dipingere con meno frequenza. Abbiamo sviluppato un isolante di poliuretano che in edifici commerciali con l’aria condizionata genera isolamento termico delle pareti e riduce il consumo.

Sembra complicato…

L’introduzione di un nuovo mercato, permettere alle persone di capire come ridurre le emissioni, compensare le emissioni stesse con azioni che le persone stesse possono promuovere è più che una lezione.

In che modo la popolazione carioca può contribuire all’organizzazione?

Il nostro obiettivo è quello di ingaggiare almeno 500 mila persone e portarle a discutere di cambiamento del clima, anche nelle scuole e sulle reti sociali. Vogliamo fare loro capire le cose più semplici, come spegnere la luce, accendere il pc, consumare prodotti con origine certificata. Ogni gesto o azione individuale è un passo importante. Più azioni di cambiamento che producono soluzioni a lungo termine sono ovviamente molto meglio che un solo gesto. 

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