giovedì, Giugno 24

Riforma del Senato: i numeri sono un’opinione Renzi ottimista. Lotti conta i voti. Parola d’ordine: ci rivolgiamo a tutti. E si aggiungono 'posti a tavola'

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Già, Luca Lotti, l’uomo nero, l’eminenza di Empoli va tenuto d’occhio. Perché in politica è possibile che perfino i numeri diventino un’opinione. Rifacciamo dunque i conti: sulla carta i voti della maggioranza al Senato sono 173 su 321; senza contare i ‘soccorritori’: dieci del gruppo di Verdini e due del gruppo misto eletti nel movimento di Grillo. Siamo, dunque, a 185; a questi sottraiamo la minoranza PD: 28, ma all’ultimo minuto potrebbero essere 25; e mettiamo in conto qualche anti-renziani all’interno del gruppo di Angelino Alfano: si arriva a 156, quota pericolo, per Renzi. Anche perché non è detto che tutti i seguaci di Alfano lo seguano. Facciamo due nomi, per farne: Roberto Formigoni e Carlo Giovanardi; metti che tornino a sentire le sirene berlusconiane; a proposito di Berlusconi: Forza Italia ha perso almeno 20 senatori, dieci sono con Raffaele Fitto, gli altri con Verdini…

In tutto questo bailamme di cifre, vi orientate? Pensate che qualcuno sia in grado di farlo? Vi avevamo avvertiti: in politica nulla è impossibile: può anche accadere che due più due alla fine faccia 22… Nel citare Einstein vi avevamo messo in guardia: lasciate perdere le parole, guardate i comportamenti. I comportamenti, per esempio, dell’Eminenza Lotti.
E’ lui, oggi, l’uomo che conta; e che conta. Quale sia la sua politica (e dunque quella di Renzi), l’ha detto; bisogna prenderlo in parola: «Noi ci rivolgiamo a tutti». Tutti vuol dire tutti. E cosa offre, rivolgendosi a tutti? Poche parole, fatti e concretezza. Funziona così: ve lo ricordate che, per esempio, bisogna ancora nominare il Ministro degli Affari Regionali? Ve lo ricordate che c’è ancora da trovare un posto adeguato per Gaetano Quagliariello e qualche altro collega del Nuovo Centro Destra alfaniano? Ve lo ricordate che la poltrona di vice Ministro agli Esteri di Lapo Pistelli è ancora libera? Ed è libera quella di Claudio De Vincenti allo Sviluppo Economico? Poi ci sono i sottosegretari; poi ci sono le presidenze delle Commissioni parlamentari del Senato: alla Giustizia al posto di Francesco Nitto Palma; ai Trasporti, al posto di Altero Matteoli…, poi ci sono i tre giudici della Corte Costituzionale di nomina parlamentare… Una quantità diaggiungi un posto a tavola’. Si dirà: ma allora come mai in questi giorni è tutto un parlare di maldipancia e scontenti degli alfaniani, dei centristi, di chiunque abbia un pacchetto di voti utile? Appunto. Scusate. Ma secondo voi cosa vuol dire il Segretario dell’UDC di Pierferdinando Casini, Lorenzo Cesa, quando dice: «Sul tema delle riforme l’importante è che non si giochi una partita tutta interna al PD. Per quanto forti senza di noi non sono in grado di andare avanti, e farebbero bene a non dimenticarlo mai”. Scusate ancora, ma cosa vuol dire Quagliariello quando rutilante tuona: “Le riforme non sono in discussione, ma per quel che mi riguarda, un diniego o un’alzata di spalle ricevuto su questo terreno da un alleato di Governo sarebbe grave”?

Per ora si gioca a poker, con rilanci, bluff, ammiccamenti. Martedì la commissione Affari costituzionali del Senato dovrebbe cominciare l’esame degli emendamenti; e allora i vari giocatori cominceranno a scoprire le loro carte.

 

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