domenica, Agosto 1

Rimborsopoli emiliana, caos Pd field_506ffb1d3dbe2

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richetti bonaccini

La nuova Rimborsopoli in Emilia Romagna scuote il Pd, costretto a rinviare alla prossima settimana la direzione del partito prevista per domani. Fumata nera anche per le nomine alla Consulta. I due candidati di punta alle primarie piddine del 28 settembre per la poltrona di Governatore, Matteo Richetti e Stefano Bonaccini, risultano entrambi indagati per peculato dalla procura bolognese. Richetti abbandona la corsa, Bonaccini ancora no, ma Matteo Renzi sta già pensando ad un candidato unitario che possa sostituire il dimissionario Vasco Errani, a sua volta condannato in appello per falso ideologico. Comincia a circolare il nome del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio.

Se pur risparmiato da scomode domande sull’inchiesta emiliana, il Premier, ospite di ‘Porta a Porta‘, ha trovato comunque roventi le poltrone della ‘terza Camera’ italiana. Incalzato da un insolito Bruno Vespa in versione giornalista d’assalto sul tema dei rimborsi PA ai creditori, ‘Matteo’ è andato in confusione con i numeri, si è innervosito e ha rischiato persino lo scontro verbale con il conduttore.

Si consuma in poche ore il divorzio tra Luca Cordero di Montezemolo e Sergio Marchionne. Il ‘figlioccio’ dell’Avvocato Gianni Agnelli lascia la Ferrari dopo 23 anni, sostituito alla presidenza dallo stesso ad di Fiat-Chrysler. Una svolta americana per il Cavallino e un pensionamento multimilionario per LCM. Guerra tra ricchi.

Intanto, Alfano lancia l’allarme terrorismo Isis in Italia, ma nessuno sembra dargli troppo preso. E Grillo continua la sua battaglia contro i giornalisti asserviti al Regime.

Si è rivelato un vero colpo di fortuna per il Premier con la camicia bianca l’incontro avvenuto questo pomeriggio con il Presidente della Repubblica tunisino, Moncef Marzouki. Un summit già previsto in agenda che è servito, più che altro, a distogliere per qualche ora l’attenzione mediatica dall’inchiesta sulle spese pazze dei Consiglieri regionali dell’Emilia Romagna. Auto-silurato il renziano Richetti con una giustificazione risibile («la mia rinuncia non dipende dall’inchiesta»), resta per ora in campo Bonaccini, ex bersaniano divenuto di colpo impresentabile (ascoltato oggi in Procura). Le responsabilità dei due (come degli altri consiglieri indagati) sono ancora tutte da accertare, ma lo scontro fratricida per la presidenza emiliana già non era andato giù al rottamatore («avete fatto un bel casino») che adesso potrebbe sfruttare proprio l’inchiesta dell’odiata Magistratura (compatta nel condannare la riforma della Giustizia) per togliersi dai piedi i due scomodi duellanti e sostituirli con Delrio. Nel Pd, in perfetto stile Forza Italia, c’è chi parla di inchieste ad orologeria avviate allo scopo di ‘vendicare’ la presentazione della ‘Riforma Orlando’. Ma l’alfaniano Carlo Giovanardi ne approfitta per denunciare le «gravi responsabilità politiche» del duo Richetti-Bonaccini quando sedevano nel consiglio regionale emiliano.

La Nuova Rimborsopoli è stata un fulmine a ciel sereno per i piani di Renzi che durante la registrazione del programma ‘Porta a Porta‘ di Bruno Vespa, andata in onda nella tarda serata di martedì, non ha fatto cenno all’inchiesta emiliana che sta scuotendo il Pd, né il ‘morbido’ conduttore e gli ‘addomesticati’ ospiti in studio si sono azzardati a chiedergliene conto. Un imbarazzo evitato che non è comunque servito a coprire le enormi difficoltà che il Governo del fare sta incontrando per far tornare i conti economici. Troppi annunci e promesse mancate, se è vero come è vero che anche il ‘fuoco amico’ vespiano ha cominciato a rivolgere i cannoni contro l’Esecutivo. Il decano dei giornalisti italiani ha attaccato a testa bassa sul tema dei debiti della PA verso le imprese, mandando letteralmente nel pallone un frastornato Renzi. Decine di miliardi che spuntavano e scomparivano veloci come funghi, e pubblico vespiano sempre più assonnato e frastornato.

