giovedì, Settembre 23

Riforma costituzionale, Lo Moro sconfessa Boschi field_506ffb1d3dbe2

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Si interrompe il dialogo sulla riforma costituzionale prevista dal disegno di legge Boschi, dal tavolo di confronto interno al Partito Democratico si alza e se ne va la senatrice della minoranza Doris Lo Moro, secondo cui la comunicazione è a un «punto morto», mentre il Ministro delle riforme Maria Elena Boschi è di tutt’altra opinione ed è ottimista sull’approvazione in tempi brevi. Forza Italia è possibilista su intese future, ma solo se cambierà la legge elettorale. Dall’Expo, ospite dell’assemblea nazionale di Coldiretti, il Primo Ministro Matteo Renzi annuncia l’abolizione dell’Imu agricola a partire dal 2016. Sit in della Lega Nord al ministero di Economia e Finanza con il segretario Matteo Salvini in prima linea: la richiesta è l’abolizione della legge Fornero sulle pensioni. I dati della Caritas parlano di un avanzamento appena marginale delle condizioni di povertà scaturito dall’azione del Governo, l’opposizione attacca. Sondaggi dell’Istituto Piepoli per Ansa, perde mezzo punto percentuale la Lega, sale contestualmente il MoVimento 5 Stelle.

«Sto riflettendo sul da farsi, siamo arrivati a un punto che se non si sciolgono i nodi politici non si può andare avanti, la comunicazione che si svolge all’esterno con le dichiarazioni alla stampa non corrisponde a quello che succede al tavolo», dichiara la senatrice Doris Lo Moro, della minoranza del Partito Democratico, mentre abbandona la riunione del Pd sulle riforme costituzionali in Senato. «Si è su un binario morto», osserva la Lo Moro, «non si discute né di articolo 2, né di competenze, funzioni e garanzie del nuovo Senato». Nulla è definitivamente compromesso, si cercherà comunque di approvare il ddl Boschi entro il 15 ottobre, come conferma anche la relatrice del provvedimento Maria Elena Boschi, Ministro delle Riforme, che si dice «ottimista: secondo me l’accordo lo raggiungiamo. L’impegno politico è quello di cercare di parlare con tutti e cercare di avere un consenso più ampio sulle riforme costituzionali».

Il punto focale è dunque l’articolo 2 del disegno di legge, «quando diciamo che non si riapre non intendiamo intervenire sull’emendabilità dell’articolo che è di stretta pertinenza della presidente della commissione e del presidente del Senato in aula», precisa Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera. «Noi facciamo una valutazione di merito e politica, e diciamo che le soluzioni che servono per mettere in grado i cittadini di esprimere una valutazione sui senatori che verranno qui a rappresentare autonomie locali e Regioni sono criteri che possono essere inseriti in maniera più congrua e pertinente all’articolo 122 della Costituzione, intervenendo sull’articolo 35 del ddl, senza riaprire l’articolo 2 della riforma». «Sbagliato misurare ogni nanosecondo quanti passi vengono fatti», aggiunge il capogruppo al Senato Luigi Zanda, «è una discussione che procede e alla fine confido in un risultato».

Disponibilità arriva dagli alleati del Pd, il Nuovo Centro Destra conferma, tramite il leader Angelino Alfano, la volontà di  «sostenere le riforme ora che sono arrivate vicino al traguardo. La nostra proposta è quella di migliorare il testo del Senato, creando un listino regionale. Occorre comunque superare il bicameralismo perfetto e su questo non si torna indietro». Dall’opposizione potrebbe arrivare addirittura l’appoggio di Forza Italia, ma a determinate condizioni: «Quel che chiediamo per tornare a discutere non sono piccoli aggiustamenti, ma modifiche sostanziali», afferma Giovanni Toti, governatore della Liguria e consigliere di Silvio Berlusconi: «Prima occorre la disponibilità a ragionare sulla legge elettorale, per tornare al premio di coalizione. Occorre modificare il Titolo V della Costituzione, nella parte in cui regolano i rapporti tra Stato e Regioni, occorre modificare le competenze e i criteri di composizione del Senato».

Ospite dell’assemblea nazionale di Coldiretti all’Open Air Theatre dell’Expo, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi preannuncia che da gennaio 2016 sarà abolità l’Imu agricola; ma non sarà l’unica misura: anche «sul caporalato non possiamo stare a guardare, prendiamo un impegno come Governo». «Questo è un mondo che non è il passato dell’Italia, ma il futuro», interviene Renzi riferendosi al settore primario, «riguarda tutti a prescindere dalla forza politica». Il richiamo all’unità arriva poi a coinvolgere il Paese intero: «Dobbiamo voler bene all’Italia, leader nel mondo per fascino e prodotti. Essere una forza amica vuol dire smettere di sputare addosso alla nostra Italia», bisogna «voler bene al nostro Paese».  Sulle polemiche per il viaggio a New York per la finale degli Open di tennis: «Quando ci sono due italiane in finale è una gigantesca operazione di comunicazione andare a dire loro ‘brave’ e ‘grazie’. Non si fanno polemiche interne su queste cose».

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