domenica, Maggio 16

Riforma del Regolamento di Dublino, ecco i principali punti in ballo La riforma, presentata dalla parlamentare liberale svedese Wikström, è frutto di un lungo negoziato che ha messo d’accordo sinistra, socialisti, verdi, liberali e popolari

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La riforma del regolamento di Dublino sull’asilo è pronta ad essere discussa in Europa. Ieri l’ok da parte del Parlamento europeo con 390 voti favorevoli, 175 contrari e 44 astenuti. A votare contro sono stati in larga parte gli eurodeputati dei Paesi Visegrad (Polonia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca) di vari schieramenti, a destra ma anche qualcuno a sinistra, i britannici conservatori dell’Ecr e l’Ukip. Per quanto riguarda l’Italia, favorevoli i parlamentari del Ppe (Forza Italia, Ap), i socialisti (Pd, Mdp, Possibile), quelli della Sinistra unitaria (Tsipras). Contrari quelli della delegazione M5s, che hanno votato no. Astenuti i parlamentari della Lega Nord.

Dopo l’approvazione il 19 ottobre da parte della Commissione per le Libertà civili, la giustizia e gli affari interni (Libe), il testo non avrebbe dovuto passare in aula. Ma 88 europarlamentari, principalmente rappresentanti di Paesi dell’Europa dell’est, contrari alla riforma, avevano chiesto che fosse messa al voto in aula.

La vera battaglia ora si sposterà nel Consiglio europeo, dove i Paesi dell’Est mostreranno, ancora una volta, tutta la loro contrarietà riguardo la ripartizione dei richiedenti asilo nei diversi Stati dell’Unione. La riforma, presentata dalla parlamentare liberale svedese Cecilia Wikström, è frutto di un lungo negoziato che ha messo d’accordo sinistra, socialisti, verdi, liberali e popolari.

Ma cosa cambia con questo nuovo Regolamento di Dublino? Il criterio del primo Paese di accesso viene sostituito con un meccanismo permanente e automatico di ricollocamento secondo un sistema di quote, a cui sono tenuti a partecipare obbligatoriamente tutti gli Stati membri dell’UE.

La competenza dell’esame della domanda non è più affidata solamente alla geografia. Il richiedente quando arriva in Europa saprà che è irrilevante il punto di ingresso e non si creeranno quei fenomeni di fuga che hanno caratterizzato la storia dei flussi migratori degli ultimi vent’anni in Europa. Altro cambiamento del Regolamento di Dublino è l’introduzione di un principio che tiene conto dei legami tra il richiedente asilo e lo stato in cui vuole andare. In particolare i legami famigliari, ma non solo: se una persona ha frequentato la scuola in un Paese o ha avuto precedenti soggiorni in quel Paese può chiedere di essere spostato lì.

Ma è lotta contro il tempo: si teme che ci sia un rinvio a primavera 2018 dell’esame da parte del Consiglio europeo, in attesa di vedere i risultati alle prossime elezioni.

(video tratti dai canali Youtube di BBCAsylEasy)

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