venerdì, Luglio 1

Riforma avvocati. Cosa cambierà?

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Tornando alla Legge di Stabilità che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2016, la novità di rilievo è la possibilità per gli avvocati di compensare o meno i propri crediti provenienti dall’attività di gratuito patrocinio con quanto da essi dovuto per ogni imposta e tassa, compresa l’imposta sul valore aggiunto (IVA). La compensazione sarà esente da imposta di bollo e registro.

Luigi Pansini indica qual è la direzione verso cui si dovrà lavorare per garantire una migliore qualificazione della professione forense. “Innanzitutto, l’Avvocatura è qualificata. Certo, deve fare la sua parte e abbandonare le posizioni di retroguardia. Occorre altresì prendere atto che la crisi economica si combatte individuando nuovi settori di intervento e difenderli strenuamente. Mi ha stupito quanto è avvenuto in occasione della presentazione del DDL concorrenza. Nel testo originario vi era una disposizione che avrebbe consentito agli avvocati di autenticare le sottoscrizioni relative ai trasferimenti immobiliari ad uso non abitativo sino a 100 mila euro. Uso l’imperfetto perché la disposizione è stata soppressa e di essa non vi è traccia nel testo oggi all’esame del Senato. Il Consiglio Nazionale Forense giudicò estemporanea la misura ritenendo più congrua con il sistema la previsione che all’interno della negoziazione assistita, dove già l’accordo in materia immobiliare raggiunto davanti all’avvocato vale come titolo per l’iscrizione di ipoteca, diventasse anche titolo per la trascrizione. Oggi si è persa la prima possibilità e della seconda nemmeno l’ombra. E poi, una domanda è lecita: chi dovrà lavorare per migliorare la professione? Al pari di quanto avviene nella società civile, anche nell’Avvocatura lo scollamento tra rappresentati e istituzioni nazionali (non dico volutamente rappresentanti perché non sono elette dagli avvocati) è forte ed evidente. Occorre intervenire con legge come il Ministro Orlando ha suggerito per la riforma del CSM. Anche per l’Avvocatura è necessaria la separazione dei poteri in capo alle istituzioni nazionali ed è necessaria una modifica della legge elettorale che designa i componenti del Consiglio Nazionale Forense” chiosa il segretario Pansini.

Nella legge del 2012 sul nuovo ordinamento della professione forense, che sarà integrata dai Regolamenti varati dal Ministro Orlando, era previsto anche un importante provvedimento che pone alcune restrizioni sulle società tra avvocati. Una misura che dovrà essere puntualizzata dal DDL sulla Concorrenza che prevede l’iscrizione al Registro per le imprese solo per le società di capitali che hanno un socio esterno come garante di autonomia della prestazione professionale. Inoltre, sempre a garanzia della migliore qualità ed efficienza della prestazione, l’avvocato dovrà essere affiancato da un altro specialista forense.

Sulla questione il Presidente di AMB Pironti non lascia spazio a dubbi. “Le società tra avvocati possono essere una risposta alla parcellizzazione degli studi, ma bisogna fare molta attenzione. L’introduzione dei soci di capitale snaturerebbe la figura dell’Avvocato che non può e non deve diventare un imprenditore. Come ci è stato insegnato dai nostri Maestri, l’Avvocato è un professionista con peculiarità sue proprie, deve essere autonomo, indipendente e libero nella scelta delle linee difensive. È colui che è legittimato a mettersi di traverso tra i poteri politici, economici e normativi a tutela dell’inerme cittadino. Per questo non può essere asservito a logiche di potere e di lucro.Anche se i poteri forti tentano di omologarci alle loro linee di condotta, noi continueremo a lottare per mantenere integra la nostra natura di difensori e paladini dei cittadini e dei deboli“.

Sarà tenuto a informare il cliente sull’intero svolgimento e complessità dell’incarico, sull’andamento processuale, commisurando le tariffe in base all’effettivo operato. Il cliente dovrà essere informato anche su eventuali oneri esterni. Vi è inoltre l’obbligo per gli avvocati di stipulare una polizza di assicurazione per la responsabilità civile degli avvocati, volta a garantire un equo risarcimento in caso di abuso nell’esercizio della professione a sfavore del cliente.

L’ANF Associazione Nazionale Forense ha sempre guardato con favore alle società tra avvocati. Già la legge professionale conteneva una delega al governo per intervenire in materia ma la delega non è stata esercitata. Oggi il testo contenuto nel DDL concorrenza in discussione al Senato è stato sicuramente migliorato rispetto a quello originario presentato alla Camera dei deputati: siamo soddisfatti che siano stati recepiti i nostri suggerimenti sul limite di 1/3 alla presenza del socio di investimento, sulla maggiore armonizzazione delle norme con quelle previste per le altre professioni; sulla personalità della prestazione professionale con l’affermazione della piena indipendenza e imparzialità e con l’obbligo di informativa di potenziali conflitti di interesse e/o incompatibilità; sull’istituzione di una sezione speciale per il deposito della documentazione analitica relativa alla compagine sociale; sullo scioglimento della società ove venga meno e non sia ricostituita la prevalenza dei soci professionisti, sulla multi-professionalità della società. In sede di audizione dinanzi alla commissione Industria del Senato abbiamo evidenziato la necessità di un tipo societario autonomo rispetto a quelli codicistici oggi conosciuti, di indicare requisiti precisi per l’individuazione e la partecipazione del socio di capitale, di affrontare le problematiche fiscali e previdenziali, di prevedere che il socio di capitale non sia presente nell’organo amministrativo e nelle cariche direttive della società. In ogni caso, occorre sempre tenere a mente che la società tra avvocati è una delle tante possibili forme di organizzazione della professione e non la soluzione di tutti i problemi dell’Avvocatura. Il fenomeno interesserà sicuramente una piccola percentuale di colleghi; però, allo stesso tempo, rappresenta una possibilità per spingere all’aggregazione tra avvocati, per fare rete anche con altri professionisti, creare sinergie e nuove prospettive” argomenta Pansini.

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