domenica, Ottobre 24

Rio 2016: accesa la fiamma olimpica

0

Il maestoso fuoco delle prossime Olimpiadi di Rio de Janeiro, che si terranno dal 15 al 21 Agosto P.v., è stato acceso nel tardo pomeriggio di ieri tra le rovine dell’antico tempio di Era situato nei siti archeologici di Olimpia. La fiamma è l’anima delle competizioni olimpiche ed assieme alla torcia rappresenta uno dei simboli fondamentali su cui si basano le primitive tradizioni che hanno portato alle odierne manifestazioni sportive di carattere mondiale. La celebrazione del rito di accensione ha origine dai primi giochi che si tenevano nell’antica Grecia e prevedeva che il fuoco sarebbe dovuto rimanere acceso per tutta la durata delle competizioni. Dal 1928 con l’avvento delle Olimpiadi Moderne l’accensione della fiamma entrò a far parte della cerimonia ufficiale legata all’evento e dal 1960 undici sacerdotesse, interpretate da affermate ed esordienti attrici greche, attraverso una parabola a specchio accendono il fuoco ‘sacro’ utilizzando le proiezioni dei raggi solari. Quest’anno il ruolo di Grande Sacerdotessa è stato interpretato da Katerina Lehoux, diva della tv greca e attrice teatrale, che ha avuto il compito di accendere la torcia tenuta in mano dal connazionale ginnasta  Lefteris Petrounias, primo tedoforo di Rio 2016. La fiaccola che porta in se il significato di pace e armonia tra i popoli approderà anche nel centro d’accoglienza profughi di Eleonas, situato nei pressi di Atene, e lì verrà consegnata ad un rifugiato siriano. L’ultimo trasportatore della fiaccola raggiungerà la tappa finale localizzata nella capitale del Brasile il 27 Aprile prossimo e la torcia in un tempo complessivo di 95 giorni attraverserà circa 20.000 km, passando per 83 città e venendo trasportata da circa 12.ooo tedofori. Assente dalla manifestazione il Presidente del Brasile Dilma Rousseff in difficoltà per la crisi politica che la vede coinvolta in prima persona.

 

(Fonte video tratta da canale YouTube ‘AFP agency news‘)

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->