Un caos che ha eclissato persino i nuovi annunci renziani su «diminuzione delle tasse sul lavoro» e «denari per sbloccare i salari degli statali già trovati» a cui non crede più nemmeno lo stesso Renzi. Promesse sullo sblocco dei debiti PA ribadite oggi dal ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, che durante il question time alla Camera ha ri-promesso «entro pochissimi giorni» un decreto legge di compensazione tra cartelle esattoriali e crediti delle imprese nei confronti della PA. Intanto, nel pieno della crisi, Federica Mogherini saluta tutti e trasloca dalla Farnesina al palazzo della Commissione UE di Bruxelles. Dilettantismo del Governo a cui fa da tragico corollario la notizia che i redditi degli italiani sono fermi a 30 anni fa. A fornire i dati è la Confcommercio nella sua nota di aggiornamento del Rapporto sui consumi 2014.

Per restare in campo economico, bisogna registrare l’addio alla Ferrari di Luca di Montezemolo. Il comunicato dell’ormai ex Presidente, che lascerà ufficialmente il 13 ottobre, era atteso da tutti dopo il licenziamento in diretta annunciato da Marchionne dal Forum Ambrosetti di Cernobbio. «Finisce un’epoca», ha detto Montezemolo. Già, anche per il marchio Ferrari finisce l’epoca italiana della famiglia Agnelli e comincia quella americana guidata direttamente dall’uomo col maglioncino blu. Ma, al di là delle false parole di circostanza pronunciate dai due manager nella conferenza stampa congiunta di Maranello, l’incontenibile super-ego di LCM non dimenticherà facilmente l’onta di essere stato sbattuto fuori così dal collega italo-canadese. E ad addolcire l’amarezza non basteranno certo le decine di milioni di buonuscita e la poltrona già pronta di nuovo presidente Alitalia, già promessa dagli arabi di Etihad.

Tra le ‘non notizie’ del giorno, c’è da registrare l’allarme terrorismo islamico lanciato ieri dal ministro dell’Interno Angelino Alfano nel corso di un’informativa urgente alla Camera. Una ‘non notizia’, appunto, perché mass media e opinione pubblica non sembrano aver preso troppo sul serio le parole di un ministro ‘a sua insaputa’, protagonista del caso Shalabayeva e che chiama ancora ‘vucumprà’ gli ambulanti. Il numero uno del Viminale, comunque, ha messo in guardia dall’azione di «lupi solitari» anche a Roma, definita «culla della cristianità», ma ha poi concluso il suo intervento confermando che al momento «non ci sono segnali di rischio per l’Italia». E allora? Non sarà la solita sparata alla Alfano per ottenere un po’ di visibilità mediatica? Speriamo.

Per concludere, dal fronte grillino non accenna a placarsi l’attacco contro i giornalisti ritenuti ‘servi di Regime’. Beppe Grillo prepara l’evento del Circo Massimo del 10-12 ottobre, ma intanto mette alla gogna la giornalista del tg1 Claudia Mazzola, autrice di un servizio sull’intervento di Gianroberto Casaleggio al Forum Ambrosetti che il M5S ha ritenuto «superficiale e partigiano». Uno stravolgimento completo della realtà, tipico dei giornalisti Rai, che fa meritare alla Mazzola la palma di giornalista della settimana. Per chi ha il pelo sullo stomaco, comunque, basta sorbirsi il tg1 un paio di volte di seguito per rendersi conto in quali condizioni di tragica lottizzazione partitica è ridotto il sistema informativo italiano (pubblico e privato).

 

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