mercoledì, Aprile 14

Rimandi costituzionali I partiti di governo e di opposizione litigano e la revisione costituzionale viene di nuovo rimandata

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Manifestazioni bangkok

Bangkok – La tensione crescente tra i partiti del Governo e quelli dell’opposizione ha reso sempre più complesso il processo di revisione costituzionale. Da tutto ciò è derivata una lunga sequela di rimandi per cui l’Assemblea Costituente ha dovuto volta per volta spostare più in avanti i propri appuntamenti. Ciò ha condotto ad una progressiva agonia circa le possibilità di preparazione di una prima bozza di revisione in vista di una nuova Costituzione prevista a metà Ottobre nel calendario della stessa Assemblea Costituente.

Allo stesso tempo, il partito UCPN  maoista che guida la Sinistra all’ opposizione ha annunciato un vasto programma di proteste proprio in vicinanza della metà del mese per spingere i partiti del Governo a definire i temi oggetto di contesa in modo che possano rientrare tra i temi di discussione.

Ora la mancata revisione costituzionale è diventata oggetto di scaricabarile. I partiti di governo accusano l’opposizione di inquinare e ammorbare l’ambiente politico, mentre i partiti dell’ opposizione accusano quelli di Governo di non essere capaci di mantenere la parola data e contestano il fatto che si consideri la loro insistenza sui temi oggetto di disputa in fase di voto come la causa dello stato attuale delle cose, cioè dello stallo.

L’alleanza dei 22 partiti a guida maoista, che comprende anche i partiti Madhesi, ha deciso di sollevare le manifestazioni in strada dopo alcuni giri di discussioni e dibattiti su quattro temi principali della contesa: federalismo, forme del Governo,sistema elettorale e quello giudiziario.

I partiti al Governo affermano che una nuova Costituzione non si può avere entro il 22 Gennaio fino a quando non si definisce il nuovo metodo elettorale. Ma l’alleanza ha anche messo in guardia  che una Costituzione realizzata attraverso il processo del voto non è accettabile. Si richiede pertanto che i partiti di Governo accettino  i programmi delle proteste con spirito positivo.

Il secondo termine massimo -poi esteso- dalla Commissione sul Dialogo Politico e sul Consenso PDCC per forgiare consenso sui temi oggetto di contesa è scaduto Martedì scorso senza che ne scaturisse alcunché di definitivo. Le speranze su una prima revisione dello Statuto in un paio di settimane oggi appare alquanto risicata a causa anche dell’incipiente programma di manifestazioni e proteste.

I partiti di centro attraverso i propri leader fanno sapere che tutti loro considerano la data di metà ottobre poco probabile perché si possa procedere a disegnare una nuova Costituzione e leggono le posizioni dei partiti al Governo e quelli all’ opposizione come attestate su mere tattiche di pressione.

Nel bel mezzo delle incertezze, i leader di entrambi gli schieramenti sperano in un qualche disgelo, non appena si concluderanno le manifestazioni di piazza, che probabilmente si attueranno attraverso semplici meeting di massa. Mentre il processo di revisione della Costituzione non potrà continuare a procedere come da calendario previsto, le chance di trattative tra i partiti di governo e quelli di opposizione restano una vera chimera, come affermano gli stessi leader politici nepalesi.

 

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