mercoledì, Maggio 19

Rimini: oltre la politica Intervista con Robi Ronza, membro del Comitato organizzatore del Meeting di Rimini

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Meeting-Rimini-2014

Siamo alla vigilia del Meeting di Rimini che si terrà dal 24 al 30 agosto, il tema, ‘Verso le periferie del mondo e dell’esistenza. Il destino non ha lasciato solo l’uomo’, nasce dalle parole di Papa Francesco, «la Chiesa è chiamata a uscire da se stessa e dirigersi verso le periferie, non solo quelle geografiche ma anche quelle esistenziali»

L’evento raduna, da ormai più di 30 anni, giornalisti, esponenti della cultura, testimoni diretti e politici per una settimana intera. Ogni anno a seconda del tema scelto, si parla di economia, arte, letteratura, scienza, politica, problemi sociali, musica di ogni genere. 

Organizzato dal movimento ecclesiale cattolico di Comunione e Liberazione attraverso la fondazione Meeting per l’Amicizia fra i Popoli, vedrà lo svolgimento di 100 convegni, 14 esposizioni, 17 spettacoli e 10 manifestazioni sportive, con 4.000 volontari all’opera.

«Il messaggio è che trovare prospettive positive, anche in situazioni di crisi e di conflitti, è possibile. Lo è in forza dell’esperienza cristiana che apre e non chiude, che riafferma la sua certezza proprio perché la gioca, la sperimenta e la paragona con la ricerca di verità di tutti. La forza del Meeting in tutti questi anni è stata quella di avere contagiato di una passione per la vita tutti coloro che liberamente si sono lasciati contagiare. Questo è il messaggio ma anche la sfida da cogliere». Così Emilia Guarnieri, Presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli, spiega il leitmotiv dell’evento in un’intervista dello scorso luglio.

Noi abbiamo deciso di parlarne con Robi Ronza, membro del Comitato organizzatore del Meeting di Rimini dalla sua fondazione, nel 1980, fino ad oggi, e portavoce ufficiale del Meeting dal 1989 al 2005. “Il Meeting di Rimini, e questo lo dico come un dato obbiettivo e numerico, è il Festival estivo di cultura, arte e spettacolo più frequentato del mondo. Ha circa 500mila contatti”.

 

Ronza, si potrebbe dire che è l’unico in Italia che riesce ad ottenere questi risultati…

Non solo, ma il più frequentato al mondo. Non c’è nessun’altro Festival estivo di cultura e di spettacolo un numero di contatti paragonabile.  

 

E’ diventato l’appuntamento principale per il mondo della comunicazione, un luogo dove approfondire diverse  tematiche e non solo

Il Meeting di Rimini è un mass media, è un almanacco annuale, che invece di essere stampato o trasmesso telematicamente, è vissuto; quindi leggibile entrandoci, camminandoci, ascoltando. E’ un mass media a tutti gli effetti. 

 

E’ un momento di riflessione che passa per la politica, per la cultura e per la società…

In effetti non si parte dalla politica. C’è dentro la politica, e noi abbiamo sempre voluto che ci fosse perché è un’esperienza importante della vita e quindi ci deve essere. Il Meeting è sostanzialmente un evento sociale più che politico. Il grosso degli eventi e l’attenzione del visitatore sono rivolte a fatti sostanzialmente culturali o di spettacolo. I momenti politici sono estremamente importanti, ma non sono principali, diversamente da come viene raccontato dalla comunicazione. Quest’anno il meeting ha come tema conduttore.

 

Le periferie morali nel mondo, questo è il tema scelto per l’edizione di quest’anno

L’espressione ‘periferie’ è di Papa Francesco. Mi sembra importante e interessante notare che abbiamo fatto nostro l’appello del Papa; prestare attenzione alle periferie umane che non sempre sono periferie geografiche, tra l’altro; talvolta sono periferie anche culturali.  

 

Che impatto ha avuto il meeting durante questi anni sulla società?

La mia è una testimonianza dall’interno, perché sono membro del comitato organizzatore da quando il Meeting è iniziato. La nostra intenzione è stata quella di cercare di testimoniare un orizzonte cristiano, in grado di rispondere alle domande della contemporaneità e della modernità. Imporsi come punto di dialogo tra le esperienze umane di valore, questa è la ragione per cui abbiamo fatto il Meeting e continuiamo a farlo.

 

Un impegno che dura da 34 anni, precisamente dal 1980.
Dimostra che alla base di questa manifestazione c’è una realtà umana e sociale, che è il movimento di Comunione e Liberazione, e che a sua volta, dura da tutti questi anni, anzi da più tempo. In questa maniera si risponde a chi lo ritiene un fenomeno strettamente politico. Se lo fossimo, avremo subito gravi turbolenze dal passaggio tra la Prima e Seconda Repubblica, ma anche nella fase politica attuale. Noi continuiamo, invece, sulla nostra strada, sempre con attenzione alla politica ma anche a tanti altri aspetti.

 

La politica ha, comunque, effetti diretti sulla vita quotidiana…

Certo. Noi ce ne siamo occupati e continueremo ad occuparcene. In questo modo noi creiamo uno spazio interessante, forse unico in Italia, di comunicazione e confronto pacifico tra le esperienze di diversissima origine, ma umanamente valide. Un programma denso di testimonianze dirette.

 

Un filo conduttore tra testimonianze di livello internazionale…

Un lavoro approfondito, cercando di creare autentica informazione, mettere in contatto testimoni diretti, o pensatori, con un pubblico qualsiasi. Nel senso che chiunque può venire, non ci sono solo gli addetti ai lavori.  Si può ascoltare un filosofo, un’artista o anche un ministro. Un confronto approfondito. Ascoltando testimonianze dirette il pubblico può capire bene il pensiero.  

 

Renzi, fino a questo momento, è il grande assente tra gli invitati al Meeting,

Ce ne faremo una ragione. Se il Premier decidesse di venire sarebbe il benvenuto. Ogni anno invitiamo tutte le maggiori cariche dello Stato italiano. Noi non dipendiamo dal consenso politico, siamo una realtà che pesca in alto. Ci interessa incontrare queste alte personalità, ma non ne dipendiamo. Non ci sentiamo sminuiti della sua eventuale assenza né aumentati dalla sua eventuale presenza.  

 

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