lunedì, Settembre 20

Riforme costituzionali: referendum contrapposti

0

Referendum canonico o referendum confermativo? Questo è quello che stanno cercando di comprendere in queste ore gli italiani, che vedono la maggioranza di governo affrettarsi a raccogliere le firme in favore del confermativo e l’opposizione, che oggi alla Camera ha  raggiunto 166 consensi scritti su i 126 (pari ad un 1/5 dell’Assemblea della Camera) necessari per convalidare la richiesta e Danilo Toninelli (M5S), Cristian Invernizzi (Lega Nord), Roberto Occhiuto (FI) e Stefano Quaranta (SI) lì hanno consegnati in Cassazione. Tra le forze d’opposizione firmatarie e sostenenti l’abrogativo vi sono appunto Movimento cinque Stelle,  Lega Nord, Sinistra Italiana, Cor, Alternativa Libera e Forza Italia che in una nota ufficiale comunica: «I deputati di Forza Italia hanno convintamente firmato per chiedere il referendum confermativo sulla riforma della Costituzione firmata Renzi-Boschi. Insieme agli altri gruppi di opposizione abbiamo depositato quest’oggi in Cassazione i documenti necessari per avviare l’iter della consultazione popolare che molto probabilmente si terrà nel prossimo mese di ottobre. Forza Italia dice ‘no’, con forza e determinazione, a questa cattiva riforma». Il referendum confermativo è molto voluto dalla maggioranza per il prossimo Ottobre ed è una forma di consultazione popolare speciale legata alle riforme che vanno a modificare strutturalmente un organo di governo o la stessa costituzione, non prevede il raggiungimento di un quorum ed utilizza la forma plebiscitaria.

Oggi al Senato è stata la giornata della discussione e della votazione della mozione di sfiducia presentata contro il Governo Renzi. Primo a volere il ritiro del Premier e della sua squadra di governo è Beppe Grillo, leader dei pentastellati, che dal suo blog scrive «Oggi in Senato si vota sfiducia al Governo proposta da M5S. Sfiduciamoli. Per occuparci dei cittadini, non delle lobby» e ancora: «Oggi in Senato si vota la sfiducia al Governo dei banchieri e dei petrolieri proposta dal MoVimento 5 Stelle: devono andare a casa perché fanno solo gli interessi delle lobby, dei loro amici e dei loro parenti!». Dal canto suo Matteo Renzi replica: «Siamo abituati a sentirci dire ‘non è questa, è la prossima’, noi aspettiamo ma nel frattempo vi faccio una proposta: provate a mandarci a casa non convinti neanche voi per due ragioni: o perchè vi piace perdere o perchè volete utilizzare il Senato come una cassa di risonanza, una bandierina da sventolare nei talk show. Penso però di dirvi con franchezza che i talk, i media, i social non sono l’Italia, l’Italia è altrove».

Le amministrative entrano sempre più nel vivo in particolare modo quelle romane che vedono Virginia Raggi al centro di alcune polemiche per le sue dichiarazioni in merito alle possibili Olimpiadi del 2024 nella Capitale. La rappresentante dei cinque stelle si dice non favorevole all’organizzazione dei giochi più amati nel mondo a Roma e dichiara:«Molte città del mondo, Cracovia, Davos, Boston e Stoccolma stanno pensando di rinunciare alla candidatura perché i soldi del Cio non bastano per coprire tutte le opere e quindi servono altri soldi che ipotecano il futuro dei cittadini. Ora Roma è una città completamente in ginocchio, dove le buche diventano programma di governo, quindi dobbiamo ripartire dalle basi. Ridare un trasporto pubblico, abbiamo un debito di 13 miliardi e noi pensiamo di fare le Olimpiadi? Forse ora è meglio pensare all’ordinario e poi, quando la città sarà pronta, al via le Olimpiadi. Oggi direi che siamo lontani da quel momento» rispondendo alle affermazioni rilasciate in precedenza dal Presidente del Consiglio ai microfoni del ‘Tg1‘ dove commentava: «Se a Roma vince il candidato contro le Olimpiadi ci sono conseguenze per il governo nazionale, nel senso che non possiamo più fare le Olimpiadi». Ben altre preoccupazioni attanagliano l’avversario Guido Bertolaso che ogni giorno si trova a dover fare i conti con nuove voci su di un suo possibile ritiro anche se voci non confermate dichiarano che all’uscita da un incontro a Palazzo Grazioli con Silvio Berlusconi l’ex Direttore del Dipartimento della Protezione Civile avrebbe detto: «Il presidente mi ha rinnovato il suo appoggio incondizionato ribadendo che io sono il candidato migliore per governare Roma»

 

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->