mercoledì, Settembre 29

Riforme: 85 milioni di volte Calderoli riforme

0
1 2


Da guinness, però, è anche il fantomatico accordo raggiunto nottetempo in casa Democratica, con la minoranza che torna mestamente all’ovile renziano parlando di accordo raggiunto sull’elettività dei senatori, di articolo 2, comma 5 e lodo Tatarella. Niente che possa scaldare il cuore della base di un partito che una volta era di sinistra e che, oggi, si accontenta del piatto di lenticchie gentilmente offerto dalla nuova ditta renziana. Alla fine, gli emendamenti proposti dalla maggioranza saranno solo tre a firma Anna Finocchiaro e riguarderanno, oltre alla (presunta) elettività dei senatori, anche le funzioni del nuovo Senato e le modalità di elezione di 2 giudici costituzionali. Sul primo punto, si legge nell’emendamento Finocchiaro, i futuri senatori saranno individuati «in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità stabilite dalla legge». Ma, al momento, la norma che verrà risulta nebulosa. A cercare di rimediare al probabile pasticcio costituzionale, combinato dal Pd pur di accontentare le brame futuriste del premier-segretario, ci pensa l’azzeccagarbugli Luciano Violante che, come soluzione al problema dell’elettività, propone che l’elettore voti «con due preferenze: una è per scegliere il consigliere regionale, l’altra per designare chi dovrà poi entrare nel listino dei candidati senatori da far votare dal consiglio regionale».

A far sventolare la bandiera bianca della minoranza Dem ci pensa per primo Vannino Chiti che, smessi i panni del ‘Che Guevara da salotto’, si dice «soddisfatto che si sia raggiunta una mediazione degna: i senatori saranno sindaci e consiglieri regionali, ma saranno i cittadini a sceglierli». Quasi patetico, invece, Gianni Cuperlo, che esulta per la ritrovata unità del Pd e, forse, per una futura poltrona assicurata. Il solitamente timido Roberto Speranza si scioglie la lingua straparlando di «nostra proposta sui senatori eletti direttamente dai cittadini diventata la proposta di tutto il Pd». E anche il ‘falco’ Miguel Gotor torna a cinguettare come un usignolo. Più che una ‘mediazione degna’, nell’inciucio piddino la berlusconiana Stefania Prestigiacomo ci vede un «compromesso al ribasso» perché, a suo modo di vedere, «Renzi e la minoranza del Pd hanno giocato a rincorrersi per mesi ‎e il risultato è un ddl sulle riforme che è un pasticciaccio vero e proprio».

Il bavaglio alla bocca indossato dai parlamentari del M5S non è servito a bloccare l’approvazione da parte della Camera del ddl di riforma del processo penale con relativa delega ‘in bianco’ al governo Renzi per mettere, appunto, il bavaglio alla libera stampa non ancora embedded di Matteo. 314 sì, 129 no e 51 astenuti sul testo che ora passa a Palazzo Madama. «Dov’è la sinistra che faceva girotondi, e che ora sta facendo quello che Berlusconi non è mai riuscito a fare?», ha attaccato il grillino Vittorio Ferraresi durante la sua dichiarazione di voto, «questo bavaglio noi non lo vogliamo, chiediamo a giornalisti e magistrati di denunciare, prima che sia troppo tardi, uno dei provvedimenti più pericolosi degli ultimi trent’anni, e chiediamo a tutti voi cittadini di informarvi e di fare altrettanto».

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->